Focus Guida al binge-reading del Daredevil di Mark Waid

Guida al binge-reading del Daredevil di Mark Waid

Oggi è l’atteso giorno in cui ha esordito la serie televisiva di Daredevil trasmessa da Netflix. Che siate i più grandi esperti del personaggio creato da Stan Lee e Bill Everett o che siate dei neofiti, abbiamo colto l’occasione per prepararvi un’agile guida che vi possa aiutare a leggere tutto d’un fiato il ciclo di storie scritte da Mark Waid fra il 2011 e il 2014, una delle migliori gestioni di Daredevil negli ultimi 15 anni.

daredevil

Numero di albi: 41 (Daredevil vol. 3 #1-36; Daredevil #10.1; Amazing Spider-Man #677; Avenging Spider-Man #6; The Punisher #10)

In Italia: Devil e i Cavalieri Marvel #1-32 (Panini Comics); Amazing Spider-Man #584 (Panini Comics)

Tempo richiesto: Un pomeriggio dovrebbe bastare. Se siete fra quelli che leggono alla sera prima di dormire, in una settimana dovreste cavarvela.

Miglior personaggio da seguire: Devil, e chi altri sennò? Prima di questo ciclo di storie, le cose per Matt Murdock si erano fatte decisamente pesanti: la sua identità segreta era stata rivelata a tutti, era finito in carcere ed era diventato il leader del clan ninja criminale la Mano, col cui aiuto aveva iniziato ad amministrare in maniera violenta e sommaria la propria giustizia all’interno del quartiere di Hell’s Kitchen.

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Il ciclo di Waid coincide con un nuovo inizio per Devil, che abbandona l’eccessiva cupezza delle storie precedenti per tornare (in parte) alle origini. Il suo è un Matt Murdock arguto e meno tetro, quasi più spensierato nella (difficile) gestione della sua doppia identità di giustiziere e avvocato. La cosa interessante sarà scoprire come tutto ciò influirà sui suoi rapporti – coi nemici e soprattutto con l’amico di sempre Foggy Nelson – e sul suo lavoro.

Albi/Saghe che potete saltare: Il Diavolo nei dettagli (in Italia su Amazing Spider-Man #584 e Devil e i Cavalieri Marvel #7) – È il classico crossover fra testate con protagonisti altri supereroi, in questo caso Spider-Man e la Gatta Nera. Waid, come in quasi tutta la sua gestione, scrive una storia dalla forte impronta classica senza che risulti datata e fuori tempo massimo, tanto godibile quanto però trascurabile dal punto di vista del destino del personaggio di Devil, quasi una comparsa al servizio di Spider-Man in questa saga.

L’effetto Omega (in Italia su Devil e i Cavalieri Marvel #10) – Un altro crossover (questa volta con Spider-Man e il Punitore) per cui vale lo stesso discorso fatto sopra, storia piacevole ma assolutamente trascurabile.

Albi/Saghe che NON potete saltare: Daredevil vol. 3 #7 (in Italia su Devil e i Cavalieri Marvel #6) – A parte i due crossover segnalati qui sopra, saltare anche solo una pagina di tutto il resto sarebbe abbastanza stupido. La qualità rimane alta per tutta la run, e scegliere una saga o un albo migliore sarebbe un torto verso le altre.

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La scelta è però ricaduta sulla storia contenuta nel settimo numero perché può essere considerata un perfetto sunto di tutta la gestione Waid (l’albo è anche stato candidato ai premi Eisner 2012 come Miglior numero singolo): c’è umorismo, ci sono i problemi di tutti i giorni e i problemi da eroe, ci sono le due nature di Matt Murdock, soluzioni grafiche accattivanti e uno storytelling di altissimo livello.

Come ogni Natale, Matt Murdock decide di portare i ragazzini più problematici della scuola Cresskill in una gita speciale. Una tempesta di neve, un incidente in autobus e la necessità di portare gli studenti in salvo costringono Matt a lasciar spazio al suo alter ego. Alla fine, tuttavia, saranno i ragazzini a salvare Matt e non viceversa, per una storia dalle tematiche sociali con quel tocco avventuroso in puro Marvel style alla Stan Lee dei bei tempi, declinato negli anni 2010.

