La nuova pornografia di Lewis Trondheim

Nel 2006, a soli quarantun’anni, Lewis Trondheim vince il Grand Prix di Angoulême: forse il più importante premio alla carriera di ambito fumettistico del mondo. A essere premiati implicitamente sono il successo delle Formidabili avventure di Lapinot (Dargaud) e della serie collettiva Donjon (Delcourt) ma anche la qualità della sua quindicennale produzione in ambito underground disseminata presso vari piccoli editori. E poiché in quell’anno 2006 L’Association ha pubblicato un suo esperimento fumettistico ardito fin dal titolo — La nuova pornografia — proprio quest’albo è diventato il simbolo di quella vittoria a Angoulême e della piccola rivoluzione che aveva scosso il campo fumettistico. Il fumetto indipendente all’attacco del Palazzo d’Inverno, la “nouvelle bande dessinée” finalmente riconosciuta!

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Per i fedelissimi del fumetto classico, la vittoria di Trondheim era già un affronto, ma La nuova pornografia sembrava confermare tutti i pregiudizi sulla nuova generazione di autori: intellettuali, artistoidi, noiosi, provocatori, disegnatori mediocri, insomma degli impostori. La verità è che Trondheim non ha vinto il premio per quell’albo e deve il successo popolare più al suo dry humour e ai suoi animaletti loquaci che alle sperimentazioni fumettologiche. E tuttavia, queste sperimentazioni sono una parte fondamentale della sua opera e senza di esse Trondheim non avrebbe forse potuto ambire ai riconoscimenti in patria e al prestigio internazionale.

L’autore della Nuova pornografia è il Trondheim dell’OuBaPo, associazione fondata nel 1992 per promuovere una metodica sperimentazione del linguaggio fumettistico. È il Trondheim dell’opera prima Psychologie (1990), ripetitiva e “minimalista” come le composizioni musicali di Steve Reich; ma soprattutto il Trondheim di Bleu (2003), epopea muta e astratta di una dinastia di macchie colorate su sfondo blu. È il Trondheim che viene antologizzato da Andrei Molotiu nel suo Abstract Comics per Fantagraphics (2009), il testo di riferimento in materia di fumetto non-narrativo e/o non-figurativo, assieme a Robert Crumb, Gary Panter e decina di altri. È il Trondheim che si chiede e ci chiede: che cos’è un fumetto? E senza pronunciare una sola parola dimostra che, se restiamo fedeli al concetto di “arte sequenziale”, possiamo raccontare delle storie ricorrendo soltanto a forme geometriche.

Ma se La nuova pornografia è un esercizio di stile per l’autore, lo è anche per il lettore: le sue tavole devono essere decifrate. Trondheim parte da un’esperienza condivisa dalla maggior parte degli adulti, il sesso, costruisce il suo alfabeto fatto di buchi, di organi e di fluidi, e poi fa interagire gli elementi lasciando al lettore il divertimento di associare ogni schema a qualche scena vista o vissuta. Si tratta insomma di far lavorare la fantasia, e qualcuno magari riuscirà persino ad eccitarsi.

Il fumetto – 24 pagine al prezzo di 3€ – è pubblicato da ProGlo Edizioni. Di seguito, 3 pagine in anteprima.

pornografia1 pornografia2 pornografia3*Questo articolo appare come introduzione al volume La nuova pornografia, di Lewis Trondheim, pubblicato da Proglo Edizioni.