Focus Opinioni La fantascienza di 'Cyborg': fra tecnoentusiasmo e provocazione

La fantascienza di ‘Cyborg’: fra tecnoentusiasmo e provocazione

Di quale rivista parliamo

Cyborg è stata una rivista pubblicata da Star Comics (prima serie)nel 1991. Sulla scia del successo di pubblico e critica ottenuto dalla rivista Starmagazine, l’editore Star Comics proponeva un nuovo progetto rivolto alle edicole: Cyborg, la prima rivista cyberpunk a fumetti, sottotitolata “Lo shock del futuro”. E’ il gennaio del 1991. La pubblicazione cesserà di uscire con il settimo numero, datato luglio/agosto 1991.

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La linea editoriale

Il progetto è ambizioso per due ordini di motivi. Il primo è la produzione di materiale inedito, con costi più elevati rispetto all’acquisizione di licenze dall’estero. Il secondo è la conoscenza – relativa, da parte dei lettori dell’epoca – della nuova corrente/movimento all’interno della narrativa di fantascienza noto come cyberpunk, la cui origine si fa risalire al romanzo Neuromancer di William Gibson, uscito solo sette anni prima del fatidico orwelliano 1984.

L’idea centrale di questo filone consiste nel piegare l’immaginario della fantascienza verso problematiche contemporanee – sia tecnologiche che sociopolitiche – in una visione del futuro come metafora critica del presente. Tra le altre caratteristiche del progetto Cyborg, inusuale per l’Italia, c’è la costruzione di un universo comune di riferimento fatto di luoghi, personaggi, ambientazioni e di una continuity che, sulla scorta del modello dei comics di supereroi, connette le singole trame in una più ampia architettura narrativa. La rivista contiene, inoltre, articoli dedicati alla produzione di fumetti e di letteratura di genere, e si presenta interamente in bianco e nero.

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Indice 

A partire dalla seconda di copertina, vengono presentati i contenuti del numero: l’indice e l’editoriale, arricchiti da un’illustrazione emblematica e una citazione in evidenza. Successivamente, verranno aggiunte alcune note informative su ciascuno dei fumetti pubblicati.

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Gli autori 

Daniele Brolli e Davide Fabbri, con Matrice stellare

Francesca Ghermandi, con Helter Skelter

Onofrio Catacchio, con Cybernauta

Massimo Semerano e Marco Nizzoli, con Fondazione Babele

Massimo Semerano e Giuseppe Palumbo, con Miracoli

Massimo Semerano e Menotti (Roberto Marchionni), con Europa

Michele Masiero e Roberto Baldazzini, con Mondo senza luce

Otto Gabos e Tiziano Bergamini, con Rodax

Daniele Brolli e Antonio Fara, con I folli del presidio

Star Team (Brolli, Semerano, Otto Gabos, Palumbo e Davide Toffolo), con Dream Master

Daniele Brolli, Davide Toffolo e Pasquale Del Vecchio, con Menphis Blues

Le firme

Cyborg è un progetto ideato da Daniele Brolli, che figura come Direttore Responsabile. L’editore Giovanni Bovini è presentato come Direttore Editoriale. Sergio Cavallerin figura come coordinatore. A loro si affianca un Comitato di Redazione composto da un gruppo di autori: Catacchio, Fabbri, Masiero, Palumbo e Semerano. Le rubriche sono firmate sia da singoli esperti che da alcuni gruppi/collettivi editoriali. Il nome più autorevole è certamente quello di Antonio Caronia, tra i massimi esperti di fantascienza in Italia. Collaborano alla testata anche le redazioni di “Decoder”, rivista di estrazione underground dedicata proprio al cyberpunk, “K” e “Ran”. Alcune firme sono invece pseudonime, come Boris Vani e Loù Cyber. Fra gli altri collaboratori si ritrovano altri commentatori esperti nel campo del fumetto: Marco Marcello Lupoi, Luca Scatasta, Daniele Barbieri e lo stesso Daniele Brolli. Il progetto grafico è a cura di Beppe Chia.

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Il fumetto che non ti aspetti 

In una rivista tanto ricca di avventura e e impegno, irrompe come una sorta di cartone animato impazzito Helter Skelter di Francesca Ghermandi! Il protagonista, che dà il nome alla serie, è un gatto sceriffo, golosissimo di acciughe. A Helter Skelter non ne va bene una, sia perché è un imbranato cronico, sia per colpa del comprimario Felix lo sgorbio, che tenta in tutti modi di sabotare la sua attività, infliggendogli scherzi crudeli. Il tratto dinamico dell’autrice è arricchito, in questa occasione, da un elegante uso del retino tipografico.

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Una grafica digitale

Il tema della rivista è declinato anche attraverso richiami visuali alla grafica computerizzata. La testata è realizzata con lettere che echeggiano la composizione in “stile pixel”, così come la maggior parte delle titolazioni interne. Anche nelle denominazioni delle sezioni, i richiami alla cultura informatica sono espliciti: la pagina di apertura, contenente l’editoriale e l’indice, si chiama “Enter”.

Logo 

Cyborg è rilegata con spillatura centrale, misura 19cm di base per 27 di altezza. E’ interamente in bianco e nero. Ogni numero è costituito da 64 pagine, a cui si aggiunge la copertina a colori.

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Non finisce qui

Cyborg chiude con il settimo numero. Le ragioni sono esposte sia nell’editoriale che in un comunicato dell’editore, pubblicato in terza di copertina. E l’approccio è schietto e diretto: la mancanza di un numero sufficiente di lettori. Ma gli autori coinvolti credono nel progetto, e nell’anno successivo Cyborg tornerà in una veste rinnovata, sotto il marchio Telemaco. Una nuova incarnazione tecno-editoriale di cui parleremo, prossimamente, su questa rubrica.

Leggi la seconda parte dell’articolo

Alberto Choukhadarian e Michele Ginevra // Centro Fumetto ‘A. Pazienza’

*Rivisteria è una column che esplora il panorama delle grandi (e piccole) riviste del fumetto italiano. Ciascuna puntata si concentra su una testata, attingendo agli archivi della biblioteca del Centro Fumetto “ Andrea Pazienza”.

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