Monarch, o il controllo mentale come tortura

Monarch è l’ultima opera di Akab, pubblicata pochi mesi fa per i tipi di Logos Edizioni. L’autore vi prosegue il proprio percorso di ricerca grafica, questa volta in un volume di 128 pagine a colori dedicate a raccontare l’orrore del famigerato progetto MK Ultra. Il progetto, ispirato ai folli esperimenti nazisti del Dr. Mengele, e attuato sistematicamente dalla CIA negli anni Cinquanta e Sessanta, era basato su tecniche di vero e proprio controllo mentale. Un crescendo di torture fisiche e psichiche volte a distruggere l’identità della cavie fino a renderle totalmente schiave e manipolabili. La veridicità del progetto è stata confermata da fonti istituzionali americane fin da metà anni Settanta.

Monarch akab

Nel libro, l’inferno surreale dell’esperimento è raccontato dai punti di vista “opposti e complementari” di vittima e carnefice. I due protagonisti/narratori testimoniano, ciascuno in 30 frammenti di prosa poetica, gli allucinanti metodi di disintegrazione dell’identità previsti dal progetto Monarch. Ad ogni metodo corrisponde, nella struttura compositiva del volume, un’illustrazione e un simbolo.

L’impatto grafico dell’opera è racchiuso dal gioco di riferimenti simbolici e concettuali allestiti dall’autore. Se nell’ultimo lavoro di Akab, Storia di una Madre – adattamento della fiaba di Hans Christian Andersen – il bianco e nero era utilizzato per sottolineare la disperazione e il dolore, in questo caso il colore diviene veicolo per mostrare tutte le sfumature della violenza, della paranoia, dell’annichilimento interiore. E il risultato che ne emerge è probabilmente l’opera più complessa di Akab finora, certamente fra le più mature.

mona fisheye

Abbiamo contattato l’autore chiedendogli se considera Monarch un punto d’arrivo, una svolta o un semplice esperimento nella sua carriera artistica: “Nessuna delle tre. O forse tutte e tre. Non saprei. Non riesco a ragionare in questi termini direzionali”. Alla domanda se la particolare struttura simmetrica del libro lo avesse indotto a trovare nuove soluzioni i narrative o grafiche, la risposta è stata ancora più laconica: “Sì. La schizofrenia”. Risposte sibilline, non c’è dubbio. Ma a nostro avviso, anche un invito a immergersi senza filtri nella lettura. Un libro nefasto, a tratti intollerabile, capace di raccontare l’atrocità della mente umana.

Qui, vi presentiamo un estratto del volume.

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