Before the Wolves: intervista a Nicolò Pellizzon

Un anno fa, il primo graphic novel di Nicolò Pellizzon fu uno dei libri-rivelazione. Non a caso, oggi, il suo Lezioni di anatomia si ritrova candidato per i premi Gran Guinigi a Lucca Comics & Games 2013. In attesa di leggere il suo nuovo graphic novel, in preparazione per il 2014, abbiamo chiacchierato con lui di un progetto in uscita in questi giorni, più vicino al picture book che al fumetto. Ma altrettanto inquietante e, insieme, seducente. Niccolò Pellizzon è uno degli autori italiani da tenere d’occhio, e i nostri occhi sono caduti su Before the Wolves.

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Come nasce Before the Wolves? Dobbiamo considerarlo una specie di spin off di Lezioni di anatomia o è un lavoro totalmente indipendente?

E’ completamente indipendente. Volevo fare qualcosa di breve, ma le storie a fumetti brevi mi fanno sempre pensare che più lunghe sarebbero state meglio. E’ molto difficile (e alcune volte anche controproducente) riuscire a inserire ottimi disegni in ogni vignetta. Il linguaggio del fumetto, per la sua economia, prevede dei raccordi che non sono sempre soddisfacenti dal punto vista realizzativo (almeno per me). Se ci sono delle analogie con Lezioni di Anatomia, allora, sono sicuramente con il suo spirito.

Chi o che cosa c’è “prima dei lupi”?

C’è una strada che non può che portare ai lupi. Alla notte, oltre i desideri.

Ci sono riferimenti alla dimensione esoterica?

Non ci sono riferimenti all’esoterismo e all’alchimia. Diciamo che mentre Lezioni di Anatomia era un libro tecnico, le illustrazioni di Before the Wolves sono un percorso mistico più vicino al viaggio interiore. Ogni pagina è un diverso episodio che comunica con un altro. Una specie di continuo deja-vu.

Il volume, che non racconta una storia ma contiene solo illustrazioni, è stato stampato in sole 300 copie. Un lavoro che si allontana dal mondo del fumetto tradizionale per avvicinarsi alla dimensione più ristretta e elitaria dell’arte contemporanea. A questo proposito, che cosa segui all’interno del mondo dell’arte contemporanea? 

E’ un progetto che curo personalmente, da qui la bassa tiratura. Non è un’edizione limitata o cose del genere. Anche se non credo lo ristamperò, quando avrò terminato le copie probabilmente farò dell’altro se ne avrò la possibilità. Si potrebbe dire che è più vicino agli ‘”Art Book”, che hanno una storia, ma non strizza l’occhiolino al lettore dandogli pretesti per rassicurarlo su contenuti che non riesce a spiegarsi. Il “tema” è chiuso su sé stesso ma credo comunichi con più onestà anche per questo. Più o meno, è come qualcuno che ti fa vedere qualcosa indicandotelo, senza dire niente. Non si avvicina all’arte da galleria ecc., non ci sono cose sophisticated. Confido nella brutale semplicità esteriore del mio lavoro. Io non credo nell’Arte Contemporanea, credo in Riika Sormunen, Anke Feuchtenberg, Aleksandra Waliszewska. Quindi alla fine credo nell’Arte dei contemporanei. Mi hanno detto che la Biennale quest’anno era una figata. Credo sia vero, ci vado poi ti dico.

Hai vinto il premio per il miglior fumetto al Treviso Comic Book Festival con Lezioni di anatomia. Oltre al favore della critica, come l’ha giudicato il pubblico? Per essere più precisi: quanto ha venduto il libro fin’ora?

Il libro è un longseller, per usare termini da imprenditori. Io e Grrrzetic contiamo di finire la tiratura entro l’anno. Generalmente all’autore non arrivano critiche dal pubblico sul suo lavoro, escluse le vendite (al massimo arrivano complimenti, uno non ti scrive una mail per dirti che gli ha fatto schifo il tuo libro), però ho molti informatori segreti. Ho notato che a quelli a cui piacciono i graphic novel, le autobiografie, le storie vere e tutti quei libri che nascono da “urgenza” e “necessità”, Lezioni di Anatomia non è piaciuto. Agli uffici stampa non è piaciuto perché non ci sono agganci facili all’attualità (meglio i quotidiani allora). Altri sono perplessi perché ci sono troppi disegni di piedi. A quelli che non l’hanno letto non è piaciuto perché è troppo morboso. Il mio interesse comunque è poter continuare a fare libri, quindi è andata benissimo. L’importante è evitare i flop al botteghino.

A che cosa hai lavorato in questi ultimi mesi e a che cosa stai lavorando attualmente? Quando uscirà il tuo prossimo lavoro? 

Sto continuando il lavoro su Gli Amari Consigli, che uscirà a Settembre 2014 per Bao Publishing. Ma ci sono anche altre cose. Che hanno annullato completamente la vita sociale… Una in particolare – non la posso ancora dire – credo sia un piccolo lavoro molto importante, per il quale tutti gli altri autori di fumetti quando glielo dico mi guardano come se avessi comprato la moto più figa di tutte.

Dato che ci vedremo a Lucca, che cosa ci consigli di acquistare per tornare a casa soddisfatti (oltre a Before the Wolves, ovviamente)?

L’Antologia di Teiera Ten Steps in the City (vi dico solo che oltre alle ragazze di Teiera c’è Paolo Bacilieri, Tomi Um, Carla Besora e altri autori fighissimi). Mother di Delebile (il seguito di “Home”), su cui sono anche io che ha già ricevuto commenti entusiasti dalla critica internazionale (c’è Aisha Franz, Sam Alden, Bianca Bagnarelli, Silvia Rocchi e altri bravissimi). Corpicino di Tuono Pettinato che è il libro più bello, acuto e brillante che abbia letto negli ultimi anni (sì l’ho già letto).

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