12 documentari sul fumetto che vale la pena vedere

Quanto e più del cinema, il documentario è un ‘genere’ narrativo che ha sempre avuto interessi ampi e oggetti di studio variegati. Il che significa anche i fumetti, ovviamente. Già, perché nonostante in Italia la produzione di documentari sul fumetto non abbia una vera e propria tradizione, in giro per il mondo – e soprattutto negli anni Duemila – ne sono stati prodotti davvero molti.

Quella che presentiamo qui, dunque, è una selezione di alcuni tra i migliori documentari prodotti sul mondo della Nona arte. E se vi state chiedendo perché quello spassosissimo documentario di Morgan Spurlock sul Comic-Con di San Diego non appaia nella lista, la risposta è semplice: non è affatto spassosissimo.

12. In Search of Steve Ditko (2007)

Nel 2007, come parte del progetto Comics Britannia – cronistoria sul fumetto anglosassone che copre il periodo dalla nascita di The Dandy fino alla British Invasion – la BBC 4 produsse (e comprò i diritti per trasmettere) una stagione di documentari tra cui figura In Search of Steve Ditko. Il lungometraggio è interpretato da Jonathan Ross, famoso volto della tv britannica nonché fan e autore di fumetti (Turf e America’s Got Powers, per Image Comics), intento a ricostruire la storia personale di Steve Ditko e i motivi del suo ritiro dalle scene fumettistiche. L’obiettivo: incontrare il disegnatore e, magari, riuscire a strappargli una breve intervista. Mischiando un profilo dell’Uomo Ragno all’agiografico ritratto di Ditko, il documentario non riserva troppe sorprese per gli appassionati, ma ha il pregio di raccontare stralci inediti della vita del fumettista che, più di ogni altro, è riuscito a mantenere il riserbo sulla propria persona.

Altri titoli simili: Dear Mr. Watterson; Comics Britannia: Alan Moore Talks; In Search of Mœbius: Jean Giraud

11. Come Tex nessuno mai (2012)

Diretto da Giancarlo Soldi (Nero, Nessuno siamo perfetti), Come Tex nessuno mai è un viaggio appassionato nella storia editoriale di Aquila della Notte e in quelle dei suoi creatori, Gianluigi Bonelli e Aurelio Galleppini. Con un nutrito cast di intervistati – famigliari, colleghi, editori e fan – il documentario è anche un omaggio a Sergio Bonelli, della cui biografia e eredità culturale ripercorre le tappe con grande accuratezza.

Altri titoli simili: Mattotti; Magnus – Il segno del viandante; Nessuno siamo perfetti; 5fumettisti5

10. Seth’s Dominion (2014)

Forse il più stilizzato tra i documentari di questa lista, Dominion è il tentativo di riprodurre su pellicola l’universo a fumetti di Seth, canadese artefice di opere come Palookaville, Il commesso viaggiatore e La vita non è male, malgrado tutto. Il mediometraggio ha al suo centro Dominion, la città fittizia che compare nei suoi ultimi lavori e di cui Seth ha persino realizzato un modellino in scala.

Il regista Luc Chamberland ha passato sette anni a filmare il fumettista, durante sessioni di due o tre giorni, e ha poi unito il materiale dal vivo con inserti animati provenienti dai diari inediti di Seth. L’autore di George Sprott (ehi, Bao Publishing: noi stiamo ancora aspettando!) si svela agli spettatori nella luce contrastata dei film noir anni Quaranta, tra l’effetto da cinegiornale e le parole degli amici Joe Matt e Chester Brown.

Altri titoli simili: Devil You Know: Inside the Mind of Todd McFarlane

9. The Comic Book Greats (1991-1992)

Più vicino al format televisivo che al documentario, il concetto alla base di quest’opera è semplice: Stan Lee intervista autori di fama mondiale. Distribuito unicamente nel mercato home video, The Comic Book Greats è una parata di icone fumettistiche, da Bob Kane a Will Eisner fino a Harvey Kurtzman.

Parliamoci chiaro, come documentario in senso tradizionale non vale granché. Certo, Stan e l’autore stanno seduti a un tavolo per un’ora, il che lo rende un formato all’antica da conversazione lunga che ormai si vede raramente; ma il vero fascino degli episodi, tutti disponibile in internet, è l’effetto nostalgia. The Comic Book Greats è un classico prodotto che è invecchiato male, e la patina del VHS, il continuo stupore di Stan Lee per la minima corbelleria, o vedere John Romita Jr. con il mullet, potrebbero creare gravi forme di nerd-dipendenza.

