Nello studio di Theo

Questa settimana, per la rubrica #tavolidadisegno, siamo entrati nello studio di Theo Caneschi, meglio noto come Theo, disegnatore che ha trovato il successo in Francia lavorando su serie come Il papa terribile – pubblicata da Delcourt in Francia e da Panini Comics in Italia – scritta da Alejandro Jodorowsky. Prima di iniziare a sottoporsi alle cinque classiche domande, l’autore ci ha tenuto a fare una breve premessa.

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Caratteristica principale del mio, anzi dei miei tavoli da disegno è che cambiano nel tempo e si spostano nello spazio! Ho una stanza adibita a studio a casa mia, nella quale ho la mia attrezzatura tecnologica e naturalmente il tavolo da disegno, ma mi è capitato di passare mesi a lavorare su un tavolino da campeggio piazzato nel salone di casa, compresa qualche giornata saltuaria di disegno in giardino.

Da diversi mesi però sono tornato a condividere uno spazio in uno studio di disegnatori ed è lì che passo la maggior parte delle mie giornate di lavoro. Vedere altre persone che, come te, buttano le loro giornate a capo chino su un foglio o uno schermo ha un che di confortante!
Si tratta dello studio Pagliaro-Pieri, a Firenze, nel quale sono andato la prima volta pensando che fosse l’ambiente di lavoro del disegnatore Bonelli di Dragonero. Quello però si chiama Gianluca Pagliarani ma, chiarito l’equivoco, ho visto che anche Alberto Pagliaro era un brav’uomo e quindi sono rimasto. Siamo cinque professionisti impegnati in svariati progetti italiani e internazionali, più due ragazzi che si stanno preparando a iniziare una carriera nel fumetto: da Disney alle serie francesi, fino a realtà italiane come Orfani, stilisticamente la varietà è assicurata. So che molti colleghi amano lavorare in perfetta solitudine e io stesso l’ho fatto per molto tempo, ma adesso non fa più per me.

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A cosa stai lavorando attualmente?

Ho finito da poco il sesto volume di Il Trono d’Argilla (pubblicato in Italia da RW Lineachiara) e sono in attesa della sceneggiatura di Jodorowsky per iniziare il lavoro sul quarto e ultimo volume di Il papa terribile (Panini Comics). Queste settimane di stacco mi sono servite per iniziare ad entrare nel mondo di Murena, la serie storica che Dargaud mi ha affidato e che è ambientata nell’antica Roma. Un ritorno ai classici latini dopo gli anni (lontani) del liceo.

Quali sono gli strumenti e le tecniche che prediligi per disegnare?

Faccio un rapido storyboard e poi delle matite molto dettagliate, anche se in piccolo, delle pagine definitive. Per le tavole finali ho preferito cambiare tecnica per ogni mia serie: pennarelli, matite o pennino-pennello.

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Hai qualche rituale, qualche abitudine prima di metterti a disegnare?

Niente di così codificato: se sono a casa scelgo tra radio o musica dal pc, allo studio disegno spesso senza sottofondo musicale, preferisco scambiare due chiacchiere con i colleghi.

Quali sono gli autori di riferimento? Ci sono libri che devono essere a portata di mano quando disegni?

Ce ne sono moltissimi che ammiro, ma è piuttosto raro che tenga un loro libro sul tavolo come riferimento diretto. Citerei Hermann, che nel “mio” campo, il fumetto storico-medievale, è secondo me il migliore in assoluto. Una cosa che non manca mai sul mio tavolo è il tablet, che contiene ormai il mio intero archivio di documentazione e ha finito per sostituire la maggior parte dei libri che mi serve consultare.

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Chi ha realizzato i disegni appesi al muro?

Nel mio studio a casa non potrebbero mancare i disegni di mio figlio appesi alla parete. Negli anni poi, frequentando i vari festival francesi o belgi, si è creato un “altarino” di souvenir vari!