Mauro Boselli e Corrado Mastantuono: la coppia d’oro di Tex [Recensione]

Sul mensile Tex e sulle testate collaterali escono quasi sempre storie scritte e disegnate in modo impeccabile. L’immagine di Tex è basata sulla percezione di una sua immutabilità narrativa e caratteriale. In realtà è il suo pubblico che sostanzialmente non cambia. Al contrario, le storie del nostro ranger preferito non sono più quelle di Giovanni Luigi Bonelli e Aurelio Galleppini. La scomparsa degli autori originari, e recentemente anche del suo rimpianto editore Sergio Bonelli, hanno comportato continue modifiche e innovazioni, introdotte senza enfasi e gradualmente. L’avvicendamento naturale degli autori e l’aumento del loro numero ha prodotto interpretazioni differenti sia delle precise regole che governano il mondo di Tex che dei canoni stilistici di riferimento. Il principale artefice di questo lento processo di ridefinizione nella continuità è Mauro Boselli, sceneggiatore e redattore, co-creatore anche di Dampyr e collaboratore di Zagor.

Le attese dei lettori non sono facili da soddisfare. Non tutti i disegnatori piacciono al pubblico tradizionale, per quanto bravi possano essere. Ma il problema più rilevante è riuscire a trovare modulazioni sempre diverse dello stesso canone: Tex interviene e raddrizza i torti, avvicinandosi per gradi ai principali responsabili, senza alcun timore reverenziale. Boselli sta lavorando molto bene, da anni, grazie a due strategie ben precise: la forte caratterizzazione di tutti i comprimari e la complicità dei disegnatori.

Una tavola del ventunesimo Texone, "Il profeta Hualpai"

Una tavola originale del ventunesimo Texone, “Il profeta Hualpai”

A proposito di disegnatori (poi torneremo sui comprimari), gli ultimi numeri usciti in questi mesi hanno messo nuovamente in risalto Corrado Mastantuono. L’autore romano ha esperienza in diversi ambiti dell’immagine disegnata, dal cartone animato al fumetto. Ma soprattutto è un autore completo nel vero senso del termine, vale a dire che è in grado di praticare generi narrativi diversi con stili adeguati, dimostrando capacità espressive e qualità tecniche di alto livello. Lo certificano i diciotto premi di settore sinora attributi con le qualifiche più disparate: miglior disegnatore umoristico, miglior disegnatore realistico, miglior copertinista, migliore autore tout court. Anche l’elenco delle sue realizzazioni è ampio e vede Mastantuono muoversi a suo agio ovunque, dalla fantascienza su rivista, ai personaggi disneyani, da quelli bonelliani agli albi francesi, evidentemente anche grazie alla piena sintonia con i numerosi sceneggiatori. Una produzione così diversificata non pregiudica la riconoscibilità delle sue opere, caratterizzate da un tratto composito ma molto leggibile, debitore dei classici del fumetto americano, e da fisionomie che tendono alla caricatura ed esprimono con chiarezza gli atteggiamenti dei protagonisti, che sembrano animati da un’energia speciale.

Mastantuono inizia la sua avventura con Tex illustrando lo Speciale Tex n. 21, “Il profeta Hualpai”, scritto da Claudio Nizzi e uscito nel giugno 2007. Pur con qualche discontinuità stilistica, il Texone offre disegni molto convincenti e inquadrature spettacolari, come quelle iniziali che raffigurano la visione del profeta ribelle a cui fa riferimento il titolo. Il disegnatore viene di corsa arruolato definitivamente nello staff texiano e diventa uno dei migliori interpreti delle filosofia narrativa boselliana.

La nuova coppia texiana si presenta con una storia ambientata ancora una volta nel periodo della Guerra di Secessione e suddivisa in due albi: “Missouri” e “I due guerriglieri”, sui numeri 583 e 584, usciti nei mesi di maggio e giugno del 2009. Tex racconta ai suoi pard una vicenda molto complicata, sbrogliata assieme all’amico Damned Dick. Il capitano nordista Dark li incarica di accompagnare e sorvegliare la Compagnia “Jayhawkers” del Settimo Kansas, formazione paramilitare che dietro il paravento delle azioni militari saccheggia, uccide e devasta. Tex si trova in difficoltà. I cattivi si giustificano dichiarandosi al servizio di una buona causa. Tex è abbastanza indipendente, ma deve anche rispettare gerarchie e consegne. Con molta pazienza riesce a dimostrare la doppiezza dei Jayhakers e a liberare addirittura un’intera città, Glendale. Tex rievoca questa storia, perché il comandante di questo gruppo è ritornato a Glendale per compiere una vendetta, alleandosi tra l’altro con l’esponente di un’altra banda paramilitare filosudista. I due albi rappresentano l’ennesimo capolavoro di sceneggiatura: i personaggi gestiti in modo credibile sono letteralmente decine. Gli espedienti narrativi per portare avanti l’azione sono sempre plausibili e i colpi di scena efficaci. Le azioni e le reazioni di Tex sono puntualmente degne del personaggio e della sua tradizione. E ci sono molti dei temi cari a Boselli: il passato che ritorna, l’ambiguità e la crudeltà di alcuni personaggi, le grandi e variopinte bande di criminali, lo spessore umano di Tex e dei suoi pards, la loro straordinaria meticolosità e capacità di concentrazione, il tormento interiore di alcuni cattivi e il destino inesorabile che si compie.