Perché leggerlo in binge-reading: In un’epoca in cui la maggior parte delle testate supereroistiche si serve di mezzi putrescenti per tenere vivo l’hype attorno alle proprie storie (morti & resurrezioni! il prossimo maxi-evento che cambierà il volto dell’universo per sempre! cambio di genere/etnia!), Waid ha firmato per quattro anni una serie solida e divertente, fortemente ancorata alla tradizione ma non per questo vetusta o noiosa.

C’è tutto quello che ha reso grandi le saghe Marvel nel corso degli anni (avventura, drammi inter-personali, una spruzzata di umorismo), spogliato però di ogni elemento nostalgico o naif. E soprattutto, Waid ha il grande merito di aver rotto il circolo vizioso che da anni vedeva il personaggio intrappolato in storie cupe e noir, una situazione che, bene o male, durava dalla gestione di Frank Miller degli anni ’80. A questo va aggiunto un comparto grafico di altissimo livello, che ha visto in Paolo Rivera, Marcos Martin e Chris Samnee le proprie punte di diamante. Non a caso nei suoi quattro anni di durata, la serie si è portata a casa la bellezza di quattro premi Eisner (Miglior serie, Miglior albo singolo e Miglior scrittore nel 2012; Miglior disegnatore, a Chris Samnee, nel 2013).

Miglior momento: A costo di diventare ripetitivi: scegliere un solo momento su una gestione lunga 41 numeri non è un lavoro facile. Però difficilmente il commitment necessario per mettersi a cucire sul proprio reggiseno le lettere che formano le parole YOU ARE DAREDEVIL può essere battuto.

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Menzione d’onore per la scena del bacio della sposa al matrimonio mafioso nel primissimo numero: Devil è tornato, e tutti devono saperlo.

Miglior disegnatore: Domanda a cui è più facile rispondere rispetto a questa: perché siamo su questa palla di fango e pietra lanciati nello spazio attorno a una stella destinata a spegnersi tra 5 miliardi di anni?

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Nonostante la presenza di tavole oscenamente spettacolari da parte di Paolo Rivera, Marcos Martin, Mike Allred e Jock, alla fine la spunta Chris Samnee. Il suo tratto classico, ma al contempo molto fresco, si sposa alla perfezione con l’impostazione data alle storie da Waid, a cui vanno aggiunti la notevole capacità di storytelling e la naturalezza nell’adattare il segno alle differenti atmosfere, passando da momenti estremamente solari a tavole più cupe e piene d’ombre.

Miglior tavola: Il potere speciale di Matt Murdock, che gli permette di ‘vedere’ attraverso il resto dei suoi sensi, apre le porte a una variegata scelta di possibili rappresentazioni, molte delle quali spesso spettacolari. Le tavole fra cui scegliere sono quindi molte, soprattutto per quanto riguarda il lavoro di Marcos Martin e Paolo Rivera (Chris Samnee, disegnatore sublime, è il miglior storyteller, ma le sue pagine peccano un po’ in spettacolarità; Mike Allred e il suo adorabile tratto [ultra] pop si sono limitati invece a un [sontuoso] compitino). So, the winner is:

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Vogliamo esagerare? Gianni De Luca incontra Chris Ware, by Marcos Martin.

Miglior Cover: Anche qui la rosa dei candidati era molto ampia. Alla fine l’ha spuntata la copertina del numero 12 realizzata da Paolo Rivera.

Daredevil Mark Waid
È una delle copertine più sexy che si siano viste in giro negli ultimi tempi; guardatele le mani: lentamente viene slacciato un bottone per volta, si avverte quasi la sensazione fisica della sospensione, del piacere nell’indugiare. Menzione d’onore per la cover del numero 35 firmata da Samnee, che ricorda le copertine retro-pulp del nostro Francesco Francavilla.

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