Ed Brubaker parla del suo innovativo accordo con Image

Fra i molti annunci fatti durante l’Image Expo dello scorso 9 gennaio, quello che ha sicuramente suscitato il maggior interesse è l’accordo stretto fra l’Image e la coppia Ed Brubaker-Sean Phillips, riassunto nelle parole della casa editrice come “un accordo per fare qualunque cosa vogliano fare in totale libertà, totale controllo e totale possesso dei propri progetti”.

fade out

Il sito americano Bleeding Cool ha contattato Ed Brubaker per parlare della natura di quest’accordo:

Fondamentalmente è un accordo della durata di cinque anni per realizzare qualunque progetto ci vada di realizzare. Non abbiamo bisogno della loro approvazione prima, non dobbiamo presentargli niente, né seguire la solita trafila, semplicemente ogni cosa che faremo nei prossimi cinque anni rientrerà nei termini di questo contratto. Quindi noi possiamo anche soltanto mandargli i solicits e le copertine, spedirgli i fumetti e ricevere il via libera sul formato e sulla stampa. In pratica, è come se noi potessimo fare quello che vogliamo e loro ci stessero finanziando per farlo. […] In molti ci hanno chiesto se fosse un accordo esclusivo, ma non è una cosa necessaria, è un accordo di pubblicazione e basta. […] Non siamo legati a loro. L’accordo è un impegno da parte loro verso di noi, quindi è ancora meglio.

Brubaker ha fatto anticipazioni sul prossimo fumetto per Image, The Fade Out, descrivendolo come una versione noir di Mad Men, più sporca e più audace. Il lavoro di ricerca è stato vastissimo, tanto da costringerlo ad assumere un assistente. Un ruolo importante nella documentazione è stato giocato dalle sceneggiature lasciategli in eredità dallo zio John Paxton, scrittore di Hollywood fra gli anni ’40 e ’70, e dai racconti della zia, che negli anni ’30 e ’40 lavorò nel settore delle pubbliche relazioni della Fox.

Brubaker ha raccontato che assieme a Sean Phillips, prima che The Fade Out occupasse tutto il loro tempo, avevano preso in considerazione l’idea di sperimentare nuovi generi al di fuori del noir e della crime-fiction, provando a fare un fumetto di fantascienza. Sul contratto con Image e sul rapporto col disegnatore inglese ha aggiunto:

Onestamente non so se sia un accordo replicabile, perché non riesco a pensare a nessun altro nel mondo del fumetto che sia stato insieme tanto a lungo quanto me e Sean. Bill Willingham e Mark Buckingham hanno fatto insieme Fables, ma anche altre persone al di fuori di Mark hanno disegnato Fables. Io e Sean invece siamo sempre stati solo noi due, non c’è mai stato nessun episodio disegnato da qualcun altro. […] Non so. Chi altro nel mondo del fumetto è stato insieme per 15 anni come team creativo? Nemmeno Stan Lee e Jack Kirby sono durati così a lungo. […]
È un accordo che si adatta alla perfezione a noi e di sicuro mi piacerebbe vedere altre persone ottenere il nostro stesso tipo di libertà. Penso che in parte Eric Stephenson sia stato convinto dal fatto che abbiamo una lunga lista di precedenti. Per Image non è un rischio, per niente, l’idea di fondo è: “Noi vogliamo soltanto che voi continuiate a fare quello che fate senza preoccuparvi. Noi gestiamo tutte le stronzate, voi siate soltanto gli artisti.” […] Mi sembra che per noi sia una cosa davvero prestigiosa. Nessuno in quest’industria ha mai fatto qualcosa di simile.
Da quando abbiamo iniziato a parlare di fare quest’accordo, ci si può accorgere come Sean sia più entusiasta nei riguardi della propria arte, perché ha capito che finalmente sta ottenendo un riconoscimento. Queste persone hanno praticamente deciso di diventare i nostri patroni. È una cosa folle, cazzo.

L’ultimo argomento toccato è la trasposizione cinematografica di alcuni fumetti di Brubaker, tra cui il suo ciclo su Capitan America, e il differente approccio tra la scrittura fumettistica e quella per il cinema:

Kim Ji-Woon, il regista di I Saw The Devil e Bittersweet Life, è stato assunto per dirigere Coward [tratto dal primo ciclo di Criminal] e io sto lavorando su quella che spero sia l’ultima riscrittura della sceneggiatura. C’è poi un altro progetto per una sceneggiatura per il cinema, non mi è ancora permesso parlarne pubblicamente ma siamo agli ultimi giorni dopo nove mesi di lavoro.[…] Adesso capisco perché gli sceneggiatori cinematografici vengono pagati così bene. Non è per la scrittura in sé, quanto piuttosto per la capacità di resistere bozza dopo bozza dopo bozza. Niente ti fa apprezzare di più la tua carriera da scrittore di fumetti quanto scrivere per il cinema. […] Non devi separare i diversi momenti, è una scrittura differente, è uno stile di scrittura differente. Una forma differente.
Non so quanto mi sia permesso parlare di Captain America: the Winter Soldier, ma dopo tutto quello che ho visto e dopo aver letto la sceneggiatura quello che posso dire è che è il miglior film che la Marvel abbia mai fatto. […] Non è un adattamento scena per scena dal fumetto ad ogni costo, ma c’è un sacco del fumetto dentro. Ci sono alcuni momenti del film in cui ho pensato “Merda, quello l’ho scritto io”. Sono molto elettrizzato per questo film, non potrei essere più felice, onestamente. È venuto fuori molto bene.

Brubaker e Phillips
Brubaker e Phillips

L’itervista completa la trovate qui.