Focus Le morti più memorabili dei comics americani

Le morti più memorabili dei comics americani

Quella della morte di un personaggio è ormai un cliché abusato, nel fumetto americano. La maggior parte delle volte si tratta di situazioni create ad hoc per aumentare le vendite nell’immediato, pur con la consapevolezza che il defunto presto o tardi tornerà a farsi vivo.

Ci sono però delle morti che hanno scioccato in modo particolare i lettori o che, per il contesto in cui si sono verificate, hanno assunto un significato particolare, al di là delle vicende che sono poi seguite. Il popolare portale americano Comic Book Resources ha quindi deciso di elencare le dieci morti più memorabili e scioccanti, che vi proponiamo di seguito.

Leggi anche: Quali supereroi DC e Marvel non sono mai morti?

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Ultimate Peter Parker (Ultimate Spider-Man #160, di Brian Michael Bendis e Mark Bagley, Marvel Comics)

Per molto tempo, Marvel ha utilizzato l’universo Ultimate per fare cose che non avrebbe potuto fare nell’universo originale. Anche decidere di far morire Peter Parker per mano dei suoi peggiori nemici e sostituirlo con Miles Morales, il nuovo Spider-Man.

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Gwen Stacy (The Amazing Spider-Man #121, di Gerry Conway e Gil Kane, Marvel Comics)

La morte che cambiò il fumetto americano: con Gwen si fece capire che anche i personaggi più amati potevano morire. Con lei, se ne andò anche la Silver Age per lasciare spazio a una nuova era, più oscura e tormentata.

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Jason Todd (Batman #427-428, di Jim Starlin e Jim Aparo, DC Comics)

Quella di Jason Todd fu la prima morte di un personaggio decisa dai lettori, attraverso un sondaggio telefonico. In ogni caso, la morte del secondo Robin condusse Batman verso un’epoca più oscura.

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Supergirl (Crisis on Infinite Earths #7, di Marv Wolfman e George Perez, DC Comics)

Crisi sulle Terre Infinite cambiò davvero parecchie cose, e portò via anche alcuni personaggi molto amati, tra cui l’originale Supergirl, cugina di Superman, sacrificandosi per salvare l’esistenza. La copertina dell’albo su cui venne presentato l’evento è tra le più iconiche e omaggiate della storia del fumetto americano.

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Archie Andrews (Life with Archie #36, di Paul Kupperberg, Pat Kennedy eTim Kennedy, Archie Comics)

Non proprio scioccante, dato che era stata preannunciata già mesi prima, la morte di Archie, avvenuta solo lo scorso luglio, ha rappresentato un punto di svolta per un’intera casa editrice che, nonostante non sia molto famosa in Italia, è attiva fin dal 1939. Il personaggio, comunque, continua a essere in qualche modo presente.

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Capitan America (Captain America vol. 5 #25, di Ed Brubaker e Steve Epting, Marvel Comics)

Seppure temporanea, la morte di Steve Rogers, il Capitan America originale, ebbe un impatto enorme, perché avvenuta in modo piuttosto esplicito, con il personaggio sanguinante su una scalinata. Tanto esplicita che poi Ed Brubaker avrebbe dovuto fare i salti mortali per riportarlo indietro…

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Glenn (The Walking Dead #100, di Robert Kirkman e Charlie Adlard, Image Comics)

Se c’è una cosa a cui The Walking Dead ci ha abituato, è che nessuno è al sicuro. Nemmeno personaggi storici come Glenn. La cui morte, però, è risultata comunque scioccante, per come è stata preparata e per l’efferatezza della scena.

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Flash (Crisis on Infinite Earths #8, di Marv Wolfman e George Perez, DC Comics)

Altro personaggio sacrificatosi per salvare l’esistenza, Barry Allen sarebbe rimasto morto per più di 20 anni – un record, probabilmente. Con la fine del multiverso DC, la sua morte fu simbolica, essendo stato Barry il primo personaggio a scoprire l’esistenza delle terre parallele con l’incontro con il suo predecessore Jay Garrick (il Flash della Golden Age).

