Recensioni Novità I non morti (italiani) di Undead Trinity

I non morti (italiani) di Undead Trinity

Tra i numerosi fumetti emersi sulla scia del successo di The Walking Dead, c’è anche l’italiano Undead Trinity. Pubblicata due anni fa dagli esordienti Angelo Ferrari e Riccardo Farina come webcomic autoprodotto, la serie si è fatta apprezzare dagli appassionati di immaginario zombesco per l’insolita ambientazione italiana, l’atmosfera sospesa, la presenza non ‘telefonata’ degli zombie e per la qualità del disegno. Lo sceneggiatore Diego Cajelli, che l’aveva segnalata a suo tempo ai lettori di Fumettologica, ha firmato la breve introduzione che apre l’edizione cartacea del primo ciclo di storie (per Shockdom), e che pubblichiamo di seguito.

undead trinity

Non morti, sempre più vivi.

Viviamo nell’era digitale. Abitiamo in un contesto post industriale, fatto di interconnessioni non fisiche, campiamo di lavori che per la maggior parte sono intangibili. Viviamo le nostre vite fissando uno schermo, piccolo o grande che sia, e lo usiamo per tutto. Anche per scopare. L’allontanamento intenzionale dal corpo e dalla fisicità è il cardine relazionale di questo momento anti analogico.

Il corpo fa paura. Fino all’ossessione della modifica, del perfezionamento, dell’intervento.

Lontani dalla carne, è ovvio che la carne ci faccia paura. Per questa ragione, l’archetipo horror dominante di questo millennio è lo zombie. Il non morto. Il morto vivente.

Perché è un corpo.

Perché è morto.

Perché è vivo.

Lo zombie arriva a mordere la cultura occidentale, quella che separa nettamente i morti dai vivi, quella che allontana e rispetta il cadavere, quella che sulle spoglie mortali riversa l’affetto del ricordo.

In un contesto di non-corpo, ecco che il terrore arriva proprio dal paradosso assoluto del corpo morto che vive. Vive e prospera nella sua decomposizione, reggendosi sugli istinti primari. Il corpo morto ha fame e ha fame di te. Ti costringe ad azioni tangibili, e nell’ipotesi apocalittica ti costringe a riscrivere completamente i modelli della tua società.

Lo zombie è quindi il più politico degli archetipi horror, perché allarga la narrazione a livello globale, e più la allarga più funziona. Diventa un mezzo per parlare della società, attraverso le creature che stanno graffiando sulla porta.

Il morto vivente, come l’essere umano che era prima di morire, è sempre stato una creatura politica.

Undead Trinity, di Angelo Ferrari e Riccardo Farina, morde i tempi in cui viviamo con una metafora affamata, un volume che sottotraccia diventa una putrescente critica sociale.

Un tassello importante del fumetto italiano contemporaneo. Nato sul web, reincarnatosi in questa versione cartacea, Undead Trinity riesce a essere un racconto che rispetta il canone zombesco, trasferendolo in un Paese dove l’unico canone rispettato è l’impossibilità di rispettare i canoni: l’Italia.

Eppure, nonostante tutto, quell’animale politico che è il morto vivente, riesce a non vivere benissimo anche in contesto italiano. Undead Trinity è una lunga, tensiva e per niente rassicurante storia horror ambientata a casa nostra.

La paura, parte da una tipica italianissima piccola-medio-impresa e si allarga, senza freni, senza pietà.

Come è giusto che sia, perché è di zombie che si parla.

Morti viventi, sempre più vivi nel nostro immaginario collettivo.

Seguici sui social

51,797FansMi piace
1,639FollowerSegui
2,645FollowerSegui
18,497FollowerSegui

Ultimi articoli

Sara Pichelli sarà ospite di Lucca Comics & Games 2019

La fumettista Sara Pichelli sarà tra gli ospiti della prossima edizione di Lucca Comics & Games in collaborazione con Panini Comics.

Cosa c’è in “Fumo di China” di settembre 2019

"Fumo di china" di settembre 2019 contiene un focus sul fumettista britannico John Bolton presente con un'intervista e un'illustrazione in copertina.

Il primo ministro inglese: «O Brexit o mi arrabbio come Hulk».

In una intervista il primo ministro inglese Boris Johnson ha paragonato se stesso e la Gran Bretagna all'eroe Marvel Hulk.