Japan Expo 2015: l’edizione del ventennale di Evangelion

L’inizio di luglio coincide, ormai da anni, con una della principali manifestazioni di fumetto e cultura pop. “Certo: San Diego Comic-Con!”, direte voi. E invece no. O meglio, non solo. Già, perché se il Comic-Con segna il calendario di luglio in America, in Europa c’è un’altra manifestazione altrettanto imponente, soprattutto per numero di visitatori. Si tratta di Japan Expo, la più grande fiera dedicata alla cultura giapponese del continente (oltre 200.000 visitatori l’anno), che si è svolta dal 2 al 5 luglio presso il Parc d’Expositions di Villepinte, a Parigi.

japan expo locandina

La fiera è giunta ormai alla sua sedicesima edizione ed ha offerto, come di consueto, differenti contenuti e aree tematiche: dal manga all’animazione alle arti marziali, dai videogiochi alla cultura pop, passando per la j-music o persino la musica tradizionale. Inoltre, come ogni anno, accanto a produttori, editori e commercianti vari, non sono mancati numerosi ospiti stranieri che, attraverso conferenze e masterclass, hanno offerto al pubblico belle occasioni di approfondimento o per soddisfare un tot di curiosità sui loro lavori. Impossibile dunque descrivere tutti gli eventi legati alla manifestazione; per questo abbiamo deciso di concentrarci sulle mostre e, soprattutto, sugli ospiti principali: Shigeru Miyamoto (basta un titolo: Super Mario), Ken Akamatsu (Love Hina, ma anche il portale J-Comi) e Yoshiyuki Sadamoto (mai sentito parlare di Evangelion?),

Gli incontri

Sul fronte dei videogiochi il protagonista indiscusso è stato senza dubbio Shigeru Miyamoto, creatore di videogiochi ormai leggendari come Super Mario Bros., Donkey Kong, Legend of Zelda, Star Fox. Considerato lo Spielberg, il Walt Disney – per alcuni, addirittura “il Mozart” – dei videogiochi, Miyamoto ha presentato due nuovi giochi per la console Nintendo Wii U: Super Mario Maker, in uscita l’11 settembre 2015 in concomitanza con il trentesimo anniversario del famoso idraulico in tuta rossa; e Star Fox Zero, attesissimo nuovo capitolo delle avventure spaziali di una volpe antropomorfa, la cui uscita è prevista per il quarto trimestre 2015.

miyamoto nintendo

Se Super Mario Maker consentirà di creare e condividere i livelli del gioco, il nuovo capitolo della serie Star Fox sarà un vero e proprio reboot – intitolato non a caso Zero – e realizzato in sessanta fotogrammi al secondo, per ottenere una maggiore fluidità nei movimenti. Durante la presentazione, lo stesso Miyamoto ha voluto fare una breve dimostrazione “giocando” a Super Mario Maker e canticchiando il tema principale di Super Mario Bros.; il livello di gioco era un omaggio a Pac-Man, appositamente progettato dal creatore di Rayman, Michel Ancel. La masterclass si è conclusa con ironia: Miyamoto ha ringraziato le tartarughe, nemici giurati di Mario tanto divertenti quanto “imbarazzanti da progettare”.

Sul fronte manga, l’ospite d’eccezione è stato Ken Akamatsu, il noto autore di Love Hina. Akamatsu ha raccontato, in particolare, cosa lo abbia spinto a scegliere di diventare un mangaka dall’iniziale desiderio di fare il regista. La sua spiegazione è che in Giappone un mangaka può, in caso di successo, cimentarsi anche con gli anime; inoltre, i registi difficilmente possono avere il controllo su tutti gli aspetti della produzione, mentre i mangaka controllano sia la sceneggiatura e la trama che i disegni. L’autore ha poi chiarito alcuni aspetti della sua celebre serie. L’ambientazione di Love Hina, ha dichiarato, è derivata da un videogioco in cui era centrale l’idea di un luogo in cui si svolgevano le vite private di molti personaggi femminili; in seguito Akamatsu ha voluto adattare questa idea in un manga, seguendo le sue esperienze pregresse: già alcuni suoi lavori precedenti, infatti, mettevano in scena forti personaggi femminili, come ad esempio A.I. Love You. Il fumettista ha poi parlato del suo lavoro più recente, la serie shonen UQ Holder per la quale, dal suo punto di vista, si è concentrato su una narrazione più matura e, per certi aspetti, più cruda. Un progetto che per l’autore affonda le sue radici già in Negima – di cui UQ Holder è un sequel – in cui aveva già iniziato a privilegiare storie d’azione ampiamente incentrate su sequenze di battaglie.

