La discussione tra Concita De Gregorio e Gipi sulla parola «fumetto»

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Durante la puntata del programma Pane Quotidiano, in onda su Rai 3 lo scorso martedì 10 dicembre, Concita De Gregorio ha ospitato in studio Gipi, per discutere del suo nuovo libro Unastoria. Inoltre, il programma ha mandato in onda un’intervista a Zerocalcare, realizzata pochi giorni prima, durante la fiera della piccola e media editoria “Più libri più liberi”.

All’inizio della trasmissione, la conduttrice e giornalista De Gregorio ha presentato il fumettista pisano e, prima di entrare nel vivo della discussione sul suo graphic novel, ha posto una domanda che ha subito generato un garbato ma evidente battibecco tra lei e il fumettista.

Una occasione che ha confermato alcune difficoltà del giornalismo generalista in merito all’uso della parola ‘fumetto’, che il bravo fumettista ha affrontato con serenità ma anche con fermezza, togliendo la giornalista dal lieve imbarazzo nel parlare di fumetto (e non di graphic novel, per intenderci).

Il passaggio completo della conversazione è questo:

Concita De Gregorio: “Voglio sempre evitare la parola fumetto, perché mi sembra che fumetto sia riduttivo. È riduttivo?”

Gipi: “No. Anzi, secondo me bisognerà abituarsi ad usarla. Lo so, ha un carico strano, che viene da tempi passati, secondo me: ti dice che roba soltanto per bambini, ingenua.”

CDG:  “Sì, un po’ un genere minore…”

G:  “Eh sì, perché poi viene usata anche in quei termini. Come quando si dice “questo film sembra un fumetto, come se fosse una cosa dispregiativa. Ma i tempi sono cambiati tantissimo.”

CDG  “E quindi si può dire fumetto?”

G:  “Si DEVE dire fumetto. E’ un mezzo potentissimo.”

CDG:  “Allora questi sono libri a fumetti?”

G:  “Sì.”

CDG:  “Beh, però questo è qualcosa in più di un fumetto, se posso dire.”

G:  “No, è semplicemente un fumetto fatto bene.”

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