“Il fumetto è la mia religione.” Intervista a Brian K. Vaughan

Uno degli ospiti più prestigiosi di Lucca Comics and Games 2014 è stato indubbiamente Brian K. Vaughan, il pluripremiato sceneggiatore statunitense, autore, fra gli altri, de L’Orgoglio di Baghdad, Runaways, Y: L’ultimo uomo e Saga. Celebre anche per la sua collaborazione alla serie tv Lost e alla riduzione televisiva di Under the Dome di Stephen King. Adriano Ercolani e Evil Monkey lo hanno incontrato e intervistato durante la kermesse lucchese.

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Adriano Ercolani: Iniziamo con una domanda ineludibile. Tu hai esplorato la scrittura ad altissimi livelli su medium diversi come la televisione, il cinema e il fumetto. Qual è per te la qualità unica, distintiva del fumetto, rispetto alle altre forme di espressione artistica?

Per me il fumetto rappresenta la più grande forma di narrazione visuale. Si possono combinare infiniti elementi e possibilità, con un budget incomparabilmente minore rispetto a un film. Per questo motivo, la materia narrativa è potenzialmente infinita. Inoltre, offre una possibilità di intreccio drammatico altamente sofisticato ed elaborato. Tutto ciò che si può rappresentare in tv o nel cinema si può rappresentare in un fumetto, ma non il contrario. Il fumetto è la mia religione.

Adriano Ercolani: Personalmente, sono stato un grande ammiratore della serie Lost e credo tu abbia collaborato alle stagioni più interessanti (NdC la terza, la quarta e la quinta), consentimi di porti delle domande a riguardo…

Certamente. Con grande piacere.

Adriano Ercolani: Che piaccia o no, Lost ha segnato una svolta storica, imponendo un innalzamento obbligatorio delle sceneggiature delle serie tv successive. Come ti senti quando realizzi che il tuo lavoro è stato così influente? 

Indubbiamente, è stato un bivio storico, un passo in avanti. Onestamente, credo che il mio contributo sia stato minimo (NdC in realtà, ha scritto 12 puntate ed è ha lavorato come  producer su complessivamente 29 episodi). Per me è un onore poter esser stato parte di quel progetto straordinario. Soprattutto, è un onore aver debuttato in televisione in uno dei più grandi show di tutti i tempi. Un onore che definirei surreale.

Adriano Ercolani: Nelle stagioni in cui tu hai collaborato, uno dei temi fondanti è lo scontro tra lo scetticismo di stampo scientifico rispetto ai preponderanti temi mistici di derivazione orientale. In quale dei due ambiti c’è il tuo zampino?

Ah, guarda, io sono uno scettico, totalmente scettico!

Adriano Ercolani: Quindi scrivevi le battute di Jack?

Esattamente (ride). Comunque sia anche quelle tematiche rappresentavano un materiale straordinario su cui lavorare, uno stimolo continuo. Ho amato molto la complessità di Lost.

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Adriano Ercolani: Confermi che fosti scelto da Lindelof per il tuo lavoro come sceneggiatore sul fumetto Y: L’ultimo uomo?

Si, fu proprio grazie al fumetto.

Adriano Ercolani: Puoi dirci come è stato lavorare con due giganti come Stephen King e Steven Spielberg? Immaginiamo lo stress…

Cosa dire…è stato un sogno divenuto realtà. Il sogno di ogni nerd, per essere precisi, divenuto realtà! Stephen e Steven sono le due più grandi fonti di immaginazione sul pianeta, è davvero irreale, letteralmente un sogno. Certo, ero terribilmente nervoso (ride). Ma devo rivelare che sono le persone più gentili, dolci e simpatiche dell’intero universo. Ti mettono immediatamente a tuo agio. Vogliono solo che tu possa lavorare nelle condizioni migliori.

Evil Monkey: Saga è una delle poche serie di fantascienza positive, o almeno in cui il mondo non viene distrutto e non muoiono tutti! La tua è stata una scelta consapevole per contrastare una tendenza dominante o è stato uno sviluppo spontaneo della storia?

Si. In realtà, è una storia riguardo una guerra, una guerra civile dalle dimensioni fantascientifiche, quindi c’è un alto grado di cinismo che la pervade. Ma volevo rappresentare due personaggi che rifiutano la guerra.  E farne i protagonisti. Non sono i classici eroi che vogliono salvare il mondo. Come la maggior parte delle persone in quelle condizioni, vogliono soltanto portare in salvo e prendersi cura della loro famiglia, del loro bambino.

Evil Monkey: Ci puoi rivelare qual è la ricetta magica per i tuoi caratteristici dialoghi, che sono sempre così efficaci, a tratti memorabili?

Grazie, sei molto gentile. Diciamo che ho sempre provato… wow! (NdC In quel momento è passato un cosplayer di Saga, Vaughan è contentissimo)…Dicevo, scusate, che ho sempre provato a rifuggire l’imitazione pedissequa della realtà, il naturalismo a tutti i costi. Ciò che perseguo nei dialoghi è la compresenza di un elemento di poesia e di uno di follia. Quello è l’equilibrio che costantemente ricerco. Secondo me, questo è il segreto per scrivere un buon dialogo.

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Fiona Staples e Brian K. Vaughan con due cosplayer di ‘Saga’, a Lucca Comics & Games 2014

Evil Monkey: Le tue storie sono sempre incentrate sui personaggi e non sul plot. 

Verissimo.

Evil Monkey: Non temi che questo possa bloccare a volte il ritmo della narrazione?

Credo che si parta sempre dai personaggi. Se il personaggio è convincente, se il lettore se ne innamora, il plot nascerà da solo. Se il personaggio affascina, anche se starà seduto a bere in cucina, comunque catturerà il lettore. Prima per vengono i personaggi. Il plot nasce da ciò che esce fuori spontaneamente dai personaggi.

Evil Monkey: Sei indubbiamente uno dei più bravi autori a tratteggiare l’adolescenza, con una delicatezza straordinaria. Scriverai ancora serie come Runaways?

Grazie. In realtà, il prossimo anno dovrebbe uscire un nuovo libro che avrà un protagonista molto giovane.

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Adriano Ercolani: Quali sono gli autori a cui ti ispiri, non solo nel fumetto?

Sicuramente, in letteratura George Orwell e Joseph Heller (NdC l’autore di Comma 22) sono tra i miei scrittori preferiti in assoluto, leggo e studio le loro opere più che posso. Nel cinema adoro i Fratelli Coen, non so quanto la loro influenza si senta, ma sono sicuramente un loro appassionato.

Adriano Ercolani: Effettivamente, in Saga si possono riconoscere alcuni elementi di tutti gli autori citati: la visione distopica di Orwell, la satira antimilitarista di Heller, l’umorismo surreale dei Coen…

Mi fa molto piacere! Nel fumetto, uno dei miei migliori amici e dei miei autori preferiti è Garth Ennis. Un autore in grado di offrire una resa cinematografica, visualmente potentissima. Lo ammiro davvero. Poi, chiaramente, Alan Moore è il mio eroe! Purtroppo, non sono mai riuscito a scrivere a livello del suo stile…

Adriano Ercolani: Alcuni ti hanno accostato a lui…

Ingiustamente (ride). Beh, probabilmente avranno detto: «Le storie di questo autore accostate a quelle di Alan Moore… fanno schifo!.»