Corpicino di Tuono Pettinato diventa libro di testo universitario

Domani Sabato 14 giugno all’Anfiteatro Anatomico di Genova (Via dei Toni, 12) si terrà una conferenza intitolata L’innocenza di Pinocchio: il contributo di un fumetto alla riflessione criminologica. L’incontro sarà l’occasione per presentare l’ingresso di Corpicino di Tuono Pettinato tra i libri di testo universitari dell’insegnamento di Criminologia, all’interno della corsi di laurea di Scienze Pedagogiche e di Psicologia . Dopo esser entrato in chiesa grazie a Mabel Morri, il fumetto italiano contemporaneo ottiene anche un prestigioso riconoscimento accademico.

locandina evento corpicino

Abbiamo intervistato il Prof. Alfredo Verde, promotore di questa coraggiosa iniziativa culturale.

Professore,  innanzitutto le facciamo i complimenti per il l’apertura mentale e la sensibilità. Cosa l’ha spinta a proporre Corpicino come libro di testo universitario?

E’ stato un incontro straordinario. Sono stato in primo luogo invitato da Andrea Benei di GRRRžetic a presentare il libro nell’ambito della Settimana della Cultura a Palazzo Ducale a Genova. Ho conosciuto in quell’occasione Tuono Pettinato. Alla prima lettura sono rimasto folgorato: è riuscito a esprimere benissimo quello che noi accademici proviamo da anni a definire. Il rapporto di identificazione della massa con l’autore del reato, la stampa repressiva, la dinamica dei talk show, rappresentano una serie di elementi che da anni appassionano i criminologi. Ebbene, Tuono non solo è riuscito a cogliere questi elementi, ma li ha comunicati in maniera straordinaria. Una coincidenza interessante è che nell’opera ci sono riflessioni su Renè Girard che avevo proposto io anni fa. Quando ho chiesto a Benei se per caso Tuono Pettinato avesse letto i miei scritti, abbiamo scoperto insieme che in realtà aveva tratto quelle riflessioni da una vecchia, bellissima intervista allo stesso Girard.  Quindi  gli ho inviato i miei articoli, c’è stato un bellissimo confronto.

Quali sono secondo lei i pregi fondamentali dell’opera?

Il pregio fondamentale è quello di saper fare divulgazione a livelli altissimi. Sintetizzare in maniera comprensibile concetti altrimenti complessi. Una splendida operazione culturale attraverso il fumetto, in una maniera che personalmente non avevo mai riscontrato prima. A quel punto, ho studiato le altre opere di Tuono, scoprendo che lui fa spesso discorsi di alto livello. L’ho fatto conoscere a tutti i miei colleghi, ormai è diventato un must tra i criminologi!

Quali sono le sue letture fumettistiche predilette?

Come tutti i bimbi della mia generazione leggevo tutti i fumetti del mondo, in primo luogo quelli Disney. Tex non l’ho mai letto. Mi piaceva molto Alan Ford, divertentissimo. Bonvi lo adoro. Leggevo Pratt, ma francamente, non vorrei dire un’eresia per gli appassionati, ho sempre trovato Corto Maltese un pò lezioso. Tuono è il primo autore che mi colpisce dal punto di vista della riflessione culturale. Ma, ripeto, non sono un esperto.

Cosa pensa delle polemiche ricorrenti sulla cattiva influenza che fumetti, dischi o videogiochi eserciterebbero sui ragazzi responsabili di crimini?

La mia è una posizione molto variegata. Le opinioni scientifiche sono diverse e in contrapposizione. Al momento, lo stato della ricerca è questo: l’esposizione a spettacoli violenti aumenta l’aggressività dei ragazzi. Ma personalmente non sono persuaso della verità di questo dato. Poiché questo è ciò che emerge in laboratorio, la realtà è un’altra cosa. Il dato reale suggerisce, invece, che più aumenta la violenza vista, più diminuisce leggermente la violenza estrema. Nonostante i picchi delle guerre, il tasso di omicidi si è abbassato negli ultimi cento anni. In Italia, la violenza grave è in calo vertiginoso. E’ in aumento solo in ambito familiare. Aumentano le violenze minori, come rapine, lesioni e percosse. Il discorso è complesso. Non credo, personalmente, che la rappresentazione della violenza  sia negativa.

Lei ha già dedicato al fumetto la sua attenzione, ad esempio pubblicando un’analisi criminologica di Dylan Dog. Quali sono secondo lei peculiarità del medium fumetto?

L’articolo su Dylan Dog deriva dall’interesse della mia assistente Alessia Battaglia per il fumetto, e quindi lei ha suggerito una riflessione sul ruolo catartico del personaggio. In generale, non sono un esperto, ma credo che la sequenzialità renda il fumetto sicuramente accostabile per alcuni versi al cinema. Soprattutto, l’uso delle immagini. Ma la differenza, ad esempio, con il fotoromanzo, è l’uso del tratto, che rivela di più rispetto alla fotografia. La  bellezza del fumetto è appunto nell’introdurre l’uso dell’immagine, con questa ricchezza aggiuntiva. Spesso il fumetto è stato considerato un’arte minore per bambini, inferiore alla letteratura. Corpicino ci dimostra come possa invece affrontare discorsi di livello molto alto.

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Grazie alla GRRRžetic abbiamo la possibilità di pubblicare in anteprima le nuove tre carte dell’Orrore realizzate appositamente da Tuono Pettinato per l’evento, in cui si indicano l’arma (il Jack Russell di Silvana Ghersetti), il luogo (il negozio di ferramenta di Alberto Choukadarian) e il responsabile del delitto (appunto, il Prof. Alfredo Verde).

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  • Joe Jouettes

    Tutta la mia stima per il professor Alfredo Verde. Complimenti per l’intervista!

    “…ho sempre trovato Corto Maltese un po’ lezioso…”

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