Una pagina disegnata da Mastantuono per il n. 601 di Tex</i<

Una pagina disegnata da Mastantuono per il n. 601 di Tex

Tutto questo è raccontato e illustrato dai neri di Mastantuono, forse un po’ sacrificati dal piccolo formato dell’albo di Tex, che una volta era definito “gigante”. Ma vale la pena soffermarsi sui disegni, o tornare indietro, dopo aver concluso la lettura della storia. Non esistono inquadrature impossibili per Mastantuono. E non esistono limiti al numero di personaggi che può coesistere in una stessa vignetta. La visione d’insieme è sempre prevalente e garantita. Le sequenze sono scorrevoli, pur non mancando i dettagli più disparati, provenienti dai vestiti, dai finimenti dei cavalli o dalle abitazioni. Niente è stereotipato o banale. I primi piani non mancano, ma il disegno di Mastantuono mette sempre in risalto anche in questo caso i dettagli, come gli occhi, le rughe, le pettinature. L’autore si comporta più come un pittore che ritrae, diversamente dal classico disegnatore bonelliano dall’approccio cinematografico. Il disegno non è incisione, ma pennellata e tratteggio, campitura nera e linea improvvisa. Insomma, uno spettacolo.

Tutte questo si rinnova con la storia successiva firmata dai due autori: “I giustizieri di Vegas” e “Duello nel corral”, numeri 601 e 602, pubblicati tra novembre e dicembre 2010. Questa volta,Tex e i suoi pards se la devono vedere con il Sindaco Hoodoo Brown e lo Sceriffo Mysterious Dave Mather, a Vegas, nel New Mexico. Le due autorità locali sono in realtà i capi di una banda che opera in altri territori e si nasconde proprio in città e nei dintorni, fingendo di assicurare la legge e l’ordine. Tex e Carson li conoscevano già e ricordavano i loro metodi sbrigativi. E’ notevole il confronto (frequente nella saga texiana), talvolta anche esplicitamente dibattuto, proprio tra i metodi usati dai falsi uomini di legge e da Tex, accomunati dalla ruvidezza e determinazione che conosciamo, ma giustificati da finalità opposte.

Mauro Boselli non tradisce le regole fissate da Giovanni Luigi Bonelli, diversamente da come ogni tanto ha fatto un altro grande sceneggiatore come Claudio Nizzi, ma le sviluppa, dando loro spessore e continuità. La scelta fondamentale sta proprio nel non limitarsi ad un confronto uno a uno, tra Tex e il grande cattivo di turno, rilanciando invece la competizione tra gli avversari declinati attraverso i gruppi di appartenenza. Nel Tex di Boselli si affrontano in realtà due squadre, in cui possiamo riconoscere e apprezzare ruoli diversi. Le trame si complicano ed è incredibile come lo sceneggiatore riesca a gestire e risolvere con naturalezza tutte le relazioni attivate. Tutto questo è possibile grazie all’immenso talento e alla lucidità di autori grafici come Mastantuono (e voglio ricordare tra i tanti anche Carlo Marcello e Alfonso Font), capaci di dare vita alle decine di comprimari creati da Boselli. Le caratteristiche su cui maggiormente lavora il disegnatore romano interessano il viso: la pettinatura, la barba e i baffi, spesso frequenti. Anzi, sono pochi i personaggi significativi dalla faccia pulita. Ma tornando agli irsuti, spicca la personalità del vecchio coriaceo indistruttibile Kit Carson, nulla a che fare con il vecchio brontolone di tante storie classiche, ma uomo d’esperienza, anzi di mondo… ancora efficiente e micidiale.

La copertina di Claudio Villa per Tex n. 652

La copertina di Claudio Villa per Tex n. 652

L’ultima storia prodotta da questa eccellente coppia si è appena conclusa e si è articolata negli albi 651, 652 e 653, intitolati “Luna insanguinata”, “Charvez il crudele” e “Feticci di morte”. Ancora una volta ritorna un avversario dal passato, un indiano spietato, dotato addirittura di alcune facoltà paranormali, capace di tenere in scacco e massacrare frotte di cowboy e rurales. Una storia dura, in cui, penso per la prima volta, si parla esplicitamente di stupro. Un giovane Tex non riesce salvare in tempo Ada Stark, liberata solo dopo aver subito la violenza di Charvez. L’avventura cede momentaneamente il passo al dramma famigliare. Il figlio meticcio cresce, diventa un ragazzo e viene perseguitato da alcuni abitanti del vicino paese, e successivamente rapito dal vero padre, che lo vuole addestrare all’odio e alla violenza. Tex ritorna in tempo per partecipare ad un’incredibile, massacrante e devastante caccia all’uomo, contro un avversario che sembra indomabile.

Le numerose e affascinanti scene notturne permettono a Mastantuono di dare come sempre il meglio. Si può anche notare una tendenza a rendere più grafico il disegno dall’utilizzo più frequente di contrasti tra gli spazi bianchi e quelli neri. I primi piani sono molto intensi. Tex più che mai primeggia fisicamente, avvicinandosi quasi alla possenza di Clark Kent. Insomma, un altro Tex, che però è sempre Tex. Il “direttore d’orchestra” Mauro Boselli ha trovato nell’artista Corrado Mastantuono l’ennesimo virtuoso “primo violino”, componente di una vastissima orchestra di solisti del fumetto non solo italiano che, considerando tutte le edizioni e le collane esistenti, permettetemi di scriverlo, non ha eguali su questo pianeta.