Altri titoli simili: Stan Lee’s Mutants, Monsters & Marvels

8. Stripped (2014)

Finanziato tramite Kickstarter, Stripped era stato progettato inizialmente come un documentario sui fumettisti al lavoro nel proprio studio, ma si è poi evoluto in un dettagliato racconto sul mondo delle strisce. Gli albori, l’apice, la crisi, la reinvenzione grazie ai webcomics: tutti i passaggi sono sviscerati grazie al contributo degli intervistati (tra i tanti, Patrick McDonnell, Jim Davis, Richard Thompson, Stephan Pastis e Cathy Guisewite). I registi Dave Kellett (Sheldon, Drive) e Frederick Schroeder sono riusciti a reclutare il gotha del fumetto e farlo parlare di pregi e criticità di un mezzo che mai come oggi è in fase di mutamento. Stripped è anche uno dei rarissimi prodotti a cui ha collaborato Bill Watterson, che ha realizzato la locandina e ha acconsentito a farsi intervistare (solo via audio). Quei pochi minuti, per certi versi, valgono da soli la visione.

Altri titoli simili: Adventures Into Digital Comics

7. Good Ol’ Charles Schulz (2007)

https://www.youtube.com/watch?v=yAveN5KpppM

Di documentari su Schulz e i Peanuts è pieno il mondo. C’è quello dedicato allo special natalizio, al film, ai quindici anni della striscia, ai trenta, ai quaranta, ai cinquanta, o quello su Charlie Brown. Quasi tutti hanno però una confezione promozionale che impedisce loro di bucare la superficie delle cose. Il documentario del 2007 Good Ol’ Charles Schulz va in direzione contraria, raccontando senza ritrosie la vita e le opere del fumettista di Minneapolis. Il film è in realtà un episodio della serie American Masters, trasmessa dalla PBS, la televisione pubblica statunitense, e dedicata ai grandi artisti americani. In linea con lo stile della serie, Good Ol’ Charles Schulz narra con eleganza l’ascesa al successo del padre dei Peanuts. Partendo da Quarto potere – film che Schulz ha dichiarato di aver guardato più di quaranta volte – riesce a toccare tutti gli aspetti della vita dell’autore, dall’infanzia fino alla sua ossessione per i temi della morte e dell’infanzia, passando per l’impatto culturale di Snoopy e compagni.

Altri titoli simili: The Making of “A Charlie Brown Christmas”; Here’s to You, Charlie Brown: 50 Great Years

6. Jodorowsky’s Dune (2014)

Jodorowsky’s Dune non è davvero un documentario sui fumetti. Ma in un certo senso lo è, vista l’enfasi che i realizzatori pongono su Mœbius, chiamato in fase di pre-produzione come concept artist, e sulla figura di Jodorowsky. Il film racconta l’iter che il regista e fumettista cileno ha dovuto compiere per (non) vedere realizzato il suo sogno, l’adattamento cinematografico di Dune. Oltre alla storia in sé, ciò che davvero affascina del documentario sono i piccoli momenti, come il faldone degli storyboard disegnati da Mœbius, che aveva visualizzato l’intera pellicola seguendo i dettami di Jodorowsky, o le dichiarazioni del regista che, nel suo inglese stentato, mostra un grande attaccamento e una passione sincera nei confronti di un film mai esistito.

Altri titoli simili: The Death of “Superman Lives”: What Happened?

5. Comic Book Confidential (1988)

A metà degli anni Ottanta, il documentarista Ron Mann era al lavoro sul press kit di Pericolosamente insieme, commedia sentimentale con Robert Redford; un lavoro tedioso e poco appagante. Appassionato di cultura pop, Mann pensò di utilizzare parte del budget affidatogli (troupe con cui girare e pellicola) per intervistare, nelle sue ore libere, varie personalità legate al fumetto. Il risultato fu Comic Book Confidential, un vasto arazzo in cui sono incastonati profili autoriali e brevi reading, segmenti in cui ogni artista legge un passo delle proprie opere. È incredibile come un prodotto di fine anni Ottanta che, per forza di cose, dovrebbe apparire datato, conservi ancora una forza emblematica. Anche grazie alla presenza di pesi massimi come Art Spiegelman, Charles Burns, Françoise Mouly, William Gaines, Will Eisner e Frank Miller, Comic Book Confidential è a oggi uno dei migliori prodotti audiovisivi sul fumetto statunitense.

