Tutte le ossessioni di Victor [Recensione]

Chi di noi non ha una propria particolare fobia o ossessione? A chi non è successo di provare a rintracciarne le origini e forse di associarle a un episodio o una persona incontrata nella vita? Le ossessioni, i tic, le nostre manie ci caratterizzano, ci rendono vulnerabili agli occhi altrui, e ci fanno talvolta  risultare insopportabili. Oppure più simpatici, come Victor, il protagonista del nuovo graphic novel di Davide Calì e Squaz pubblicato da Diábolo Edizioni, che di ossessioni ne ha moltissime.

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“Le ossessioni di Victor” – che è anche il titolo essenziale, lapalissiano del libro – sono però legate all’ambito delle relazioni, nello specifico a quelle del protagonista con l’universo femminile. Nelle prime pagine bicromatiche, realizzate a china con la tecnica del tratteggio e completamente diverse dalle altre,  il lettore è trascinato nella recente vita sentimentale del protagonista.

Il libro inizia con l’ultima rottura e un breve excursus  tra le più cocenti  disfatte sentimentali. In un moto di autoanalisi Victor inizia un viaggio a ritroso e racconta in prima persona le sue ossessioni: alla tarda infanzia e all’adolescenza sono dedicate le pagine centrali divise rigorosamente in argomenti.

Con un’accuratezza meticolosa del discorso, e una buona dose di autoironia asciutta e mai autocompiaciuta, Davide Calì traccia un personaggio schietto ma complesso, alle prese con una miriade di oggetti feticcio-racchette da tennis, videogiochi, criceti-legati, nel ricordo, ad altrettante fidanzate impertinenti e amori giovanili che si mescolano nella paranoia personale di dover giustificare la sua inettitudine con le donne.

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Dalla sua Squaz, come sempre poco obbediente a gabbie troppo rigide, approfitta del meccanismo narrativo del ricordo per far saltare le coordinate della pagina: al realismo della composizione talvolta preferisce sfondi a texture, grandi ritratti che si sovrappongono a elementi narrativi ripetuti, campi larghi sulla splash page, tornando poi a una narrazione organizzata per spazi delimitati. Ma questa possibilità non abbatte la ricchezza di dettagli che rende il libro un vero gioiello di realtà contemporanea. Gli ambienti, sebbene rappresentati dal filtro pop sono fedeli restituzioni del mondo vissuto da Victor (un’Italia anni Ottanta, con la panetteria aperta la domenica e i videogiochi dentro al bar/alimentari, il cortile dello stabile di periferia) e colorati con una palette molto varia, che sembra però favorire i toni caldi, probabilmente legati alle emozioni impetuose del protagonista.

Il disegnatore dimostra la sua pressoché totale libertà facendo sfoggio di una grande varietà testuale: nelle inquadrature, per esempio, passa con disinvoltura dai primi piani alla figura intera, si sofferma su dettagli (come mani e piedi) anche completamente slegati dalla figura, senza però mai venire meno all’espressività del protagonista, estendendo questa flessibilità anche ai baloon che hanno forme diverse e irregolari, quando non vengono direttamente eliminati.

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Tra gli aneddoti esilaranti, da segnalare quelli sul mondo del fumetto, sicuramente tra i più spassosi e ritmati, che ci conducono verso la fine del libro, innescando un curioso gioco autobiografico. Nelle facce interiori di copertina e quarta troviamo una summa delle fissazioni, una divisione manichea, ironica nella sua intransigenza, della realtà del protagonista. Certi ormai che non sia un personaggio così tanto immaginario iniziamo a contare e catalogare anche noi le nostre ossessioni…forse accorgendoci che alcune non sono per niente distanti da quelle di Victor.

Tutte le ossessioni di Victor
Davide Calì e Squaz
Diábolo Edizioni, 2015
144 pagine, 15,95 €