Quattro lezioni ai freelance, da Bill Watterson

Bill Watterson, creatore della striscia Calvin & Hobbes, è da sempre un esempio di dedizione al proprio lavoro e genuina ispirazione alla vita reale. È per questo che il portale Freelancersunion – un sito rivolto ai freelance – lo prede come modello per ogni lavoratore indipendente. Dalle sue parole e azioni, Peter Hilton, l’autore dell’articolo, trae quattro insegnamenti che riproponiamo di seguito.

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1. Mai smettere di fare ciò che ci piace, anche se non piace a nessun altro

Dopo una prima esperienza come vignettista politico nel 1980, Watterson passò da un lavoro all’altro, continuando a disegnare fumetti nel tempo libero. Come dice Watterson stesso: «L’unico modo per imparare a scrivere e a disegnare è insistere a scrivere e a disegnare… persistere di fronte a ogni rifiuto richiede un profondo amore il proprio lavoro».

2. La ricerca della felicità non è facile, ma possibile

Nel suo discorso per la consegna dei diplomi al Kenyon College nel 1990, Watterson incitò i giovani laureati a capire cosa significasse per loro il successo e a impedire che fosse il mondo esterno a imporglielo. Continuò suggerendo loro di non sacrificare gli hobby e i piaceri personali a vantaggio della routine lavorativa. Chiuse il discorso con le seguenti parole: «inventarsi il significato della propria vita non è facile, ma è possibile, e credo che la felicità vi ripagherà della fatica».

3. Le loro restrizioni non dovranno essere le vostre restrizioni

A Watterson non piaceva la striscia classica a 3 o 4 vignette, tipica dei quotidiani. La trovava limitativa. Andò spesso oltre questi limiti, trovando soluzioni sempre diverse, sia per le sue strisce giornaliere che per le domenicali. Fu grazie alla sua determinazione – e alla sua bravura – che riuscì a far accettare i cambiamenti di formato a gran parte dei quotidiani che lo pubblicavano.

4. Se non hai più una storia da raccontare, non la raccontare.

Calvin & Hobbes non è stata una striscia longeva, non è durata per decenni, bensì, solo dal 1985 al 1995. Quando si concluse, era una delle strisce più popolari del momento, destinata a diventare una delle più apprezzate di sempre. Quando gli fu chiesto perché avesse deciso di terminarla, l’autore rispose semplicemente di non voler cadere in una «ripetitività apatica».

Il suo resta quindi un esempio, oltre che di stile, di determinazione e di amore per il proprio lavoro. Conoscere i propri limiti e lavorare per superarli, pur rimanendo sempre con i piedi per terra – secondo il suo modello – sembrerebbe il vero segreto del successo, sia personale che di pubblico.