Orme, la rivista-meteora del fumetto italiano contemporaneo

Orme, accompagnata dal motto “fumetti che lasciano il segno”, è stata una rivista bimestrale edita da Free Books per tre numeri, distribuiti in edicola tra il novembre 2004 e il marzo 2005. Curata e diretta da Silvano Mezzavilla.

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La linea editoriale

Il gioco di parole che lega il nome della testata al suo motto sintetizza un approccio ambizioso: individuare i fumetti in grado di lasciare una traccia significativa. La selezione delle opere si basa su criteri “autorali” classici: l’innovazione stilistica, la qualità narrativa e l’impatto emotivo. In questa logica vengono accostati sia fumetti contemporanei che alcuni recuperi dai decenni precedenti, con particolare attenzione agli autori italiani.

Il primo numero si apre con una breve storia di Lorenzo Mattotti e Lilia Ambrosi, una scelta raffinata confermata dal resto della selezione, in grado di unire autori provenienti dagli ambiti più disparati. Tra questi, è presente su tutti i numeri Maurizio Ribichini, con brevi storie in bicromia. Le scelte sono frutto, inoltre, della visione del direttore Mezzavilla, già artefice della manifestazione Treviso Comics. Sembra quasi che la rivista voglia ambire ad essere un “festival su carta”, una vetrina delle possibilità del fumetto odierno.

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Indice

La seconda di copertina è riservata alla pubblicità dei prodotti dell’editore (per la verità poco in sintonia con la rivista). La prima pagina interna ospita l’editoriale del Direttore. L’indice è disponibile dalla pagina successiva. Il testo non invade tutta la pagina, ma si concentra in un’area specifica. Nella fascia inferiore troviamo il colophon. Sullo sfondo, una o più immagini in scala di grigi. Scorrendo il sommario si nota la valorizzazione di contenuti articolati in più brevi opere, come i racconti brevi di Luigi Bernardi compresi sotto la dicitura “Diario del Gaijin” e le “Brevi di cronaca” di Ribichini.

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Gli autori

Lorenzo Mattotti e Lilia Ambrosi, con Il richiamo

Lorenzo Mattotti e Jerry Kramsky, con Da un certo punto di vista e Oltre le linee

Gilberto Maringoni, con L’angelo caduto

Maurizio Ribichini, con Brevi di cronaca e Uno strano odore animale

Lorenzo Sartori, con Samarcanda

Keko (Jose Antonio Godoy), con Racconti della foresta elettrica

Keko (Jose Antonio Godoy), con Doc

Franco Matticchio, con Una storia di Ezekiah Jones

Wander Antunes, Gustavo Machado e Paulo Borges, con Zòzimo Barbosa

Miguel Rocha, con Sulla riva

El Cubri (nome collettivo per Saturio Alonso, Pedro Arjona e Felipe Hernandez Cava), con Ombre

Pedro Burgos, con Airbag

Vittorio Giardino, con Nightfire

Stefano Disegni, con Fabrizio Ialongo

Gabriella Giandelli e Mimì Colucci, con Ralph

Renato Sorrentino, con La preda

Otto Gabos e Bepi Vigna, con Vita di Nedo Hermill

Giuseppe Palumbo e Daniele Brolli, con Sogni della città

Le firme

I fumetti si alternano a contributi scritti di qualità, sia critici che letterari. In particolare, sono presenti diversi racconti brevi firmati da Luigi Bernardi, scaturiti da spunti quotidiani. Ogni numero si chiude con un’illustrazione o una vignetta: Massimo Giacon, Monica Catalano e Giorgio Cavazzano. Tra gli approfondimenti, ci sono quelli di Enrico Fornaroli su Reiser e i personaggi mascherati. Da ricordare anche gli interventi di Stefano Ascari sul fumetto autobiografico e sulle riviste degli anni Ottanta (quasi un’anticipazione ideale di questa rubrica….).

Il fumetto che non ti aspetti

Orme è una rivista che scopre e riscopre, che prova a ricucire le tendenze evolutive del fumetto autoriale. Riletta dieci anni dopo, possiamo apprezzare le presenze di alcuni interessanti autori spagnoli. Ma il fumetto che ha più “lasciato il segno” è stato a nostro avviso La preda di Renato Sorrentino, una delle storie più lunghe apparse in questi tre numeri.

Due giovani cugini vanno a caccia assieme e si trovano davanti un magnifico cervo. La maestosità di quell’animale colpisce uno dei ragazzi, che impedisce all’altro di ucciderlo. Ne scaturisce una lotta furibonda, dall’esito tragico. La storia è forte, ma colpiscono anche i disegni scanditi da un’originale bicromia verde e viola color ‘mosto’. E poi il taglio delle vignette, poche per pagina, leste ad ingrandirsi o a ridursi a seconda, e pronte a smarginare per dare più spazio all’emozione della lettura. Insomma un piccolo gioiello, realizzato da un autore che, per quanto ne sappiamo, abbandonerà il fumetto per concentrarsi sul proprio percorso pittorico e illustrativo.

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Grafica e logo

Il progetto è frutto di un lavoro di design, firmato dalla trevigiana Cerruti Comunicazione e Immagine. Orme non raggiunge il classico formato A4, essendo più bassa di circa tre centimetri e mezzo e di poco più stretta. La carta è sottile e le immagini ben riprodotte. La rilegatura è in brossura e riporta in costa la numerazione progressiva. I testi sono distribuiti su tre o quattro colonne, in base a criteri funzionali: tre colonne per gli interventi e quattro per le note. La pagina può essere organizzata anche con fasce orizzontali, per valorizzare i testi di servizio. La copertina abitua da subito il lettore ad una fruizione piacevole.

Da segnalare due scelte non comuni: il codice a barre è riportato in fronte e non in quarta; inoltre l’identità del distributore è segnalata curiosamente proprio sulla cover, mentre di solito tutte le pubblicazioni riportano questa informazione solo nel colophon. La testata è composta da caratteri dal corpo molto grande. L’impatto è attenuato dall’utilizzo del colore bianco e da una leggera ombreggiatura del carattere.

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Michele Ginevra (con la collaborazione di Vera Lazzarini) // Centro Fumetto “Andrea Pazienza”

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