B Comics e la creatività editoriale di IFIX. Intervista Maurizio Ceccato

Durante il festival BilBolBul lo studio creativo IFIX ha presentato la raccolta B comics. Il volume, dalla imponente dimensione di 24X34 centimetri, raccoglie undici racconti a fumetti di altrettanti giovani autori. Fumettologica ne ha già proposto un’anteprima.

Dal comunicato stampa non si evincono informazioni ulteriori, anzi, nemmeno queste: B comics non si parla addosso, chiede di essere sfogliato e letto.

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In un mare di narrazioni autoreferenziali e acritiche, che la rete ha amplificato e reso virtualmente accessibili a tutti, quali sono le parole che possono emergere dal mare di aggettivi descrittivi, si chiede chi conosce bene la comunicazione?

L’incontro-intervista con Ceccato e con la sua casa editrice IFIX, che poi non è solo casa editrice ma soprattutto studio creativo e di design, inizia presso Ono Arte Contemporanea, a Bologna: continua in un bar all’interno di una biblioteca, la Sala Borsa, e prosegue in uno studio a Roma, Scripta Manent, che è dotato di bookshop, uno dei pochi in tutto il centro Italia a fornire una panoramica completa e disponibile di tutte le autoproduzioni e fanzine disponibili sul mercato (oltre ad una ricca scelta di libri di tantissimi editori di varia).

Nessuna cornice spazio – temporale avrebbe potuto semplificare meglio la natura variegata ed eclettica dell’attività di Ceccato e dei suoi collaboratori.

1 + 1 = 3, è una delle prime risposte che otteniamo da lui.
La domanda è qualcosa che assomiglia a: “da dove nasce l’idea di pubblicare un fumetto?”.

B comics è un marchio che nasce vent’anni fa e non viene mai abbandonato, transita da fanzine fotocopiate a riviste d’arte come Drome Magazine (nonostante il solito corto circuito che la presenza del fumetto suscita nei critici), e si prende il suo tempo prima di venire alla luce come progetto “autarchico”. La definizione è dell’editore, e per la vita editoriale di IFIX calza perfettamente.

Mentre la gestazione di B comics fa il suo corso, con lo stesso spirito (1+1=3) nasce WATT, libro/rivista/fanzine di racconti e illustrazioni, al momento edita in tre volumi tematici estremamente curati.

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Il lettore è elemento terzo rispetto all’accostamento di racconto e illustrazione (1+1),  a lui il compito di prendere immagine e parola e creare qualcosa di nuovo che non è solo somma delle parti.  Il linguaggio a fumetti è ancora più complesso, dice Ceccato: non solo parole e disegni sono collegati tra loro, ma la closure introduce un ulteriore luogo dove il lettore è chiamato ad intervenire senza possibilità di sottrazione.

Il rispetto per il lettore e la volontà di intrattenerlo, dove per intrattenimento si intende investimento del bene più importante, il tempo, sono al centro della narrazione: chi scrive, chi edita, chi disegna, chi cura la grafica non può non tenerne conto.

In fase di elaborazione delle storie, Ceccato ha chiesto esplicitamente agli autori ospitati da B Comics di considerare il loro racconto come qualcosa di scritto e disegnato da altri, che loro stessi avrebbero voluto leggere per poi stupirsi.

Una palestra di mestiere, con il tacito patto di mantenere le cifre stilistiche degli autori agli inizi del loro percorso editoriale.

La gabbia rigida ad esempio non è essenziale per il racconto fumettistico, Ceccato ricorda Dave McKean o Sienkiewicz, ma lo è invece la leggibilità, intesa come solidità narrativa.

Nemmeno il tema dato è univoco o la sua scelta casuale, proprio perché la progettazione non lascia niente al caso e sfrutta ogni aspetto utile alla comunicazione.

“Crack” è innanzitutto onomatopea, parola che descrive il rumore di qualcosa che si rompe, e l’onomatopea caratterizza solo il linguaggio fumettistico. Eppure “Crack”, ci informa il dizionario, in diverse lingue è anche sinonimo di fallimento.

