Nuova serie Bonelli per Recchioni e Accardi. Un’intervista agli autori

Lunedì scorso, sulla propria pagina Facebook, Roberto Recchioni ha annunciato di essere al lavoro assieme ad Andrea Accardi su una nuova serie per Sergio Bonelli Editore ispirata ai loro due fumetti pubblicati nella collana “Le Storie”: La redenzione del samurai e I fiori del massacro. Dalle indiscrezioni trapelate dai commenti al post sul social network si apprende che sarà una serie a termine strutturata in archi narrativi di 12 numeri. Abbiamo contattato gli autori per approfondire e parlare del progetto:

Vignetta da "La redenzione del samurai"

Vignetta da “La redenzione del samurai”

Immagino che l’idea della serie nasca da un riscontro positivo nelle vendite dei due albi, è così? Ve lo sareste aspettato?

Accardi: Lo immagino anche io, o meglio lo spero. Non ho dati reali a conferma, però sospetto che il dato aritmetico sia solo uno dei fattori che hanno condotto all’iniziativa. Per quanto riguarda le mie capacità divinatorie, no, non me lo sarei aspettato. Ammetto anzi di essere stato completamente annebbiato dall’euforia di poter lavorare su una storia di Samurai proprio per l’editore a cui avevo fatto la corte tante volte e con scarsi risultati, e questo mi sembrava già abbastanza; sì insomma, un colpo di fortuna notevole, potevo sperare di più? Sapevo che la storia avrebbe fatto parte di una nuova collana del tutto sperimentale della SBE, insieme ad altre storie monografiche ecc. Per un breve periodo, tra l’altro, Roberto mi aveva proposto di continuare a lavorare per la collana con una storia ambientata nel seicento, che aveva per protagonisti dei bravi; questo progetto è scemato pian piano mentre cresceva la nostra passione per quello che stavamo facendo con “La redenzione del samurai”, da li a poco Roberto ha scritto la seconda storia, I fiori del massacro (Meifumado per gli amici) e io sì, confesso d’aver cominciato a viaggiare con la fantasia. Mentre io fantasticavo (che si può fare mentre si disegna?!), probabilmente Roberto cominciava a solcare la strada, prima per una mini serie all’interno de “le storie” narrativo determinato e autosufficiente. Chiaramente se il nostro entusiasmo non avesse contagiato e coinvolto Mauro Marcheselli non sarebbe successo nulla, ecco, e questo dev’essere stato senz’altro uno dei fattori che ha portato alla creazione della serie

Recchioni: La prima storia, La Redenzione del Samurai, godeva del buon lancio della serie Le Storie. La seconda, I fiori del massacro, arrivata a vendite ormai stabilizzate, ha venduto qualcosina più della media della serie, indice di interesse. Ma la verità è che questa serie nasce perché in Bonelli i due albi sono piaciuti molto, e io volevo davvero fare una serie di samurai e ronin. A differenza di molti miei altri progetti, le mie storie giapponesi nascono dall’amore e basta. Non c’è alcuna riflessione commerciale dietro. E’ un fumetto che volevo fare e che volevo fare con Accardi e in una certa maniera. Tutto nasce da qui, dall’amore profuso in queste due storie da parte mia e da parte di Andrea. Aggiungiamoci pure che ho avuto la fortuna di trovare Andrea in un momento magico, e il resto è venuto semplice.

Secondo voi la collana “Le Storie” è anche un laboratorio creativo che apre a nuove possibilità editoriali?

Recchioni: A quanto pare, sì. A parte il mio progetto, “Le Storie” ha dato lo spunto anche a un’altra collana: quella che ospiterà la storia di LRNZ a colori.

Accardi: Non credo che Mauro Marcheselli, pensando a “Le Storie”, avesse coscientemente contemplato la possibilità di far nascere via via delle nuove serie dalle costole della collana. Viste le prerogative fondanti però, una buona storia, personaggi memorabili e una forte impronta autoriale, credo fosse inevitabile e immagino possa succedere ancora. Inoltre è stata proprio l’esigenza della casa editrice di esplorare le potenzialità del mercato a far nascere “le storie” e, appunto, la storia continua.

Roberto, indicativamente hai idea di proporre sempre racconti slegati, ma con personaggi ricorrenti?

Recchioni: il chambara e il western sono lo stesso genere. La mia idea è quella di scrivere una mia interpretazione del tutto libera di Tex. Con le katane. Ci sarà un gruppo di personaggi (alcuni già presentati nelle prime due storie) che vivrà avventure in un Giappone feudale abbastanza fabulistico (alla maniera di quello dei film di samurai di Kurosawa e degli spaghetti western di Sergio Leone), le storie saranno autoconclusive ma, unite insieme, daranno vita a un quadro complessivo più ampio.

Puoi dirci quanto dovremmo aspettare per leggere la nuova serie?

Recchioni: Due anni. A essere ottimisti.

Con una nuova serie alle porte, ci sarà la necessità di allargare il parco disegnatori?

Recchioni: Ovviamente. Per iniziare, abbiamo contattato un ristretto novero di disegnatori che dovrà necessariamente diventare più ampio. Per ora, ho contatto solo Werther Dell’Edera (con cui ho già realizzato una serie di samurai per John Doe), Luca Genovese e Gianluca Maconi. Altri arriveranno.

Andrea, la cura dei disegni e la ricerca che hai fatto per le storie dei samurai è notevole. “Dirigerai” gli altri disegnatori che si alterneranno sulle pagine della nuova serie?

Accardi: Dirigere, mamma mia, vorrei trovare un altro verbo. Sì comunque, quello che dovrò fare è molto simile ad una direzione, cosa che ora non riesco ad immaginare; voglio dire, il parco dei disegnatori è ancora incompleto, ma i pochi già coinvolti per adesso sono quelli che ammiro e sento più affini. Dell’Edera, per esempio, è stato per me uno stimolo fondamentale per le atmosfere de La redenzione del samurai con l’albo n.34 di John Doe, La via della spada. Genovese lo rincorro spesso, artisticamente parlando e Maconi, che sarà un un nuovo acquisto per la Bonelli, è aria fresca (e profumata aggiungo, che sennò pare poco). In questi tre anni di lavoro sui samurai ho immaginato spesso i loro disegni al posto dei miei. Di certo quello a cui non si potrà rinunciare è “la cura”.

In chiusura, una domanda per Roberto: c’è qualche lettore chi ti accusa o si preoccupa della tua mole di produttività, ma quanto tempo passa tra la produzione e il prodotto finito?

Recchioni: i fumetti che si trovano in edicola sono come la luce delle stelle: hanno viaggiato per molti anni, prima di arrivare sino a noi. Voi oggi leggete la prima stagione di Orfani, che io ho finito da un pezzo. Domani leggerete la seconda stagione di Orfani, che stiamo completando in questo periodo e, dopodomani, leggerete la serie di samurai, su cui stiamo iniziando a lavorare ora.