Nello studio di Federica Del Proposto

Questa settimana, per la rubrica #tavolidadisegno, siamo entrati nello studio di Federica Del Proposto. Originaria di Roma, Federica vive a Parigi. Tra il 2007 ed il 2008 ha pubblicato diverse storie brevi a fumetti con Coconino, Coniglio Editore e Rolling Stone, negli ultimi due anni si è dedicata all’illustrazione, collaborando tra gli altri con il New York Times, Vivre Paris Magazine, The Parisianer. Al solito, abbiamo fatto cinque domande e scattato parecchie foto.

Federica Delproposto per Fumettologica
A cosa stai lavorando?

Sto ultimando un progetto, intitolato Village Saint-Martin, una mappa illustrata del X arrondissement di Parigi [uno dei quartieri più trendy – ndr] una cartina pieghevole dei negozi distribuita gratuitamente durante l’estate in vari luoghi della città. La direzione artistica è di Michel Lagarde, editore e gallerista che collabora con diversi disegnatori di livello internazionale. Le illustrazioni dello scorso anno sono dell’inglese Daniel Frost. Ho realizzato 30 tavole in tutto, in un mese e mezzo di lavoro all’incirca. Quest’anno l’impostazione grafica è diversa, è stata eliminata la distinzione tra immagini nel recto / testo nel verso, quindi oltre al grosso lavoro di illustrazione alcune ore sono dedicate allo studio dell’impaginato, in collaborazione con una grafica professionista. Parto dalle foto delle vetrine fatte da me o inviate direttamente dai negozianti, e aggiungo personaggi e scene in totale libertà. Ogni negozio mi ispira una scena diversa. E’ un progetto di cui vado molto fiera, anche perché si adatta bene al mio stile, che definirei semi-comico.  Al termine di questo lavoro continuerò a disegnare illustrazioni editoriali e molto probabilmente riprenderò a dedicarmi anche al fumetto

Federica Delproposto per Fumettologica

Che strumenti usi per disegnare?

Uso le matite colorate acquerellabili, che sono un un po’ più morbide di quelle normali, e carta bristol da 250 grammi. Non uso la carta ruvida perché ho testato una tecnica che prevede anche i pennarelli a punta fine. Con la carta ruvida il pennarello si sfuma, io invece cerco il segno preciso, la linea incerta mi disturba. Anche l’effetto delle matite colorate sulla carta liscia è voluto. Usavo le matite colorate da ragazzina. Ho iniziato nel 2012 con una serie di disegni in bianco e nero, mescolando matita nera e Staedtler 0.2, un progetto ancora visibile in internet.

Vario la composizione e il ruolo di matite e pennarelli a seconda del tipo di lavoro. Da qualche mese ho inserito i colori, quando ho ritenuto di essere pronta. Ne aggiungo in media uno ogni quattro mesi.  E’ una tecnica mista che non ho studiato particolarmente da altri, mi piace pensare che sia nata con me, il giorno in cui ho deciso che era ora di fare le cose per bene.
Gli originali non li tocco, non faccio praticamente nessuna modifica al computer, a meno che non sia espressamente richiesta. Correggo minimamente il contrasto, per rendere fedele l’acquisizione con lo scan. Non so se riuscirò a mantenere la stessa rigorosità in futuro, ma per ora mi piace avere degli originali più fedeli possibile allo stampato e puliti, niente pecette.

Federica Delproposto per Fumettologica

Hai qualche piccola abitudine prima di sederti al tavolo?

Riguardo le cose che ho fatto il giorno precedente, e faccio un planning della giornata. Pulisco il tavolo. Lo spazio è piccolo, tra resti di gomma da cancellare e appuntature delle matite a fine giornata c’è sempre troppo disordine. Soprattutto, non voglio sporcare gli originali. Poi prendo un foglio A4 da risma della stampante, che mi servirà per coprire le parti già disegnate e preservarle. Poi lego i capelli. Delle azioni un po’ da signora, mi rendo conto! Infine, sempre da brava signora, bevo un caffè mentre rileggo gli appunti.

Federica Del proposto per Fumettologica

Ci sono fumetti, libri o altre che devono assolutamente essere a portata di mano?

Uso la parete davanti al tavolo principalmente per appendere le stampe delle cose che faccio, per tenere a mente dove sono arrivata e non perdermi. Poi ci sono anche altre immagini, alcune cose giapponesi ad esempio, non necessariamente fumetti, che mi ispirano. Sulla parete appendo anche note, appunti, una parete in evoluzione continua.    Al tavolo non tengo libri, solo gli originali dei due giorni prima. Li rivedo mentre disegno una nuova tavola. La maggior parte dei libri è vicina al letto. Sono una divoratrice di manga, ma devo confessare che da buona nerd leggo molto sul tablet, soprattutto manga che altrimenti non potrei mai leggere, visto che molto probabilmente rimarranno inediti in occidente.
Non penso di avere autori di riferimento, nel senso che non mi rifaccio a nessuno in modo particolare. Solo negli ultimi tempi, acquisendo più cultura del fumetto e della sua storia, ho finalmente scoperto autori che in qualche misura sento vicini. Penso ad esempio a Chas Addams, Helen Hokinson, Peter Arno, Tove Jansson… gente vecchia, insomma!

Federica Delproposto per Fumettologica

Questo cosa è?

Un finto giardino parigino, fatto con tutti gli oggetti più strani che recupero durante le mie uscite con gli amici. La mensola dei ricordi. Un presepe laico, molto kitsch.

*Fotografie di ©Julia Griner

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