Fallimento perché il fumetto è un settore in gran parte privo di veri guadagni. Si inizia da un fallimento che fallimento non è, è rottura e gioco di parole che ironizza e sdrammatizza. B comics ha la lettera B nel suo marchio: nella radice della lettera il geroglifico che indica la casa.

Il percorso editoriale è un’impresa non senza rischi, quindi, ma agli autori è assicurato un luogo dove fare rete, progettare, incontrarsi. Al lavoro di scouting è seguita la stesura di un plot da parte degli autori coinvolti, la scrittura della sceneggiatura, la definizione dei layout e infine il completamento del racconto (in alcuni casi anche la riscrittura e il rifacimento di alcune tavole): gli autori, dice Ceccato, si sono prestati volentieri perché coinvolti un progetto.

Il volume è stato chiuso con un’idea grafica precisa di fondo: la copertina e la quarta di copertina, nonché le bandelle, sono quasi mute. L’essenzialità e la neutralità della cover assolve ad un punto fermo: la comunicazione non si deve parlare addosso, abbiamo detto.  La copertina accoglie il titolo, la quarta i nome degli autori, le bandelle riportano, asciutta, l’etimologia del termine Crack.

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Ceccato insiste nel chiamare fanzine, rivista, il suo libro, e a ragione, anche se chiunque definirebbe WATT un libro d’arte e B Comics un’elegante raccolta di racconti: è  palestra e vetrina per emergenti, un prodotto realizzato da non professionisti grazie al motore della passione. Elementi che caratterizzano una fanzine, fosse anche rilegata a mano e con copertina d’oro, ironizza.

Le si augura la vita di una rivista, che giri, che venga distribuita, oggi che le riviste di fatto non esistono più. È di casa in libreria, ma entra a testa alta al Crack, al BilBolBul, al Ratatà. La trasversalità è un suo obiettivo, perché i libri devono raggiungere tutti e non vivacchiare nelle nicchie. Lo scouting, la scrittura, il disegno, la cura editoriale, la stampa, la diffusione, la promozione, la comunicazione sono in sé stesse il risultato del progetto.

Ceccato tiene a sottolineare chiaramente che il suo procedimento è tutto meno che autolesionistico o autoreferenziale, anzi: proprio chi cura e privilegia quegli elementi che dovrebbero essere parte naturali del lavoro editoriale (crescita degli autori, editing, attenzione ai materiali, alla confezione) di fatto acquista il bene che più dei soldi è guadagno per un editore; la riconoscibilità e la credibilità.

Ci fa piacere sottolineare che Ceccato porta GRRRzetic, ora GRRRZ Comic Art Books, come esempio virtuoso di questo atteggiamento produttivo.

Ci troviamo di fronte ad un laboratorio, studio, libreria, che rappresenta certamente un unicum fortemente legato alle personalità di coloro che lo hanno fondato, con un impronta identitaria precisa proprio perché elastica e mutevole: ma un buon esempio virtuoso di piccola dimensione dovrebbe almeno influenzarne altri, affinché ne assorbano almeno l’una o l’altra caratteristica, la cura comunicativa o editoriale, il ruolo di aggregatore culturale, la capacità di reinventarsi e di aggirare quegli ostacoli che sembrano impossibili da scalare.

Aggiungiamo in chiusura che B comics si distribuisce da sola, di libraio in libraio, d’evento in evento. IFIX affronta di petto tutti i passaggi che oggi sono problematici e critici per i piccoli e medi editori.

Il prossimo appuntamento con B comics è alla fiera Più Libri, Più Liberi a Roma (ma è acquistabile anche su IBS.it). A gennaio Scripta Manent ospiterà il festival delle autoproduzioni SCANNER, alla sua seconda edizione. Scripta Manent è a Roma, in via Pietro Fedele 54-56.

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