Recensioni Novità Una Roma emotiva. Al sole come i gatti, di Marta Baroni

Una Roma emotiva. Al sole come i gatti, di Marta Baroni

Devo confessare di essere rimasto un po’ spiazzato dalla lettura di questo libro. Inevitabilmente ci avviciniamo tutti a un’opera con una serie di “pregiudizi” (nel senso più neutrale possibile del termine), dati da quanto abbiamo avuto modo di vedere in anteprima, o di leggere a riguardo.

In questo caso, facendo il volume parte della collana “Le città viste dall’alto” di Bao Publishing, mi sarei aspettato qualcosa in linea con le precedenti uscite (Simeone, Madrigal, Sualzo, Pellizzon…): una storia ‘forte’, ambientata in un contesto cittadino che fa da sfondo ma che talvolta diventa, se non protagonista, elemento comunque rilevante ai fini della narrazione.

Leggi l’anteprima di Al sole come i gatti.

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Il libro della Baroni invece ribalta la prospettiva, trasformando la città in cui si muovono i personaggi, Roma, nella vera protagonista della storia. Non so neanche se di vera e propria storia si possa parlare, perché il filo narrativo che si dipana attraverso le pagine è molto sottile: la protagonista dichiarata, che è l’autrice stessa, è alle prese con la partenza per un viaggio che la porterà a trasferirsi lontano dalla propria città natale. Le chiacchiere di introduzione e “flirting” con un ragazzo conosciuto in treno sono infatti il pretesto per raccontare la propria infanzia e adolescenza nell’Urbe.

La vicenda insomma diventa presto una sorta di “guida emotiva” alla capitale, partendo dalla Garbatella (luogo dell’infanzia), e poi espandendosi progressivamente fino a coprire tutti i principali quartieri urbani, come se la voglia di esplorazione del mondo tanto cara all’adolescenza fosse prima di tutto un’esplorazione geografica.

Il racconto si sviluppa per cerchi concentrici, man mano che la protagonista guadagna nuovi territori: ciascuno di essi è descritto e mostrato attraverso un mix di esperienze vissute personalmente, dati storici, miti e leggende, sia antiche che contemporanee. Il tutto raccontato attraverso un abbondante uso di didascalie (che però hanno il merito di non appesantire mai troppo la lettura), e con un segno grafico molto sintetico che, per quanto funzionale, mostra un po’ di debolezze quando l’autrice sceglie di usare singole tavole come splash page in cui è raffigurato un singolo volto o una singola figura. Incertezze che si notano anche nella raffigurazione di alcuni panorami, in cui la scelta tra figurativismo e astrattismo, sintesi e descrizione, non sembra del tutto risolta.

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In definitiva un’autobiografia d’infanzia (che sembrerebbe quasi adatta a far parte della collana “Gli anni in tasca Graphics” di Topipittori, dove hanno pubblicato le proprie storie Giulia Sagramola, Lorenza Natarella, Michele Petrucci, Tuono Pettinato…) e un atto d’amore verso Roma: a libro concluso, la sensazione che rimane al lettore è proprio il grande sentimento che l’autrice prova nei confronti della propria città.

La stranezza, per me, è stata leggere il fumetto della Baroni a pochi giorni dalla scomparsa di Remo Remotti, poeta, attore e artista a tutto campo, famoso, tra le altre cose, anche per il noto monologo “Mamma Roma, addio”. E questo mi ha reso impossibile non mettere a confronto i due approcci: tanto Remotti fa emergere i suoi forti sentimenti nei confronti della città per contrasto, presentandone brutture, idiosincrasie e contraddizioni, quanto Marta Baroni decide invece di mostrarci l’aspetto più solare e positivo, e visto il titolo della propria opera, forse non poteva che essere così.

baroni20Mi chiedo però se sia giusto, o se il punto di vista adottato possa essere considerato un limite di Al sole come i gatti: l’ingenuità, la carica e la freschezza della giovane età della protagonista nascondono o evitano di esplorare nel corso della narrazione ogni possibile conflitto o punto oscuro, che in una città come Roma non mancano di certo.

L’effetto è quindi quello di offrire una visione della capitale ai confini dell’elegia, lontana dal realismo disilluso di tanto cinema, televisione o letteratura (e sarebbe interessante riflettere sulla sintonia e le differenze con lo sguardo di Stefano Piccoli in Kuore nella notte, altro graphic novel Roma-centrico). Ma forse sarebbe chiedere troppo, o semplicemente qualcosa che non può essere, a questo libro, che rimane una sorta di favola a Roma, di Roma e su Roma.

Al sole come i gatti
di Marta Baroni

Bao Publighing, 2015
152 pagine, 15€

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