akamatsu

Ma l’aspetto forse più curioso di Akamatsu, e meno noto ai lettori italiani, è che si tratta non solo di un autore di successo, ma in un certo senso di un “agitatore culturale” che ha svolto un ruolo pionieristico nell’evoluzione del fumetto digitale in Giappone. Su sua iniziativa, infatti, è nato debuttando nel 2010 J-Comi (diventato nel 2014 Zeppan), un portale web sul quale sono distribuiti gratuitamente manga fuori catalogo e doujinshi in forma di ebooks DRM-free, con l’autorizzazione degli autori e con il supporto finanziario della pubblicità. Un sito nato da un duplice scopo, che Akamatsu ha ricordato: da un lato per recuperare molte opere del passato, non più commercializzate dagli editori; dall’altro per contrastare la pirateria con una offerta legale, gratuita (tranne alcune eccezioni) e di qualità. Una strategia vincente, a quanto pare, se gli autori sono retribuiti grazie ai profitti – versati loro pressochè per intero – generati da un tradizionale sistema di banner.

Yoshiyuki Sadamoto, character designer della serie animata Neon Genesis Evangelion e autore del manga, è stato l’ospite d’onore per la sezione anime di Japan Expo 2015, anche in virtù del fatto che proprio in quest’anno cade il ventennale della messa in onda del primo episodio. E non solo: il 2015 è l’anno in cui sono ambientate le vicende stesse della serie del 1995.

sadamoto

Nella giornata di sabato 4 luglio, Sadamoto è stato il protagonista di un lungo incontro con i fan, in cui la parola spettava proprio al pubblico: la possibilità di porre domande a tutto tondo … tranne sugli eventuali progetti in corso, naturalmente. Un limite dettato, in primis, da una esigenza molto precisa: la riservatezza intorno a Evangelion: Final, il prossimo film della tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion. Il silenzio stampa riguardava però anche Blue Uru, il sequel previsto de Le Ali di Honneamise; su questo Sadamoto ha però chiarito che il silenzio non deriva da specifiche clausole di riservatezza, ma più semplicemente dal fatto che su questo progetto non c’è ancora niente di definitivo.

Come prevedibile, le domande poste dal pubblico hanno riguardato principalmente Evangelion, con alcune digressioni su ‘antichi’ successi come Nadia o, più in generale, sul percorso che l’ha portato a lavorare alla Gainax (messaggio ai Sadamoto-fan italiani: potrete leggere il testo integrale della conferenza in un prossimo articolo).

Su Evangelion l’autore ha risposto innanzitutto alle domande dei lettori interessati alla sua genesi, ricordando che il lavoro per quel progetto partì dopo un periodo piuttosto critico per la Gainax, nonostante il successo di Nadia, e Sadamoto venne individuato per la scrittura del manga. Ha poi precisato come, all’epoca, non ci sia stato alcun attrito sullo sviluppo del design dei personaggi tra lui e Hideaki Anno, regista della serie animata. «Tutti hanno avuto molto spazio creativo» ha dichiarato Sadamoto, sottolineando come sia stato «molto diverso dal lavoro affrontato, ad esempio, su Summer Wars con Mamoru Hosoda». In questo caso, infatti, il regista fece molta pressione su di lui perché aveva bisogno di disegni definitivi per permettere l’avanzamento nella scrittura della storia.

Per definire i personaggi di Evangelion, Yoshiyuki Sadamoto ha detto di avere avuto a disposizione 2/3 mesi di tempo. Aveva individuato una protagonista femminile, sexy e intelligente e, in origine, voleva che tutti i personaggi avessero tratti molto giapponesi; poi uno sponsor espresse il desiderio di produrre un videogioco, e allora si rese necessario fare delle scelte forti, con contrasti tra colori diversi, per distinguere i personaggi. Proprio in questo contesto è maturata la scelta che ha portato, ad esempio, al contrasto visivo tra Asuka e Rei, la prima rossa di capelli e dagli occhi azzurri, l’altra esattamente opposta nella scelta cromatica. Di fronte a una domanda sul personaggio di Evangelion più amato e su quello che gli piace meno, Sadamoto ha dichiarato la sua preferenza verso il personaggio di Misato, soprattutto per questioni d’età (“non mi dispiacerebbe uscire con lei!”, ha scherzato), mentre il protagonista che gli piace meno è Lorenz Keel, capo della Seele.

Il lavoro sugli Eva è invece quello che ha richiesto maggior tempo, ovvero circa 10 mesi di scambi ricorrenti con il mecha designer Ikuto Yamashita. Gli Eva sono rivisitazioni moderne delle immagini degli oni, demoni tradizionali giapponesi, e sono diversi dai mecha di altre serie del passato, come ad esempio Gundam. Una piccola curiosità grafica, infine: gli Evangelion sono stati i primi personaggi di successo a sfoggiare delle corna rivolte in avanti, oltre che per motivi legati a renderne l’aspetto minaccioso, per omaggiare la tradizione orientale.