Altri titoli simili: Comic Book Superheroes Unmasked; Sex, Lies and Superheroes

4. H.G.O. – Héctor Germán Oesterheld (1999)

Héctor Oesterheld, autore de L’Eternauta e Ernie Pike, scomparve il 21 aprile 1977. Fu una squadra armata a portarlo via. Oesterheld divenne un desaparecido, insieme alle quattro figlie, rapite tra il 1976 e il 1977. Al periodo della guerra sporca sopravvivrà soltanto Elsa Sánchez, la moglie di Oesterheld. Con giustapposizioni quasi impressionistiche – per numero e durata – di interviste ad amici e colleghi, H.G.O. documenta la carriera fumettistica di Oesterheld, il lascito artistico e l’impatto della sua scomparsa. E in alcuni momenti la vicenda drammatica si fa emozionante.

Altri titoli simili: Art Spiegelman, traits de mémoire

3. Tintin et Moi (2003)

Da giovane, lo scrittore-attore-regista Numa Sadoul strinse amicizia con Hergé. L’autore belga concesse a Sadoul una lunga intervista; le quattordici ore di materiale registrato finirono nel libro del 1975 Tintin et moi, entretiens avec Hergé, da allora tra i testi più significativi nell’intera (sterminata) bibliografia sul fumettista. E nel 2003, il regista Anders Østergaard utilizzò il libro come base per il documentario Tintin et Moi.

Tintin et Moi scruta negli angoli più oscuri della vita di Hergé, il peso del successo e le esperienze che avrebbero condotto a Tintin in Tibet, considerata – non solo da Sadoul – la più personale delle sue storie. Come in ogni buon archetipo narrativo, autore e personaggio si confondono: all’audio delle registrazioni sono state fatte combaciare delle animazioni che mischiano immagini di Hergé con vignette delle storie. Tra gli altri temi affrontati: come la vita di Georges Prosper Rémi abbia influenzato i suoi lavori, la sua graduale disillusione verso la Chiesa Cattolica e l’incontro con lo scultore Zhang Chongren – grande amico, e base per il personaggio di Chang – ricostruito attraverso materiale d’archivio.

Altri titoli simili: I, Tintin

2. Crumb (1994)

Spesso ritenuto dai critici cinematografici uno dei migliori documentari di sempre, Crumb è il risultato di un’ossessione: quella di Terry Zwigoff verso i lavori del fumettista Robert Crumb. Riprendendo in parte le tematiche di The Confessions of Robert Crumb, documentario commissionato dalla BCC nel 1987, Crumb è il risultato di sette anni di lavoro, condensate in due ore di film in cui lo spettatore è condotto a scoprire Crumb come artista e come essere umano. Le passioni e le idiosincrasie, il rapporto con le donne, con la famiglia (i fratelli, in particolare) e soprattutto coi fumetti. Tanto intimo quanto i fumetti di cui tratta, Crumb trascende il genere e, come ogni grande documentario, racconta nient’altro che una cara vecchia storia di passioni.

Altri titoli simili: Comics und Katerideen; The Confessions of Robert Crumb

1. Grant Morrison: Talking with Gods (2010)

https://www.youtube.com/watch?v=KxeaERpyXvA

Grant Morrison è uno a cui piace piacere. Fatevi un giro per la rete, e il materiale cartaceo o audiovisivo dedicato al Nostro vi pioverà in testa come una mistica pioggia di morrisonarietà. L’acme lo ha però raggiunto con Talking with Gods (distribuito gratuitamente da Gravitas Ventures), che sembra la cosa più vicina all’adattamento di Supergods, il saggio autobiografico del 2012.

Il titolo non tragga in inganno: Grant ha davvero parlato con gli dei, persino Gesù, le cui parole sono state riproposte paro paro in Invisibles. Nel documentario, Morrison si lascia andare alle più disparate considerazioni, snocciolando aforismi (esempio: «Quando aggiungi significato alla vita ottieni la magia») e rombando sulle strade con una Lamborghini arancione, da vero gentleman scozzese.

Questo è Grant Morrison. Nessun altro prodotto filmico è riuscito a catturarne l’essenza con tale precisione, per ora. Perché sono sicuro che da qualche parte, nella sua cantina, c’è pronta una sceneggiatura per un film di quattro ore e mezza che ripercorre le tappe della vita di Morrison in maniera ancora più epica di quanto non abbia fatto Talking with Gods. L’attore perfetto per interpretarlo? Sé stesso.

Altri titoli simili: Will Eisner: Portrait of a Sequential Artist; The Mindscape of Alan Moore; The Cartoonist: Jeff Smith, Bone and the Changing Face of Comics