Nello studio di Toni Alfano

Questa settimana, per la rubrica #tavolidadisegno, siamo entrati nello studio di Toni Alfano, autore di Pompei (Neo Edizioni).

toni alfano

A cosa stai lavorando attualmente?

Dipingo e disegno, perché mi fa stare bene, cura i miei mali e mi ricorda che bisogna avere un rapporto diretto con tutto, bisogna fare esperienza diretta di se stessi e degli altri e pensare poco, giusto quel che serve per allacciarsi le scarpe.

Con alcuni amici sto avviando un progetto lungimirante, una libera accademia delle arti curative, un progetto di ricerca, sviluppo e diffusione di tutti quei saperi antichi e moderni, sia occidentali che orientali, che si configurano come “arte sapienziale della cura”. Un progetto che unisce arte, filosofia, scienza, psicologia asserviti al processo di individuazione e di interconnessione.

Per i progetti futuri legati nello specifico al fumetto, mi “chiama” la biografia di San Galgano, come racconto simbolico per indagare la natura archetipica maschile, tra barbarie e ascetismo, ma per ora è un’idea…

toni alfano

Quali sono gli strumenti e le tecniche che prediligi per disegnare?

Io, lo confesso e me ne scuso, non sono un autore di fumetti e la mia è una tecnica assolutamente sgrammaticata e sregolata. Sovrappongo disegni fatti in libertà a penna rossa e nera, illustrazioni a matita, rielaborazioni di scene cinematografiche, pubblicità, cartoline, immagini, lucidate e integrate con disegni e scarabocchi.

E’ tutto improvvisato e montato successivamente attraverso libere associazioni. Prima raccolgo tutto il materiale, testi e immagini, divido in due categorie:

1) INCONSCIO PERSONALE (pensieri, sogni o frasi, poesie, scrittura dissociata, scarabocchi, schizzi e disegni, foto dell’album de ricordi).

2) INCONSCIO COLLETTIVO (frasi prese da manifesti, libri, riviste, foto trovate in giro, vecchie pubblicità, ritagli e scene da film).

Poi attraverso un lavoro di assemblaggio creo dei collage che lucido, aggiungendo o togliendo cose sempre attraverso libere associazioni. Non ho bozzetti e storyboard perché non li uso, lavoro direttamente sulle tavole. Alla fine passo al montaggio, cercando di raccontare quello che ho nella testa, nel cuore e nelle palle. Una sorta di approccio FLUXUS al fumetto.

toni alfano pompei

Hai qualche rituale, qualche abitudine prima di metterti a disegnare?

No, ho solo bisogno di un po’ di tranquillità attorno a me, perché faccio già da solo un gran casino, tra ritagli, disegni, pagine strappate ecc..

Fortunatamente vivo in campagna e faccio una vita tranquilla. Nella realizzazione di una storia cerco di lasciarmi andare e fare qualcosa di “vero”. Non presto molta importanza al mezzo ma al fine. Discuto con la mia compagna che, in quanto donna, riesce a beccarmi subito quando sono troppo egoico e mi autocelebro e mi riporta al piano del sentito, del vero.

toni alfano

Quali sono gli autori di riferimento? Ci sono libri che devono essere a portata di mano quando disegni?

Sono un buon lettore ma non ho una gran cultura, nè rispetto alla letteratura nè rispetto al fumetto. Sono vicino alle idee libertarie, tra tutti direi Henry Thoreau per la letteratura e Jean Dubuffet per l’arte. E a proposito di Dubuffet, oltre al suo atteggiamento con l’arte,  amo il suo piccolo scritto  “asfissiante cultura”.

Sono con Ivan Illich, per la descolarizzazione della società.

toni alfano

Cosa rappresenta questa statua?

È una statuina in legno che raffigura Ganesh, il dio elefante che ha una zanna spezzata, simbolo del superamento della dualità. L’ho comprata in un piccolo villaggio indiano, da un artigiano che ha “benedetto” le poche rupie che gli ho dato per quella scultura. Un gesto rivoluzionario.

toni alfano

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