Da Wolverine alla ruota dei colori: gli ultimi anni di Herb Trimpe

Herb Trimpe, recentemente scomparso, era diventato famoso disegnando per Marvel un lungo ciclo di episodi della collana The Incredible Hulk. In particolare per il #181 del novembre 1974, in cui fece la sua prima apparizione Wolverine.

hulk181

Non particolarmente apprezzato da molti fan a causa del suo tratto legnoso, Trimpe era comunque lodato per le ottime capacità nello storytelling. L’ultimo periodo della sua carriera era una copia sbiadita dei suoi successi giovanili. A metà degli anni Novanta, durante gli anni bui della Marvel, Trimpe venne licenziato e si ritrovò senza lavoro – a 56 anni e con le rette del college da pagare per i due figli. Finì per tornare sui banchi di scuola, prima all’Empire State College poi alla State University of New York at New Paltz, e, conseguiti i titoli, trovò un impiego come insegnante di arte alla Eldred Central School.

Durante questo lungo periodo tenne un diario, annotando gli accadimenti più rilevanti, «più per ragioni terapeutiche che altro». Nel 2000, Trimpe pubblicò il diario sul New York Times in un articolo intitolato Old Superheroes Never Die, They Join the Real World.

Quelli che leggerete di seguito sono alcuni estratti di questo memoriale: momenti di tensione, paura e rabbia per un mondo che è andato avanti senza di lui, ma anche di speranza. Con il passare dei mesi, Trimpe tocca il fondo e poi, come nelle storie a tre atti che era solito disegnare, trova un insperato riscatto in una nuova professione.

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15 marzo 1995: I Fantastici Quattro sono stati tagliati. Ora l’unica testata che disegno è Fantastic Four Unlimited. Con la riduzione delle pagine, anche il mio lavoro si è dimezzato. Ho chiamato Nel [Yomtov, editor della serie], si è scusato. Ha detto che mi avrebbe procurato dell’altro lavoro per raggiungere la quota delle quattro pagine settimanali, ma le cose non sembrano andare bene. Ci sono stati molti licenziamenti.

1° aprile: Sto cominciando a odiare il mio lavoro. Competere con queste nuove star sta diventando sempre più difficile. Sembra che l’esperienza non conti più.

27 maggio: Ieri ho compiuto 56 anni. Ho fatto domanda per l’Empire State College di New York. Fanno credito a chi ha esperienze di vita o studi indipendenti per persone come me che non possono frequentare le lezioni. Non sono sicuro in che cosa mi voglio laureare. Non arte. Forse storia.

20 novembre: FF Unlimited è stato cancellato. Senza preavviso. Sono andato a New York ieri, tutti gli editor erano o a un meeting o a pranzo. Ho parlato alle risorse umane oggi. La signora sembrava imbarazzata. Mi ha detto che dovrei pensare di ritirarmi. Le ho detto che non mi sarei puntato la pistola alla tempia. Mi avrebbero dovuto sparare loro. Con una famiglia, ho bisogno della copertura sanitaria e di uno stipendio.

8 gennaio 1996: Al lavoro sulla mia striscia a fumetti su una squadra di baseball della minor league. Si chiama Chicken Scratch. Procede a rilento. Forse non sono interessato. Che devo fare? Cerco di convicermi che il cambiamento è positivo e che finirà tutto per il meglio. La confusione è tanta, a volte insopportabile.

7 febbraio: Stamattina sono impazzito, credo sia colpa dell’ansia. Mi sentivo confuso e in preda al panico, come se il mondo si stesse chiudendo su di me. Per il resto della mattinata non ho fatto altro che tremare e incazzarmi. Chicken Scratch è senza speranze. Ho inchiostrato quattro strisce e sono mediocri. Non come mi immaginavo (ma cosa mi immaginavo?).

13 maggio: L’attesa è finita. Sono stato licenziato per posta, via Fed-Ex. Il licenziamento è effettivo dall’8 giugno. Nessun preavviso, nessuna chiamata.

17 maggio: Mi è arrivato un pacco dalla Marvel, oggi. Una pila di carte da firmare in cui giuro di non insultare la Marvel, di non rivelare l’identità segreta di nessun supereroe, di non dire nulla di male su Stan Lee, di non fare casino e altre farneticazioni legali. Se non firmo non riceverò il TFR.

26 giugno: Colloquio con una compagnia che fa memorabilia sportivi e altra roba. Volevano un artista che avesse esperienza di Quark e Photoshop e altra roba al computer. Ehi, posso disegnare degli anelli attorno al vostro illustratore di Adobe! Non sanno o non capiscono.

23 maggio 1997: Andrò alla State University of New York at New Paltz, educazioni umanistiche, per educatori e professionisti per i servizi umani. Metà del semestre lo passerò in una scuola elementare, l’altro in un liceo.

19 gennaio 1999: Primo giorno di scuola, alla Truman Moon School di Middletown. Sono un apprendista insegnante per alcuni bambino dell’asilo e della prima elementare. Greg, il maestro di ruolo che mi farà da insegnante, spiega ai bambini la ruota dei colori. Sono davvero carini. Greg li gestisce bene e loro si comportano di conseguenza. Lo vedo assumere una certa espressione.

8 febbraio: Questi bambini sanno proprio come farmi innervosire. Non mi ascoltano. Be’, alcuni sì. Le punizioni sono severe. Maestro come poliziotto. Non mi piace molto.

1° luglio: Ho mandato il mio curriculum alla Eldred Central School, hanno bisogno di un insegnante d’arte. Questo è il primo di una nuova generazione di curricula in cui non si mettono le date, in modo da non far capire la tua età. Dicono che l’età sia un fattore discriminante.

8 settembre: Primo giorno di scuola alla Eldred. Sveglia alle cinque. Nebbia sulla Route 17. Ci metto più di un’ora ad arrivare, ma il piace il tragitto. Oggi è una giornata di presentazioni. Gli ultimi venti minuti li ho fatti disegnare. I ragazzi sembrano a posto, un po’ sovraeccitati, ma sembra quasi troppo facile.

13 settembre: Lunedì mattina. Cavolo, è presto. Mi sono dimenticato il pranzo, il portafogli e i soldi. Le miei lezioni sono organizzate, la mia vita no. Bruce, uno degli insegnanti, mi ha detto che dovrei mettere le chiavi dell’auto con il portafogli e il pranzo nel frigo. Ha trent’anni di esperienza, quindi ascolto tutto quello che dice.

4 novembre: Oggi sono stato valutato da Ivan, il preside. I ragazzi sono stati bravissimi e non ho nemmeno dovuto corromperli. Dice che gli sembro adatto all’insegnamento. Mi sono sentito parecchio bene.