Pertini fra le nuvole [recensione]

Dedicato a quelli che i politici sono tutti uguali. E a quelli che gli autori di fumetti sono tutti uguali. Sandro Pertini e Andrea Pazienza non lo erano. E «uguali» non lo sono, per certo, nemmeno Gianluca Costantini e Elettra Stamboulis che firmano Pertini fra le nuvole (Becco Giallo), dal 27 novembre in libreria.

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Pertini

Più che una biografia a fumetti questo Pertini è un libero sguardo sulla figura e sulla vita del Presidente della Repubblica (dal 1978 al 1985), mediato dall’arte di fare fumetto. E dalla storia stessa del fumetto che entra, con alcuni suoi protagonisti, nella narrazione: a cominciare dalla «spalla» di Pertini, Andrea Pazienza. Che del Presidente, in vita, fu il suo primo immaginifico biografo a fumetti, scegliendolo come suo alter ego in una felicissima serie di storiellette e vignette. Pertini se ne innamorò a tal punto che invitò Pazienza al Quirinale (Andrea non ci andò e rimproverò, in una striscia, a Vincenzo Sparagna, Vincino e Giorgio Forattini – allora direttore responsabile de Il Male – di esserci andati loro, al posto suo, senza avvisarlo). Di questo felice incontro (mancato) è summa testimoniale il Pertini pubblicato qualche anno fa da Fandango Libri (compresa un’edizione speciale edita in occasione della bella mostra Paz e Pert, tenutasi a Roma tra il 2010 e il 2011).

E Paz e Pert sono la coppia classica (Dante e Virgilio) o se volete comica (Gianni e Pinotto) anche del libro di Becco Giallo, un viaggio nella vita nobile e avventurosa di un vero e proprio padre della patria che, attraverso «6 condanne e 2 evasioni» (come recita il titolo di una sua biografia) dall’antifascismo militante degli anni Venti è passato attraverso percosse, arresti, processi, condanne, fughe; e ancora arresti e nuove condanne, carceri speciali (fu a Turi con Gramsci), esili e confini; poi nuove fughe per approdare infine alla Resistenza attiva, alla Liberazione, alla Costituente e via via, su su fino all’elezione a Senatore, a quella di Presidente della Camera dei Deputati e, infine, alla Presidenza della Repubblica.

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Vita di un socialista – «Ti voglio narrare… di come si diventa socialista e, soprattutto, come lo si resta», dice Pert sul frontespizio del libro –, un socialista tanto tignoso e rigoroso nel difendere libertà e coerenza, quanto nel sostenere ad oltranza l’unità a sinistra, spesso, anzi quasi sempre, contro il suo stesso partito, il Psi, soprattutto nell’era Craxi.

Ma l’abbiamo detto: questa non è una semplice biografia, anche se, come le biografie che si rispettano, ripercorre le tappe fondamentali dell’educazione alla politica e alla vita di Pertini (1896-1990). Come già nei precedenti Cena con Gramsci e Arrivederci Berlinguer (sempre editi da Becco Giallo), Costantini e Stamboulis creano un’autonoma messa in scena delle vite illustri di uomini illustri. Ci mettono dentro, sì gli ingredienti biografici originali di Gramsci, Berlinguer e Pertini, ma soprattutto ci mettono molta farina del loro sacco a far da legante di un’ottima pasta. E allora ecco ricordi, esperienze e sguardi personali; e siccome nel loro sacco ci sono abbondanti semi di figurazioni anche a fumetti eccolo il fumetto in Pertini fra le nuvole.

Della presenza narrante e dialogante di Andrea Pazienza si è accennato: accanto a Pertini fa da «cornice» e contraltare allo svolgersi della biografia. Nei «tableaux vivants» di Costantini, però, il Presidente assume via via le sembianze di Charlie Brown, di Mafalda e di Popeye, dialoga e questiona con Pazienza come fossero due topi di Maus o Asterix e Obelix. Questo, almeno nella versione «corretta» che trovate in libreria, visto che quella precedente, già pronta per uscire in occasione di Lucca Comics & Games di qualche settimana fa, è stata bloccata per questioni di diritti rivendicati. Nelle tavole originali disegnate da Costantini, infatti, facevano da «comparse» anche Tintin e il Numero Uno del Gruppo Tnt. Ma, evidentemente, alcuni troppo fedeli custodi del copyright non hanno gradito l’omaggio.

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Un felice contrasto di toni, stili e linguaggi caratterizza tutto il libro. Si va dai siparietti vignettistici nei quali la coppia dialoga alle tavole fotografiche e graficizzate che scandiscono le tappe della vita di Pertini; agli inserti citazionisti del mondo del fumetto (ma ci trovate anche qualche accenno a Grosz o espliciti tasselli con vignette satiriche dell’epoca: come quella su Mussolini seduto sulla bara di Matteotti, una vignetta del 1924 apparsa sulla rivista «Becco Giallo»). E poi tavole di grande atmosfera ed espressività, come quelle dedicate alla traversata notturna in motoscafo con cui Pertini, Ferruccio Parri, Adriano Olivetti e altri portarono Filippo Turati in Francia: un crescendo di toni scuri, blu e neri, nei quali i personaggi appaiono come ombre fantasmatiche.

Il testo attraversa le tavole e le cornici in un rapporto fluido con le immagini e alterna didascalie esplicative a fumetti lievi e ironici. Tra i molti, scegliamo questo scambio di battute – quando Pertini rievoca la breve esperienza in una radio militante clandestina durante l’esilio in Francia – : «Come Radio Alice?» commenta il “settantasettino” Andrea Pazienza mentre Pertini gli risponde: «Non fare come quelli che pensavano di essere partigiani negli anni 70… Niente similitudini».

E un finale ancora più esplicitamente citazionista, con quattro tavole quasi clonate da Moebius, quello di Inside Moebius, nel quale – in questo caso – Costantini e Stamboulis ragionano autoironicamente sul loro lavoro, sul raccontare e interpretare il mondo e la storia con le parole e con i segni.

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Qualche anno fa, recensendo i primi titoli del catalogo dell’allora neonata casa editrice di Padova, capitanata da Guido Ostanel e Federico Zaghis, coniai il termine «fumetto civile» per definire un’attitudine a pensare, realizzare e pubblicare storie a fumetti che si basavano sul senso della civis. E dunque di cittadini, di membri di una comunità politica (da polis) impegnati socialmente a operare per il bene pubblico. Becco Giallo – che nel 2015 festeggerà il decennale – con i suoi quasi cento titoli ha dimostrato di saperlo fare con buona coerenza e ha dato vita a una bibliografia civilmente utile per ricostruire la storia del nostro Paese e non solo.

Gianluca Costantini – coadiuvato da Elettra Stamboulis – si è inventato, per così dire, un’«arte civile del fumetto». Da solo o in coppia con Elettra persegue, infatti, una linea artistica «impegnata»: non nello spuntato senso dell’engagé, dell’«ingaggiato» ideologicamente o politicamente, ma piuttosto nel senso di un’arte, di un fare arte che non può fare a meno di essere politica e civile. Dal sito Political Comics all’Associazione culturale Mirada di Ravenna, città dove organizzano da dieci anni il festival del fumetto di realtà Komikazen. A questo felicissimo Pertini fra le nuvole che è l’esempio di come si possa fare fumetto, raccontare la storia e comunicare idee e valori senza scivolare nel facile e retorico didascalismo.

Pertini fra le nuvole
di Gianluca Costantini e Elettra Stamboulis
Beccogiallo, 2014
143 pagine, 16€