Lo scaffale di Ratigher

Per la nostra rubrica Lo scaffale di…, questa settimana abbiamo chiesto a Ratigher (autore fra le altre cose di Trama e della serie “Intanto Altrove” pubblicata su Vice) di raccontarci le sue letture più recenti.

new jobs dash shaw

New Jobs, di Dash Shaw

In America, ogni due o tre anni, spuntano autori inediti e rivoluzionari, almeno per quanto riguarda la grammatica del fumetto. L’esempio più abbagliante è Chris Ware, ma molti in realtà sono i disegnatori che negli ultimi quindici anni si sono interrogati principalmente sui meccanismi narrativi e le componenti del racconto a fumetti. Dash Shaw è uno di questi; fumettista e animatore, si è imposto all’attenzione di critica e pubblico con la serie on-line Body World e ha pubblicato con Fantagraphics Bottomless Belly Button, entrambi graphic novel di 300 e passa pagine piene di invenzioni grafiche (nelle forme delle pagine, delle vignette, del segno, nei colori ecc ecc…) calate in quello che chiamerei uno spietato realismo magico. Quest’anno Shaw è tornato con ben tre volumi: New School, 3 new stories e questo New Jobs. Ho preso New Jobs perchè avevo pochi euro su paypal e questo volume è un piccolo albo di 32 pagine formato A5, la classica fanzine. Parla di due giovani di New York che devono cercare lavoro e hanno appena saputo di aspettare un bambino, una situazione precaria, raccontata in maniera cruda. Parla di persone nuove e persone inventate. Se volete conoscere Dash Shaw non è questo l’albo da cui iniziare, è una chicca per lettori rodati. Intanto leggete Body World, tutto gratis qui.

michel fiffe copra compendium

Copra compendium #1, di Michel Fiffe

Questo fumetto l’ho scoperto a forza di condivisioni su facebook. Fiffe ha un segno che sembra citarne mille altri, anche se credo che il primo nome che venga alla mente sia Frank Miller (periodo Ronin), anche la storia sembra un frullato di super eroi, di quelli reietti però, tipo Suicide Squad o Next Men. Il risultato è un fumetto retrò ma bello bello bello; azione e personaggi magistralmente approfonditi psicologicamente e una composizione della tavola sempre ardita. La colorazione invece è completamente originale, mai visti tanti verdi e tanti rosa. Per ora Copra esce autoprodotto dall’autore e viene raccolto in volumi di 72 pagine da Bergen Street Comics.

johnny hazard frank robbins

Johnny Hazard, di Frank Robbins

Scavando in una bettola di fumetti usati ho trovato un albetto di Johnny Hazard. Da allora mi sono portato a casa una decina di pubblicazioni a lui dedicate in vari formati. Cercando notizie ho scoperto fosse un personaggio di grande successo in America, un avventuriero, pilota di aerei, bello e coraggioso. Le storie infatti non sono un granché, intrighi internazionali risolti a sberle. A me ha colpito il segno dell’autore, Frank Robbins. Bianco e nero debitore di Milton Caniff, plastico ed essenziale ma estremamente dettagliato quando descrive auto, aerei, vestiti. Secondo me piace un sacco anche a Charles Burns, spero di avervi incuriosito.

Cronaca-Insetti-umani-tezuka

La cronaca degli insetti umani, di Osamu Tezuka

Io di Tezuka ho letto troppo poco, ad esempio mi manca Black Jack. Credo però di non sbagliare se descrivo Insetti Umani come l’opera più cruda del grande maestro (insieme ad MW, atmosfere simili ma con protagonista maschile). Mancano i suoi tipici elementi favolistici, è un libro noir calato nella realtà più gretta. Una incredibile epopea di una dark lady spiazzante, stupendamente descritta ed ideata. Una storia di politica, sesso, potere e morte che credo stupirà anche i conoscitori del genere. Le invenzioni grafiche di Tezuka sono più rare del solito ma quando arrivano è come aggiungessero altre cento pagine di racconto (l’impiccata, la ferita). Un libro coinvolgente e sconvolgente, ancora più godibile grazie alla scelta di proporlo in volume unico.

ribit! frank thorne comico

Ribit!, di Frank Thorne

Grazie ad un ricchissimo post del mio blog preferito, ho rimesso gli occhi sui disegni di Frank Thorne. Un disegnatore portentoso, un hippie erotomane che amava fotografarsi abbigliato come i suoi personaggi ed in compagnia di sventolone seminude come le sue eroine; praticamente il cosplayer di se stesso. Un tipo simpatico dotato di un segno classico, in bilico tra Buscema e Altuna e rimandi anche al fumetto europeo. Folgorato, ho recuperato per quattro soldi la miniserie Ribit!, edita dalla Comico (seminale e defunta casa editrice americana, dotata di una grafica da film di Robocop). La storia è un bel giochino da leggere una volta. I disegni, invece, durano cento anni.

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