La fantascienza di ‘Cyborg’ II: fra tecnoentusiasmo e provocazione

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Cyborg Telemaco (seconda serie) è stata una rivista pubblicata per otto numeri, usciti in edicola e fumetteria tra il novembre 1992 e il settembre/ottobre 1993. Si trattava della prosecuzione della rivista precedentemente uscita per Star Comics, ripesa dall’editore Telemaco (settore comics).

copertina cyborg 1 seconda serie

La linea editoriale

La rivista mantiene il sottotitolo (“Lo shock del futuro”) già presente nella prima serie. Aumenta l’indicazione dei contenuti in copertina, sempre in tecnica ‘dipinta’ ed inedite (con l’eccezione di quelle degli ultimi due numeri, che ospitano ingrandimenti tratti dalle storie di Concrete e di The One, allegati in spillatini in bianco e neri, del tutto simili ai comic-book americani, a partire dal secondo numero) ad opera di diversi autori italiani, come Giuseppe Palumbo, Giovanni Liani, Stefano Natali e Marco Nizzoli. Copertine differenti saranno invece previste per la diffusione delle copie destinate alle librerie specializzate. L’aggiunta di un trentaduesimo a colori consente di presentare, in particolare, le nuove avventure di Ramarro, scritte questa volta da Daniele Brolli. Dalle trasfigurate, imprevedibili e psichedeliche gesta del supereroe masochista pubblicate su Frigidaire, si passa a storie più rigorose e lineari. L’operazione di revisione è in linea con quelle realizzate nell’ambito del nuovo fumetto anglosassone e produce ottimi risultati artistici. Analogamente, si ripropone Radar, una sorta di epigono del Superman degli anni della Silver Age, in realtà italianissimo (benché protagonista di vicende ambientate in America, disegnate da Franco Donatelli) e assente dalle edicole dagli anni Sessanta.

Una novità, rispetto alla versione precedente, è la scelta di presentare le storie suddivise in miniserie, brevi cicli di episodi autoconclusivi, quindi, un po’ sulla scorta di quanto accade(va) nel mercato statunitense. Dal numero 2, in allegato alla rivista il lettore troverà il fondamentale The One di Rick Veitch, uscito in USA nel 1984, precursore nientemeno che di Watchmen, e presentato, sullo stesso secondo numero, da Alan Moore.

cyborg 1 seconda serie ramarro

Indice e contenuti

 

A partire dalla seconda di copertina, vengono elencate le note informative sui fumetti pubblicati (a cura inizialmente di Mario Rivelli/Otto Gabos e in seguito del fantomatico Blackboard – nickname che non cela del tutto la misteriosa identità del vero autore: Giorgio Lavagna) e quindi i contenuti del numero con l’indice e l’editoriale (in questa seconda serie ribattezzato ‘Run’ e scritto sempre da Daniele Brolli), arricchiti da un’illustrazione augurale (ricordiamo quelle, nei primi numeri, di Paolo Bacilieri, Vanna Vinci, Nicola Mari, Lorenzo Mattotti, Luciano Bottaro, Romeo Toffanetti) e da una colta citazione letteraria. L’attenzione continua alla frenetica evoluzione dell’informatica e delle realtà virtuali trova il suo naturale sbocco nel “giornale nel giornale” Hardisk, il “magazine della civlità industriale”, curato dalle prestigiose firme della redazione della rivista/collettivo Decoder e da Daniele Barbieri, Franco Berardi, Sergio Brancato, Antonio Caronia e Alberto Piccinini. Da ricordare anche un reportage da Sarajevo di Giorgio Lavagna e Giulio Rimini. È degli ultimi tre/quattro numeri, invece, la comparsa dei dossier dedicati, nell’ordine alla vita da killer (!), al ritorno del misticismo e ad una indagine sui reali effetti della droga. Una pagina dedicata alle frequenti novità nell’ambito dei videogiochi sarà inoltre a cura della rivista Game Power.

cyborg 1 seconda serie seconda di copertina

La terza di copertina, l’avveniristica “City File”, è affidata invece ad allievi ed insegnanti della Scuola del Fumetto di Milano. A corredo delle brevi schede troveremo quindi, tra gli altri, le illustrazioni di Enea Riboldi, Maurizio Rosenzweig, Pier Gallo e Andrea Mozzato.

