Nello studio di Vittorio Giardino

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A cosa sta lavorando in questo periodo?

“Sto lavorando alla terza e ultima parte di Jonas Fink.”

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Quali sono gli strumenti che utilizza per disegnare?

“Normalmente uso matita e gomma, inchiostro di china, pennino e pennello, acquerelli.”

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Ha qualche piccola abitudine, prima di mettersi a disegnare?

“Di solito ascolto musica o Radio3”

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Ci sono fumetti, o libri, che devono essere per forza a portata di mano?

“Fumetti meno, libri tanti. Narrativa, saggi, guide turistiche, mappe cittadine, tutto ciò che ho letto e che ha a che fare con la storia a cui sto lavorando.”

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La storia di Jonas Fink è ambientata nella Praga del dopoguerra. Una città carica di glorie letterarie e di memorie storiche. Nel famoso libro di Angelo Maria Ripellino, Praga magica, che vedo nella foto, la città viene rappresentata come la misteriosa capitale dell’alchimia. Quanto conta, per lei, il tema dell’alchimia, e quanto l’ha ispirata nel costruire l’atmosfera della capitale ceca?

“Io non credo alla magia né all’alchimia (ho una formazione razionale, sono pur sempre un ingegnere), ma sono molto interessato al fascino che certe credenze hanno esercitato sulle persone. Se uno vuole, può trovare aspetti magici in ogni città. Anche io penso che Praga sia una città magica, non però in senso letterale, ma metaforico. Magica per dire bellissima e affascinante, antica e complessa. Per la storia di Jonas Fink la città ha un ruolo importante, ma ancora più importante è il peso della Storia, quella che ha condizionato completamente un’intera generazione.”

Guarda il reportage fotografico completo.

 

Fotografie di Emanuele Rosso.