Ci ha lasciato Franco Bruna

È successo a Cuneo la mattina di venerdì 28 marzo. Franco Bruna, grafico e disegnatore, rinomato per la lunga collaborazione con il quotidiano La Stampa cominciata nel 1971, era nato a Torino nel 1935. Nella sua lunga carriera ha raccontato l’Italia attraverso le caricature dei protagonisti che ne hanno fatto – nel bene e nel male – la storia. Bruna è sempre stato affascinato dai personaggi della letteratura per bambini: da Pinocchio ad Alice nel Paese delle Meraviglie ai quali ha dedicato una serie di dipinti a olio.

Diversi sono gli omaggi che l’artista ha dedicato al fumetto nel corso della sua vita: Krazy Kat, Betty Boop, Popeye the Sailorman, Felix di Sullivan, Dick Tracy, Topolino e Paperino, sono solo alcuni dei personaggi che ha amato disegnare. Famose le sue copertine per Zio Paperone, la serie Disney – Mondadori che ha ristampato le opere di Barks. Qui una serie di suoi lavori.

Franco Bruna (destra) con Federico Fellini e il sensitivo Gustavo Rol
Franco Bruna (destra) con Federico Fellini e il sensitivo Gustavo Rol

Lo ricorda così Sergio Pignatone della galleria Little Nemo di Torino, che proprio il mese scorso aveva dedicato una mostra all’artista:

Ora che non ci sei piu – te ne sei andato in punta di piedi, col tuo riserbo, senza rivelare agli amici, per non angosciarli, il tuo malessere – io, che non sono credente, voglio pensarti da qualche parte a finire di dipingere Biancaneve. E magari intorno a te ci sono altri amici che se ne sono andati, anche loro in punta di piedi, come Luciano (Proverbio) e Sergio (Bonelli). Voglio immaginarvi mentre parlate delle vostre passioni di giovanetti, passioni che vi hanno accompagnato per tutta la vita, tenendo vivo il bambino che e in voi, a dispetto del tempo inesorabile. Parlerete della Misteriosa fiamma della regina Loana, di Topolino nel Paese dei Califfi o di Topolino contro Robin Rood; Luciano vi stupira con uno dei suoi giochi di magia e dopo, solo dopo, vi dipingera uno dei suoi meravigliosi angeli.

Ecco come lo presentava lo stesso Pignatone, in un comunicato emesso poco prima della mostra:

Personaggio schivo e modesto, con la testa un po’ “fra le nuvole” (anche grazie ai suoi due metri di altezza); un po’ Archimede Pitagorico, per la sua disposizione al continuo inventare opere, Franco Bruna, un po’ come Ferenc Pintér, ha attraversato 40 anni della nostra storia catturando, con i suoi “graffi”, personalità del mondo della cultura, dello spettacolo e dello sport. Il suo esordio come caricaturista e vignettista risale infatti al 1971, sulle pagine di “Stampa Sera” (complice l’istigatore Giovanni Arpino). Come le copertine mondadoriane di Pintér, le caricature di Bruna ci hanno accompagnato per tutti questi anni, a volte senza suscitare l’immediata consapevolezza di essere di fronte ad un “lavoro d’arte”. Solo in tempi più recenti entrambi gli artisti hanno iniziato a ricevere il riconoscimento che meritano. Abbiamo così scoperto in Franco Bruna un artista eclettico: pittore, illustratore, incisore, scultore, copertinista, caricaturista, Bruna ha all’attivo numerose esposizioni personali (la prima nel 1968) e vanta numerosi riconoscimenti in concorsi nazionali ed internazionali.

Personalmente ricordo le copertine del “Corriere dei Ragazzi” (1972-1973): memorabili quella di Hugo Pratt, o quella con Ciccio e Franco/il gatto e la volpe del Pinocchio di Zeffirelli. I suoi ritratti precisi, graffianti ma mai offensivi, sono apparsi poi su “Airone”, “Ciak”, “Il Corriere della Sera”, “L’Espresso”, “Panorama” e “Topolino”. La sua passione, mai celata, per il fumetto dell’età d’oro e per Disney in particolare lo ha portato a realizzare oltre 40 copertine per la testata tutta barksiana “Zio Paperone”, della Mondadori – Disney Italia, mentre ha riversato tutta la sua arte mimetica nelle oltre 30 copertine realizzate per le edizioni filologiche del Topolino di Gottfredson, edite da Mondadori e da Ernesto Traverso di Genova negli anni ’80. In quel caso prese ispirazione dalle copertine di Giove Toppi per Nerbini, trasformandole in opere dal segno moderno ma che, in quanto a costruzione scenografica, sposano perfettamente il contenuto classico degli albi. Un’analoga operazione è stata fatta per le edizioni filologiche dei fratelli Voltolina, con personaggi del calibro di Mandrake, L’Uomo Mascherato e Lone Ranger, per citarne solo alcuni.