Topo Shmoo

Leggo Topolino e gli incontenibili Squee (Topolino, n. 3020) del bravissimo Casty (Andrea Castellan), capace di invenzioni, atmosfere e segni alla Romano Scarpa. E di molto altro, come vedremo. In questa sua storia recente i protagonisti sono delle creaturine paffute, a forma di fagiolo e con un naso che sembra una trombetta dalla quale emettono, appunto, squillanti squee! Amano gli umani e per loro farebbero di tutto. E gli umani ricambiano, tenendoli con loro e riempiendoli di coccole e carezze. Gesti affettuosi ma pericolosi: basta infatti accarezzarli e loro si replicano all’infinito.

Lì per lì mi vengono in mente i terribili Gremlins (e il film omonimo, diretto da Joe Dante nel 1984): bastava bagnarli e si duplicavano all’impazzata, diventando cattivissimi.

Poi la memoria visiva scava e scova negli archivi della memoria e in quelli di carta i veri antenati degli Squee. Si chiamano Shmoo e Kigmi, e li ha disegnati, per la prima volta, Al Capp (Alfred Gerald Caplin, 1909-1979) nelle storie con protagonista Li’l Abner, una delle strip più celebri e di successo nell’America del secondo dopoguerra. Gli Shmoo sono molto simili agli Squee, ma hanno dei baffetti che li fanno assomigliare alle foche. Anche loro fanno di tutto per farsi amare, fino al sacrificio estremo – che per loro è il massimo del piacere – di farsi mangiare.

I Kigmi, che sono un po’ più pelosi, sono dei veri masochisti e godono nel farsi prendere a calci nel sedere: così facendo scaricano gli impulsi aggressivi degli umani e rendono tutti felici e contenti. Per chi volesse frugare nella storia dell’editoria italiana (e, magari, nella propria libreria) la storia Li’l Abner e i Kigmi fu pubblicata nel Supplemento n. 2 di Linus (ottobre 1965).

Vado avanti nella lettura della bella storia di Casty. Gli Squee non solo si duplicano ma assumono le sembianze di chi sta loro vicino. Sono degli «emuloidi», come spiega Eta Beta che, al ritorno da un suo viaggio spaziale, se ne è trovato uno, clandestino, nella stiva. In breve Topolinia si riempe di perfetti cloni degli abitanti, mentre gli abitanti – quelli originali – diventano sempre più apatici e fannulloni.

09Invasion

E riecco la memoria che mi perseguita. Questi Squee sembrano il parto degli inquietanti baccelloni de L’invasione degli ultracorpi, celeberrimo film di Don Siegel (poi più volte «remakeato»), tratto dal romanzo di Jack Finney, pubblicato (e più volte ristampato) sulla mitica Urania con il titolo Gli invasati.

Nel film, i baccelloni – anch’essi alieni – depositati accanto a chi dormiva ne assumevano le sembianze, svuotando gli umani di sentimenti e passioni.

13Ultracorpi

Casty deve aver sicuramente letto Al Capp e deve essere un appassionato cinefilo. Perché alcune vignette di Topolino e gli incontenibili Squee citano sequenze del film L’invasione degli ultracorpi. E Topolinia sembra la Santa Mira del film di Don Siegel.