Focus Profili Uomini, pipistrelli e mani divine. Bill Finger e le origini di Batman

Uomini, pipistrelli e mani divine. Bill Finger e le origini di Batman

Provate a pensare a Batman. Fatto? Ottimo.
Ora provate ancora a pensare a Batman, ma senza il mantello ad ala di pipistrello, il cappuccio e il logo sul petto. Anzi, levate pure qualunque riferimento ai chirotteri, dategli una calzamaglia rossa, una mascherina alla Zorro e ribattezzatelo Bird-Man. E chi sarebbe? Forse il frutto dell’ennesimo reboot supereroico? No. Per quanto suoni bizzarro, fu questa l’idea di partenza che portò a Batman.

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Una moderna reinterpretazione di come poteva essere il Bird-Man di Bob Kane

La storia inizia a New York, verso la fine del 1938.

Robert Khan, in arte Bob Kane, collabora con la National (l’attuale DC Comics) con alcune serie non particolarmente memorabili. Ai testi c’è uno sceneggiatore di nome Bill Finger, originario di Denver, conosciuto per caso a una festa qualche anno prima, anche se entrambi avevano frequentato la medesima scuola superiore, la DeWitt Clinton High School. La stessa scuola di Burt Lancaster, Ralph Lauren e… Stan Lee.

Poco interessato a cercare di farsi valere nell’industria del fumetto, Finger si accontenta di fare da ghost writer all’amico Bob, decisamente più incline di lui a negoziare con gli editor della casa editrice. Proprio alla National, Kane viene a sapere del clamoroso successo riscosso da Superman, che aveva esordito pochi mesi prima. E il bello è che si cercano altri supereroi, per un’altra testata antologica, “Detective Comics”.

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La copertina di “Detective Comics” #31, orrorifica e misteriosa

Kane promette quindi un nuovo supereroe, pronto per il fine settimana, e corre a mettersi al lavoro. Ma tutto quel che riesce a produrre è il Bird-Man di cui si diceva all’inizio. Kane sottopone subito il suo lavoro all’amico Bill, che comincia a dare qualche suggerimento per rendere più appetibile il personaggio: il riferimento agli uccelli è ben poco inquietante e misterioso, quindi… perché non chiamarlo Batman? E perché non dargli una maschera con le orecchie a punta? E un mantello? E una calzamaglia grigia?

Con gli aggiustamenti di Finger, Kane si fionda dal suo editor alla National, Vin Sullivan, che si dimostra subito interessato al personaggio. Kane riesce a strappare un accordo molto favorevole per quei tempi, in cui, accreditato come solo autore del personaggio, gli sarebbero spettati quattrini non solo per le storie prodotte e pubblicate, ma anche per eventuali impieghi del personaggio in altri campi (come il cinema e il merchandising). E’ precisamente il tipo di contratto che avrebbe potuto rendere fantastiliardari Jerry Siegel e Joe Shuster, i creatori di Superman, che invece passeranno buona parte della loro vita alle prese con una causa legale senza fine, per ottenere una misera porzione di quanto incamerato dall’azienda. Kane, intelligentemente, si fa consigliare dal padre – che aveva lavorato per anni in campo editoriale – e firma un accordo generoso, senza fare il nome di Finger con nessuno. Poi torna dall’amico Bill, raccontandogli del contratto, ma non dei reali termini dell’accordo.

Con queste premesse, i primi passi di Batman non possono che essere costellati di plagi e ricalchi: la sua prima storia “Il caso del sindacato chimico” ha un intreccio ricalcato da un romanzo di The Shadow, celebre eroe dei pulp magazines, mentre ai disegni Kane non si smentisce, rifacendosi in modo piuttosto spudorato alle illustrazioni di Henry E. Vallely, come dimostrano le immagini di questo sito.

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Le origini di Batman: tutto il dramma di Bruce Wayne in 2 pagine e 13 vignette!

