A scuola con il Dottor Pira

Il Dottor Pira, fumettista membro dei Fratelli del Cielo (ex Superamici), terrà un corso di comunicazione visiva e composizione per illustratori, grafici, fumettisti, fotografi, e per chi ne vuol sapere di più.

Il corso si terrà a Roma, presso lo Studio Pilar in Via Panfilo Castaldi 16, dal 7 maggio al 26 giugno 2015. È composto da 10 lezioni (uno / due incontri settimanali dalle 18.00 alle 20.00) e l’iscrizione costa 200 euro per i primi 5 iscritti, 240 euro per tutti gli altri. Per chiedere informazioni e iscriversi bisogna mandare una mail a: hello@studiopilar.it.

pira

Di seguito, per punti, come è strutturato il corso:

Prima parte: La rappresentazione grafica della realtà e dell’immaginazione

Riprodurre la realtà esterna in due dimensioni è stata storicamente la prima opera di comunicazione visiva, che coincide con le pitture rupestri preistoriche. Attraverso i vari approcci alla rappresentazione del mondo nella Storia dell’Arte andremo a scoprire come gli artisti abbiano sperimentato ed esplorato le leggi della percezione, che sono state canonizzate in seguito attraverso studi scientifici. Grazie a questo processo, abbiamo oggi a disposizione una serie di strumenti che ci permettono di rendere visivamente i concetti che desideriamo esprimere: le leggi della percezione sono la grammatica della comunicazione visiva.

1- Il trucco della prospettiva la rappresentazione prospettica a cui siamo abituati, com’è nata: il Rinascimento.
2- Prima della prospettiva L’Arte Classica, a cui ci si ispirava nel Rinascimento: differenza tra rappresentazione tridimensionale
e bidimensionale. Grecia Antica e decorazione, Egitto e storiografia. Mesopotamia, figurazione del dinamismo. Il Medioevo e la necessità di raccontare storie: le saghe cavalleresche e l’agiografia come sequenze di immagini. L’allegoria: rappresentare la realtà invisibile, o i concetti.
3- Dopo la prospettiva: l’Impressionismo. Se la prospettiva, come diceva Leonardo, non fa che riprodurre il lavoro dell’occhio, cosa si è fatto quando lo stesso lavoro lo faceva la macchina fotografica? L’Impressionismo come studio delle leggi della percezione, ossia quello che succede dopo il lavoro dell’occhio.
4- Art Brut, i misteri della percezione. La ricerca dell’Impressionismo estremizzata dopo i Fauves alla ricerca della spontaneità estrema: Art Brut e Outsider Art come esplorazione dei meccanismi organizzativi della percezione.
5- Percezione dello spazio nell’arte. Altre correnti che hanno approfondito la percezione dello spazio e della luce: il Cubismo e il
Divisionismo, e le loro interazioni con la scienza.
6- Leggi della percezione. Diversi tipi di stimolo, differenza tra realtà e percezione. Le illusioni ottiche: perché vediamo cose che non esistono, e non vediamo cose che esistono.
7- La percezione come processo cognitivo. Cosa fa il nostro cervello per semplificarci il mondo esterno: la riorganizzazione in gruppi, la separazione e la chiusura, e come possiamo usare questi meccanismi per far funzionare meglio tutto.
8- Le leggi della percezione applicate nel mondo che ci circonda. Il Design, com’è nato e perché. Il mondo cambia, come l’hanno preso due scuole simili ma opposte: Art Nouveau e Bauhaus.
9- Itten e le prime teorie del colore Il Farbkreis, i contrasti e complementi di colore, e come si possono usare. Che effetti si ottengono attraverso l’accostamento e le dominanti. Come percepiamo fisicamente il colore.
10- Espressionismo e simbologia del colore. L’utilizzo del colore per esprimere stati d’animo e sensazioni partendo dall’Espressionismo, e la corrispondenza con la simbologia e la psicologia del colore.
11- Comunicazione visiva inesplorata: l’astrattismo e il suono. Quanto di sperimentato artisticamente non è stato ancora sintetizzato scientificamente:
Kandinskij e la sinestesia. Origini della ricerca sinestetica: Athanasius Kircher, il Clavecin Oculaire e
gli organi cromatici dall’800 al 900.
12- Comunicazione visiva inesplorata: l’astrattismo l’armonia Piet Mondrian e la ricerca della proporzione. Corrispondenza tra forma e colore, la ricerca dell’equilibrio di Mondrian come completamento della ricerca rinascimentale. Introduzione all’armonia della forma.

Seconda parte: L’armonia visiva nell’arte e in natura

Grazie alle basi teoriche stabilite nella prima parte del corso, approfondiremo qui le leggi dell’armonia visiva: perché certe proporzioni risultano più piacevoli di altre, perché alcune forme tornano spesso in ogni ambito della natura e in ogni campo dell’arte. L’obiettivo di questa parte è capire le leggi che stanno alla base dell’armonia grafica per poi poterla utilizzare creativamente nell’illustrazione, nella grafica e nella fotografia.

1- La spirale logaritmica in natura. Dai fiori alle piante agli animali, dai tifoni alle galassie, perché si organizza tutto secondo lo stesso tipo di spirale.
2- La fillotassi e le proporzioni degli alberi. Come da due regole semplici si ottengono le forme complesse delle foglie e degli arbusti, e perché si ritrova la stessa organizzazione dal seme, alla foglia e ai rami.
3- La crescita in natura: una proporzione che ritorna sempre. Perché troviamo le stesse proporzioni delle piante anche nel mondo animale, e a cosa servono.
4- L’archetipo visivo: perché certe proporzioni ci piacciono di più. Come certe proporzioni siano insite nell’istinto umano, ed associate alla bellezza e alla piacevolezza.
5- La ricerca dell’armonia: Fibonacci e Bernoulli. Il Numero Aureo come sintesi delle proporzioni classiche, come si ottiene e da cosa deriva.
6- Le altre proporzioni del mondo classico. Diapente, Diapason e Diatesseron: la corrispondenza tra armonia visiva ed armonia musicale.
7- Armonia proporzionale nei manufatti umani. Come e perché si trovano gli stessi canoni proporzionali anche presso culture primitive e non istruite: l’istinto proporzionale come risultante della natura. Dai cesti dei nativi americani ai vasi greci.
8- Lo spazio sacro e lo spazio profano: proporzioni in chiese e templi. Da Stonehenge alle cattedrali gotiche passando per il Partenone, perché si trovano gli stessi canoni proporzionali nonostante le differenze culturali.
9- La misura umana. Dal Rinascimento fino a Le Corbusier, lo studio delle proporzioni umane prima per conoscerne i misteri, poi per costruirci attorno un mondo coerente.
10- Lo spazio armonico. L’architettura come estensione dei canoni proporzionali umani, la corrispondenza tra i canoni classici della Grecia e quelli dei templi buddhisti in Giappone. Come e perché la costruzione geometrica rimane costante attraverso la storia e le culture.