Il ritorno di PK: “Potere e potenza” episodio 2 [Recensione – Spoiler]

È fisiologico che la seconda parte di una storia non sia spettacolare quanto la prima, perché non deve più sedurre i nuovi lettori, né quanto l’ultima, perché non deve concludere la trama.

La seconda puntata di Potere e potenza, uscita su Topolino 3059, è una storia di passaggio. Scritta e disegnata sempre con grande cura, non ha però la stessa potenza emotiva del primo episodio. Porta avanti il racconto, introduce nuovi personaggi e non risolve ancora nessuna situazione, andando ad aumentare la complessità della trama che Artibani, Pastrovicchio e Monteduro stanno tessendo per il “vecchio mantello”.

Leggi anche: la recensione del primo episodio di Potere e Potenza

Topolino 3059-pk-potere e potenza

La trama in due parole

Settimana scorsa abbiamo lasciato Paperinik nel livello Omega della Ducklair Tower ad affrontare, disarmato, dei guerrieri evroniani. A lui e ai lettori veniva chiesto di fare una scelta: premere o meno il pulsante che avrebbe attivato la distruzione della torre.

Per fortuna, a tirarci fuori dall’imbarazzo arriva un robottone che attacca gli alieni viola, li fa regredire a spore e salva le piume a Pikappa. Alla sua guida c’è l’intelligenza artificiale a guardia del livello Omega, naturalmente molto simile a Uno. A differenza del supercomputer di PKNA, però, la sua interfaccia grafica non è una sfera verde ma un prisma azzurro, spigoloso come il suo carattere.

1 - IA Omega

Lo pseudo-Uno fornisce a PK un nuovo armamentario e lo manda in Nuova Zelanda a spiare Nebula Faraday per trovare delle falle nel suo piano. Dopo una fallimentare infiltrazione nella base evroniana, Pikappa decolla alla volta dell’Islanda per fermare la costruzione del motore gravitazionale di Morgan Fairfax, ma non prima di aver fatto avere tutte le informazioni utili sull’invasione aliena a un nuovo improbabile alleato, una vecchia conoscenza: il generale Clint E. Westcock.

2 - Westcock

Appunti per i Pkers

C’era da aspettarsi che l’apertura di un nuovo sottolivello della Ducklair Tower riservasse delle sorprese. Niente figlie aliene, stavolta, ma un’intelligenza artificiale nuova di zecca e l’armamentario più futuristico che PK abbia mai avuto.

C’è qualcosa di Tron nella nuova mise del papero mascherato, sia nella moto volante che ha preso il posto della Pikar sia nel costume. Pikappa abbandona infatti mantello e mascherina per indossare una tuta ipertecnologica, nera con disegni cangianti: azzurri quando è tranquillo, rossi in battaglia.

3 - Nuova tuta

La tuta risponde alle onde cerebrali di Paperinik, lo protegge dai tracciatori genetici evroniani, ha un’avanzata funzione mimetica e… uno scudo Extransformer!

La manica del costume può prendere la forma dell’amato scudo di PK, finito chissà dove – non se n’era sbarazzato, né l’ha preso Everett, da qualche parte sarà… – così da dargli un’arma appropriata e famigliare e al tempo stesso potenziata. Basta “crasher”, il pugno estensibile dello scudo: nel 2014 è sostituito da un raggio percussore che fa lo stesso effetto. Stendere gli evroniani.

4 - Scudo

Il nuovo look di PK è molto convincente, anche perché non è completamente “alieno” all’universo dei Pkers. Già altre volte Uno aveva fornito al supereroe una tuta tattica, tecnologica e priva di mantello, e questa non appare troppo difìversa.

Certo, la speranza di tutti i Pkers è il ritorno di mantello e scudo Extransformer, ma per quello c’è tempo.

Scelte e nuovi alleati

Nella recensione della prima puntata abbiamo detto di come l’ombra di Uno si stagliasse sulla storia, facendo pesare ancora di più la sua assenza a Paperinik e ai lettori. Con questa puntata, Artibani non fa altro che acuire questo senso di mancanza inserendo un personaggio che è Uno e al tempo stesso non lo è: l’intelligenza artificiale che difende il livello Omega.

Il computer con il prisma azzurro aiuta PK e gli fornisce le armi, proprio come faceva Uno, e anche lui lo accompagna in missione grazie a un collegamento attraverso le onde cerebrali – altro che visore e altoparlante dello scudo Extransformer.

L’enorme differenza tra le due IA sta nel carattere. Mentre Uno era un computer “da compagnia”, programmato da Everett per avere un interlocutore suo pari, simpatico, capace di ironia, il sarcastico pseudo-Uno non fa altro che ripetere a Paperinik che dovrebbe essere più duro con i suoi nemici. È colpa del suo buon cuore se gli evroniani sono sopravvissuti, perché non è mai stato in grado di eliminarli definitivamente quando ne aveva avuto l’occasione. È lui stesso che ha causato la propria fine.

5 - Cinismo

Ma PK non accetta il cinismo dello pseudo-Uno, anche se sul momento sembra la soluzione più semplice ed efficace. Sa che c’è una linea che non può superare senza diventare uguale ai malvagi che combatte, anche se questo sarà la causa della propria morte.

Scegliere la via più difficile è la strada che ha sempre intrapreso nelle serie precedenti, quando per sconfiggere il nemico metteva in gioco tutto se stesso. Scegliere la via più difficile è quello che rende PK un vero eroe, che lo ha fatto amare da migliaia di lettori.

Questo Artibani lo sa bene, e ci regala un grande Pikappa.