Il murales di Zerocalcare troppo “comunista”: deve essere cancellato

A Montanaro, nel Torinese, il Sindaco è insorto contro un murales nato da un’idea di Zerocalcare per ricordare Giuseppe Prono, il più giovane partigiano del paese, fucilato a Ceres l’8 marzo del 1944.

Il disegno è stato realizzato lo scorso 23 maggio dal collettivo di artisti milanesi Volkswriterz, sul muro della scuola Sandro Pertini di Montanaro, in provincia di Torino.

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Il problema principale del disegno sarebbe il simbolo della brigata Garibaldi, non presente nel bozzetto approvato. «È troppo grande e nel bozzetto originale non c’era. Ho chiesto che venga rimosso perché mi sono arrivate tante lamentele». Ha detto il sindaco Giovanni Ponchia al quotidiano La Repubblica: «L’opera è stata autorizzata per onorare la memoria di un nostro giovane concittadino che è morto per la libertà di tutti. Invece qui qualcuno vuole spaccare il paese che io devo amministrare. Non si può restare fermi ai conflitti di 70 anni fa. Dobbiamo guardare al futuro».

Il collettivo Volkswriter ha scritto una lunga lettera per rispondere alla richiesta del sindaco, affermando di non voler cancellare il murales. Secondo quanto riportato da La Repubblica, Zerocalcare ha preso le difese dei writer: «Li conosco da anni e mi fido di loro sia come artisti sia come persone. Per me quella stella non tradisce il senso del mio disegno, sta anche nella bandiera della brigata Garibaldi di cui faceva parte. La storia è quella e rispettarla significa ricordarla in tutte le sue parti, non estrapolarne dei pezzi per per mettere d’accordo tutti».

L’idea del Sindaco di Montanaro, però, non cambia: quantomeno la stella rossa va cancellata. In un’intervista rilasciata al giornale Nuova Società ha dichiarato: «Sinceramente sono rimasto molto male della lettera che mi hanno scritto i writers in cui dicono che non cambieranno il loro murales. Ora hanno tempo fino al 1 agosto per attuare le varianti al progetto, ma io sono disposto ad incontrarli e parlarci. Mi dispiace che un’opera che poteva essere per tutti è diventato un caso politico».