5 fumetti sul rapporto fra padre e figlio

Oggi è la festa del papà, e noi non possiamo fare a meno di festeggiare i padri con qualche fumetto. Il rapporto tra padri e figli è stato affrontato da molti fumetti – soprattutto graphic novel – e ne abbiamo selezionati cinque, che riteniamo tra i più importanti, intensi, e incisivi.

Quattro consigli di (ri)lettura con storie dai toni riflessivi e introspettivi, ma anche una storia di avventura e crime, oltre a una raccolta di vignette umoristiche.

Di certo la lista non si fermerebbe qui. Ai nostri lettori il compito di continuare il gioco, ripescando qualche altro bel fumetto incentrato sul rapporto padre-figlio (tante anche le strisce, oltre ai graphic novel!)

Road to perdition, di Max Allan Collins e Richard Piers Rayner

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Road to Perdition, il graphic novel di Max Allan Collins ha ispirato un lungometraggio – conosciuto in Italia col titolo Era mio padre – diretto da Sam Mendes, regista premio Oscar di American Beauty. Il cast è decisamente ricco: il protagonista infatti è stato interpretato da Tom Hanks, al cui fianco possiamo trovare Jude Law e Paul Newman. Il fumetto, disegnato da Richard Piers Rayner, racconta  di un’atroce vendetta. Il piccolo Michael assiste a un omicidio portato a termine dal padre, il killer Michael O’Sullivan, e dallo spietato Connor Looney, figlio del capomafia locale John. Quando Michael Sr. si trova davanti alla vendetta del clan sulla sua famiglia, che risparmia casualmente il giovane testimone oculare, è guerra aperta.

Fun Home, di Alison Bechdel

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Fun Home è il pluripremiato graphic novel autobiografico di Alison Bechdel, incentrato sulla famiglia dell’autrice, in particolare, sul suo rapporto col padre. Per tutta la vita Alison ha amato e temuto suo padre Bruce, un uomo enigmatico, distaccato, perfezionista, che nascondeva molti segreti e sofferenze. Nel suo memoir a fumetti, la Bechdel racconta la distanza tra padre e figlia. Una problematica che potrebbe risolversi quando i due confessano il segreto che li accomuna: l’omosessualità. Questo spiraglio verso una più profonda comunione, però, si richiude drasticamente: Bruce muore, forse per un tragico incidente o forse per un atto disperato.

Jimmy Corrigan, di Chris Ware

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Uno dei graphic novel più apprezzati, discussi e premiati degli ultimi anni. Racconta la storia di Jimmy, un solitario e depresso uomo di mezza età, che si appresta a incontrare suo padre per la prima volta. Jimmy – individuo alienato dal mondo e con una madre sola, con cui è difficile rapportarsi – cerca di fuggire dalla realtà attraverso la sua immaginazione, finendo spesso in situazioni imbarazzanti. Un racconto generazionale, che fa del rapporto padre figlio, un cardine e una chiave per interpretare la vita e la crescita.

Al tempo di papà, di Jiro Taniguchi

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È la storia di Youichi, che affronta il ritorno al proprio paese natale dopo essere andato via di casa quando i genitori decisero di separarsi. Youichi odia il padre a cauda della sua ostinazione nel voler ripagare un debito, cosa che lo costrinse a lavorare giorno e notte e a trascurare la famiglia. Ma nel suo ritorno verso casa il protagonist rivaluterà la figura paterna in un lungo viaggio introspettivo.

Diario del cattivo papà, di Guy Delisle

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Diario del cattivo papà è una raccolta delle strisce con cui l’autore dei reportage a fumetti Pyonyang e Cronache di Gerusalemme racconta la propria vita quotidiana. Al centro di queste piccole gag c’è il suo rapporto coi figli e una visiona acuta e ironica del mondo dell’infanzia. Situazioni divertenti, ma non per questo sempre facili o per forza felici.