Come negli incontri con i fan durante altri festival e fiere, è poi arrivato il momento delle domande sulla nota passione di Sadamoto per le auto (ad esempio, è risaputo che la Renault Alpine A310 guidata da Misato in Evangelion è il tributo dell’autore a Lupin III, dove in un inseguimento si può vedere una Renault Alpine A110). Ma ancora più di certi modelli Renault, Yoshiyuki Sadamoto ha ammesso di essere un grande appassionato di auto Citroën. Come ha raccontato, ne possiede infatti diverse, tra cui una 2CV e una Xantia; e pochi giorni prima di Japan Expo, ha approfittato del suo soggiorno in Francia per farsi un giro da un concessionario d’auto…

Sulla doppia carriera tra anime e fumetto, Sadamoto – già responsabile del design in parecchie altre serie – si è detto ormai sempre meno adatto all’animazione, che richiede molta velocità. Non per niente il suo ultimo lavoro come direttore dell’animazione risale ormai a una decina di anni fa, con il primo episodio della serie di OAV Punta al Top 2! [Diebuster / Gunbuster 2]. Per il suo futuro vede se stesso più come mangaka, e per questo nel manga di Evangelion ha lavorato con grande cura sui dettagli delle singole immagini, necessariamente semplificati nell’anime per rendere più agevole il lavoro degli animatori. “Se avessi voluto realizzare un mio anime lo avrei fatto” ha dichiarato, aggiungendo: ” la fine che ho immaginato per il manga di Evangelion è in realtà molto personale, anche perché non ho avuto indicazioni e limiti da parte dello staff che lavorava sull’anime”. Sul finire della conferenza, interrogato sull’uso del digitale nell’animazione, Yoshiyuki Sadamoto ha affermato che solo il compito dei coloristi si semplifica, mentre quello degli animatori sta diventando più complesso, perché prevede un ulteriore intenso lavoro manuale prima di passare alla lavorazione digitale vera e propria.

Per concludere il resoconto di questo lungo e appassionato incontro con i fan, la nostra nota – un po’ otaku, lo ammettiamo – è che ci dispiace non aver potuto fotografare la nuova capigliatura biondo platino dell’autore. Per una semplice ragione: Sadamoto continua ad essere molto rigido rispetto alla propria immagine, e ha imposto a tutti i presenti il “No Video/No Photo”, come sua abitudine in quasi tutte le apparizioni pubbliche.

evangelion cosplay

Le mostre

Tra le mostre organizzate all’interno della struttura fieristica di Japan Expo 2015 una è stata dedicata al ventennale di Evangelion. L’esposizione per la verità non è stata certo molto ampia, ma va detto che la struttura era piacevole e poco convenzionale: una gigantesca immagine dell’Eva-01 sovrastava i palazzi in cartapesta di Neo Tokyo-3 e, aggirandosi tra le strutture, si potevano scoprire tavole del manga, layout dei film del Rebuild, o fare foto con gli sfondi e la sagome dei vari personaggi.

japan expo

Completavano la mostra gadget dedicati alla serie praticamente impossibili da trovare in commercio in Europa, e una copia tradotta in francese dell’ “Evangelion Proposal”, la ‘bibbia’ contenente le informazioni originarie per la realizzazione della serie.

evangelion japan expo

Le altre mostre, sulle quali non ci dilunghiamo, erano dedicate a Hiromi Arakawa – la mangaka di Fullmetal Alchemist, Silver Spoon e Arslan Senki – e a Shichiro Kobayashi, art director di numerosi anime di successo tra cui Il Castello di Cagliostro, L’incantevole Creamy, Utena e Berserk. Interessanti, ma penalizzate dallo stesso limite: spazi espositivi piccoli, e quindi pochi materiali da visionare.

Un’ultima curiosità vista a Japan Expo 2015 riguarda il progetto tuttora in corso di Hideaki Anno, ovvero la Japan Anima(tor)’s Exhibition (ne scrivemmo qui). Mentre giravamo i padiglioni, tra stand di artigianato tradizionale e cucina giapponese, tra agenzie di viaggi per Hakone o Okinawa e palchi su cui si esibivano artisti vari (ballerini, idol, suonatori di taiko, maestri di arti marziali…), ci siamo imbattuti in un piccolo stand dedicato a questa interessante rassegna online di cortometraggi curata da Anno, e in cui veniva proiettata una selezione delle opere. Un progetto affascinante – il cui logo è stato disegnato nientepopodimenoche da Hayao Miyazaki – che ha offerto visibilità a decine di giovani talenti, investendo sul futuro dell’animazione nipponica.

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Sebbene Anno non abbia diretto nessuno dei corti, sulla breve rassegna aleggiava lo spirito di Evangelion, sia grazie ad alcune citazioni e omaggi, sia grazie a un paio di cortometraggi esplicitamente dedicati al capolavoro di Anno e Sadamoto. Un buon modo per respirare il clima di questo speciale “anno evengeliano”, che Japan Expo non ha mancato di mettere in evidenza.