La scelta di presentare fumetti intelligenti e consapevoli della realtà che li e ci circonda, pur non rinunciando ad essere divertenti, avrà come conseguenza inevitabile quella di far approdare sulle pagine di Cyborg uno dei migliori prodotti del fumetto indipendente americano dell’epoca, il Concrete di Paul Chadwick, sempre attento ai temi ecologisti e ai diritti civili.

cyborg 5 seconda serie terza di copertina

Gli autori

Massimo Semerano e Marco Nizzoli, con Fondazione Babele

Jacopo Olivieri, con Igor Iguana

Daniele Brolli e Giuseppe Palumbo, con Dream Master

Daniele Brolli e Giuseppe Palumbo, con Ramarro

Piero Dall’Agnol, con So long baby

Francesca Ghermandi, con Helter Skelter

Marcello Albano, Giorgio Lavagna, Sandro Raffini e Giovanni Liani, con Primo in classifica

Mimì Colucci e Massimo Giacon, con Mister Colucci

Otto Gabos e Davide Toffolo, con Rodax Call Boy

Marcello Albano, Giorgio Lavagna e Stefano Natali, con Radar

Paul Chadwick, con Concrete

Daniele Brolli e Antonio Fara, con I folli del presidio

Michele Masiero e Giuseppe Viglioglia, con La mente che cancella

Michele Masiero e Pasquale Frisenda, con Tenebre

Massimo Mattioli, con Bam-boom

Le firme

Cyborg è una rivista ideata da Daniele Brolli che figura, anche in questa seconda serie, come Direttore Responsabile. Il progetto grafico è, almeno inizialmente, ancora di Beppe Chia, il caporedattore è Ina Pizzuto e in segreteria di redazione c’è Mario Rivelli. Consigliere Speciale è Giuseppe Palumbo mentre un ulteriore “Dream Team” redazionale è costituito da alcuni autori: Fabbri, Gabos, Ghermandi, Masiero, Meo, Nizzoli e Semerano.

La rubrica che non ti aspetti

Oltre al ridefinito Ramarro, destò un certo scalpore il ritorno della firma Mutante X, corsivista già visto sulle pagine della rivista Starmagazine, sempre sarcastico e impietoso nel giudicare “disegni, racconti, articoli ed abbozzi di fumetti” inviati dagli appassionati lettori. Sulle pagine di “Torture Garden” – il titolo della sua rubrica – compariranno, peraltro, le prime prove di autori quali Mauro Padovani, Lucio Parrillo, Davide Calì e Paolo Leandri.

testata cyborg seconda serie

Il rimpianto

L’editore Telemaco era attiva anche nel settore librario, con l’Isaac Asimov Science Fiction Magazine e con Alphaville, semestrale di “critica su temi e luoghi dell’immaginario di genere”. Quando tutto sembrava avviato per il meglio, l’editore si trovò invece a dover chiudere, proprio quando il settore comics aveva pronte opzioni su personaggi di successo come Tank Girl e Il Corvo. Quest’ultimo avrebbe infatti spopolato di lì a poco, grazie anche al successo della trasposizione cinematografica.

Nel 1994 la Phoenix, proverbiale nomen omen, sorta sulle ceneri dell’editore precedente, riproporrà i personaggi del Cyborg Universe in albetti spillati con tirature oscillanti tra le 2000 e le 3000 copie e distribuiti nelle librerie specializzate e alle fiere del settore. La pur annunciata ripresa della rivista, invece, non avverrà mai.

*Rivisteria è una column che esplora il panorama delle grandi (e piccole) riviste del fumetto italiano. Ciascuna puntata si concentra su una testata, attingendo agli archivi della biblioteca del Centro Fumetto “ Andrea Pazienza”

Articolo a cura di Alberto Choukhadarian (con la collaborazione di Michele Ginevra) // Centro Fumetto “Andrea Pazienza”