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Ferro Lad (Adventures Comics #352-353, di Jim Shooter e Curt Swan, DC Comics)

Negli anni Sessanta, le storie della Legione dei Supereroi erano l’emblema della spensieratezza, così la morte di un personaggio del cast rappresentò un vero shock per i giovani lettori dell’epoca, tutt’altro che abituati a questo tipo di eventi.

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Professor X (Avengers Vs. X-Men #11 di Brian Michael Bendis e Olivier Coipel, Marvel Comics)

Certo, Charles Xavier è defunto molte volte nella storia editoriale degli X-Men, ma quest’ultima volta è stata differente, dato che non è stato ucciso da un nemico come Magneto o Apocalisse, ma dal suo stesso ex-pupillo preferito: Ciclope.

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Sue Dibny (Identity Crisis #1, di Brad Meltzer e Rags Morales, DC Comics)

Sue Dibny era stata per anni una costante nel DC Universe: moglie di Elongated Man, membro onorario della Justice League… e la sua morte rappresentò un deciso cambio di atmosfere nell’universo DC, che di lì a poco sarebbe virato verso il “lato oscuro”.

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Jean DeWolff (The Spectacular Spider-Man #107, di Peter David e Rich Buckler, Marvel Comics)

Il capitano di polizia Jean DeWolff era tra i personaggi più amati del cast di comprimari dell’Uomo Ragno, negli anni Ottanta. La sua morte portò a un cambiamento di atmosfere nelle storie del personaggio, meno giocose e più noir, in linea con il costume nero indossato in quegli anni.

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Blue Beetle (Countdown to Infinite Crisis #1, di Judd Winick, Greg Rucka, Geoff Johns, Phil Jimenez, Jesús Saíz, Ivan Reis, Rags Morales e Ed Benes, DC Comics)

Tra i personaggi più allegri del DC Universe, ricordato in particolare per il suo ruolo nella Justice League International, Blue Beetle fu ucciso in modo particolarmente spietato: con un proiettile in testa, sparato dal suo ex-compagno di squadra Maxwell Lord.

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Agente 355 (Y, the Last Man #58, di Brian K. Vaughan e Pia Guerra, DC Comics)

La serie Vertigo Y, l’ultimo uomo avrebbe potuto avere facilmente un lieto fine: dopo lunghe avventure, il protagonista Yorick Brown e la sua protettrice, l’agente segreto 355 si erano rivelati l’amore reciproco. Invece, un cecchino so portò via la seconda…

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Jean Grey (X-Men #137, di Chris Claremont e John Byrne, Marvel Comics)

Certo, Jean Grey sarebbe poi resuscitata e morta di nuovo, ma La saga di Fenice Nera è una delle storie preferite da tutti gli appassionati degli X-Men e della Marvel, grazie al pathos infuso in essa da Claremont e Byrne, all’apice del loro lavoro insieme, probabilmente.

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Elektra (Daredevil #181, di Frank Miller, Marvel Comics)

Anche Elektra è poi tornata in vita, ma il modo in cui venne uccisa – dal peggior nemico di Devil, Bullesye, con il proprio sai, per poi strisciare fino alla porta di casa di Matt Murdock – fa venire ancora la pelle d’oca a distanza di più di trent’anni.

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Alexandra DeWitt (Green Lantern #54, di Ron Marz e Darryl Banks, DC Comics)

Non stiamo parlando di due tra i personaggi principali di DC Comics, ma la morte di Alexandra DeWitt segnò in particolar modo quella del suo fidanzato, la Lanterna Verde Kyle Rayner. Anche perché lui la ritrovò nel frigorifero, tagliata a pezzi… una crudezza inaspettata, per un fumetto dal target adolescenziale.

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Peter Parker (Amazing Spider-Man #700, di Dan Slott e Humberto Ramos, e Superior Spider-Man #6, di Dan Slott e Ryan Stegman, Marvel Comics)

Dopo aver fatto le prove con la controparte Ultimate, Marvel ha deciso di fare fuori anche il “vero” Peter Parker, sostituito dal Dottor Octopus all’interno del corpo dell’Uomo Ragno originale. La coscienza di Peter però non era morta e ha continuato a vivere nel subconscio di Otto Octavius… almeno finché il criminale non ha fatto fuori anche quella, uccidendo l’Uomo Ragno per la seconda volta in pochi mesi.

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