Se ci fermassimo qui, tuttavia, faremmo torto alla figura di Finger. La sua prima storia di Batman non è esattamente originale, ma il suo contributo al mito dell’Uomo Pipistrello continuerà per molti anni. Le atmosfere cupe e noir delle prime storie, influenzate dai pulp magazines quanto dal cinema fantastico del periodo, sono di Finger. Per il cast dei personaggi, invece, la questione è più complessa: Robin, Alfred e il Joker sono frutto del lavoro congiunto di Finger, Kane e di Jerry Robinson (che aveva iniziato giovanissimo come assistente di Kane al tavolo da disegno), mentre – a detta dello stesso Robinson – altri villain fondamentali come il Pinguino e l’Enigmista sono merito esclusivo di Finger. Lo è anche la Batmobile, la storia delle origini (con i malcapitati genitori accoppati nel vicolo buio di Gotham) e persino l’espressione “Dark Knight” (Cavaliere Oscuro). Non poco, insomma.

Ci vorrà qualche anno perché la National si accorga che Kane cela dietro la sua figura e il suo ingombrante ego diversi valenti artisti. Ma occorrerà molto più tempo perché se ne accorga il resto del mondo.

Per diversi anni, Kane rilascia dichiarazioni in cui nega l’intervento di altri artisti, anche se in realtà abbandona i comic books già nel 1943, per dedicarsi alle strisce per i quotidiani. D’altro canto Finger non parso mai interessato al successo personale o alla visibilità mediatica, e continua a lavorare incurante di tutto. A detta di chi l’ha conosciuto, per lui scrivere era sofferenza, un lavoro lungo e logorante, portato a termine in perenne corsa contro il tempo, ma con metodica dedizione e grande attenzione ai dettagli, con ampie documentazioni fornite ai disegnatori.

Oltre che per il Cavaliere Oscuro, Finger scrive negli anni diverse storie per altri eroi DC: in Superboy, ad esempio, introduce la fidanzatina di Clark Kent a Smallville, la rossa Lana Lang, mentre assieme a Martin Nodell è il creatore del Green Lantern originale. Nonostante questi impegni, lo scrittore lavora anche per il cinema e la televisione sceneggiando (sorpresa!) anche due episodi della indimenticabile e ultrapop serie tv batmaniana con Adam West. Tra un pipistrello panzuto, un BIFF!! e uno ZLONK!! Finger riprende un villain che aveva creato nei fumetti, qui ribattezzato Clock King. Sarà l’ultima avventura di Batman da lui scritta.

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Batman West contro Clock King

Bill Finger muore nel 1974, quando il suo lavoro inizia lentamente ad essere riconosciuto. Il fan magazine “Amazing World of DC Comics”, pubblicato dalla stessa casa editrice, gli tributa un doveroso omaggio (per poi prenderlo in giro post mortem, in un numero uscito due anni dopo) e persino Bob Kane, forse vittima del senso di colpa, inizia ad ammettere in qualche intervista che forse potrebbe non avere fatto tutto da solo, anche se persino nell’iscrizione sulla propria tomba non manca di attribuirsi la paternità dell’Uomo Pipistrello (con un trascurabile contributo della “Mano di Dio”…)

Oggi per gli appassionati di fumetto americano Bill Finger è un nome conosciuto, ma se vi capita di vedere un film o un disegno animato dell’Uomo Pipistrello, la scritta nei credits sarà “Created by Bob Kane”. Chissà se la situazione potrà mai cambiare, in futuro. Con il Batman cinematografico di Tim Burton (1989) ci si andò molto vicini, come racconta Brian Cronin qui.

L’8 febbraio appena trascorso ha coinciso con il centesimo anniversario (o compleanno, che suona meno pomposo) della nascita di Bill Finger. Un gruppo di appassionati, il The Comic Arts Council, sta finanziando su Kickstarter un documentario-tributo su di lui. Fatevi un giro sulla pagina del progetto.

La quota minima per far partire il progetto è stata raggiunta. Ma anche stavolta, Bill Finger non vedrà nulla.

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Amazing World of DC Comics: il doveroso omaggio.

 

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La tomba di Bob Kane: il co-creatore è l’insospettabile Mano di Dio!

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