1945 – 1970: la vita sotterranea della Marvel in Italia

Una delle leggende del fumetto italiano vede Luciano Secchi, in arte Max Bunker, in Versilia, sul finire degli anni Sessanta, rimanere folgorato dalla lettura di un fumetto americano trovato per caso in edicola: The Amazing Spider-Man #1. Colpito dalla storia, innovativa e molto ben narrata, Secchi si muove per far pubblicare quelle avventure nel nostro paese all’editore Andrea Corno, per il quale aveva creato Kriminal, Satanik, Alan Ford e la rivista Eureka.

In un’intervista rilasciata nel 1999 al sito DelosCorno dichiara invece di essere venuto a sapere dell’esistenza di Spider-Man e soci e del successo che riscuotevano negli Stati Uniti dall’agenzia Transworld, da cui acquistava le storie per la rivista Guerra d’eroi, e di aver deciso così di tentare l’avventura.

Ma sia Corno che Secchi sembrano però ignorare che i personaggi della Marvel erano già presenti in Italia addirittura dal 1945, ben 25 anni prima che loro li lanciassero in grande stile.

Il supereroe della Liberazione

Nel 1943 a Roma viene fondato il giornale Il Pupazzetto, che dalla liberazione pubblica i personaggi statunitensi che la censura fascista aveva fatto sparire dalle edicole. Ritornano così Flash Gordon, Tarzan, l’Uomo Mascherato, insieme a un nuovo campione del fumetto americano: Capitan America. Il supersoldato di Joe Simon e Jack Kirby, perfetta incarnazione della nuova amicizia con gli Alleati, compare per soli 13 numeri nel 1945, per poi tornare nell’oblio per quasi 30 anni.

Western e funny animals

Kid due pistole marvel in italia

Gli anni Cinquanta in Italia vedono il boom del fumetto western. A fianco delle serie nostrane come Tex, Pecos Bill e Capitan Miki, i numerosissimi editori del periodo importano fumetti da tutto il mondo grazie alle varie agenzie specializzate. Tra il 1958 e il 1959 una piccola casa editrice di Milano, la Casa Editrice Rama, poi Itala, pubblica così alcune serie che arrivano dall’America, come Kid Colt, Two-Gun Kid o Black Rider.

Si tratta di storie prodotte dalla Atlas, altra incarnazione della Marvel, e realizzate dagli stessi autori che pochi anni dopo avrebbero ridato splendore al genere supereroico: Stan Lee, Jack Kirby, ma anche Joe Sinnott, George Tuska, Dick Ayers, Marie Severin…

Se in Italia questi cowboy hanno avuto vita brevissima, negli Stati Uniti furono ripresi più volte negli anni successivi e integrati nell’universo dei supereroi: Kid Colt è coprotagonista di una storia dell’Uomo Ragno della serie Spidey Super Stories, mentre Two-Gun Kid ha addirittura fatto parte dei Vendicatori!

L’altro genere che imperversa nelle edicole italiane negli anni Cinquanta è il fumetto umoristico. Sulla scia di Topolino compaiono moltissimi albetti che propongono personaggi comici e animali antropomorfi: Cucciolo, Tiramolla, Soldino, Trottolino, Nonna Abelarda, Tarzanetto, Chicchirichì, ma anche fumetti americani come Andy Panda o Picchiarello.

È in questo filone che ancora Itala pubblica nel 1959 sei numeri di “Omero fantasma felice”, ovvero “Homer the Happy Ghost”, personaggio comico ideato dal solito Stan Lee e disegnato da Dan De Carlo. Il fantasmino nasce in risposta al più famoso Casper della concorrente Harvey Comics, che in Italia arriverà solo negli anni Settanta.

omero fantasma felice marvel in italia

Fumetti eroici

Nel 1962 la Dardo lancia la serie Eroica, creando la moda del fumetto di guerra e spingendo gli altri editori a imitarla. Una di queste serie è Il sergente Fury e i suoi commandos, pubblicata da Le Maschere tra il 1966 e il 1967. È la traduzione di “Sgt Fury and his howling commandos”, creata nel 1963 da Stan Lee e Jack Kirby per Marvel Comics, che racconta le avventure del futuro capo dello S.H.I.E.L.D. durante la Seconda Guerra Mondiale.

Per attirare lo stesso pubblico delle serie di guerra tradizionali, gli ultimi numeri vengono pubblicati in formato tascabile, lo stesso di Eroica, rinunciando alle copertine originali e facendone realizzare appositamente in Italia. L’espediente però non avrà successo e la serie chiuderà con il numero 13.

nick fury commandos marvel in italia

La Marvel in Italia, su Linus

Come abbiamo visto, il filo conduttore della presenza sotterranea dei fumetti Timely-Atlas-Marvel in Italia è la mimesi. Fino al 1966, se escludiamo la fugace comparsa di Capitan America, non troviamo nessun supereroe, ma soltanto personaggi che possano mimetizzarsi a fianco dei fumetti analoghi di produzione italiana. Nulla viene pubblicato delle collane antologiche di racconti fantastici o rosa fiorite tra gli anni Cinquanta e i Sessanta. Della rinascita del genere supereroico iniziata nel 1961 viene importata l’unica serie in cui non compaiono eroi in costume.

Non è un caso che i primi veri supereroi firmati Marvel arrivino in Italia grazie alla rivista che ha fatto della lettura critica del fumetto il suo cavallo di battaglia: Linus.

fantastici quattro linus marvel in italia

Sul Supplemento Linus Estate vengono proposti gli episodi “I Fantastici 4”, “I Fantastici 4 contro l’Uomo Talpa” e “Il segreto dell’Uomo Talpa”, ovvero il contenuto dello storico Fantastic Four 1 del 1961, di Stan Lee e Jack Kirby.

L’anno successivo, sul Supplemento Provo Linus del 1967, viene pubblicata l’avventura “Prigionieri del Dottor Fato!”, in cui i Fantastici 4 incontrano per la prima volta il loro peggior nemico, meglio noto come Dottor Destino, secondo la traduzione della Corno.

Su Linus si potevano proporre personaggi nuovi, diversi, senza il rischio di spaventare il lettore, abituato e educato a una lettura più matura e attenta. I Fantastici Quattro erano un fumetto di rottura rispetto a quanto visto fino ad allora nel fumetto italiano.

I superuomini, Nembo Kid (Superman) e Pipistrello (Batman) pubblicati sugli Albi del Falco Mondadori, vivevano storie avventurose e fantastiche ma ingenue, semplici, in cui il conflitto tra i personaggi si limitava alla contrapposizione buoni-cattivi. Lee e Kirby, invece, mostravano un’attenzione nei confronti della psicologia dei propri personaggi del tutto inedita per il genere.

Purtroppo le storie dei Fantastici 4 non riescono a conquistare il pubblico di Linus, forse perché sono troppo diverse rispetto agli altri contenuti del giornale, forse perché riprodotte in bianco e nero perdono gran parte della loro forza. La redazione chiude gli esperimenti con la Casa delle Idee dopo la seconda storia, ma questa volta l’esilio dei supereroi Marvel sarà breve: solo tre anni dopo, nell’aprile 1970, farà la sua comparsa in edicola l’Uomo Ragno della Corno.