L’estate scorsa di Paolo Cattaneo: iniziazione giovanile e memorie condivise

Dev’essere per quella condizione tutta italiana di eterna provincia e di infinita periferia, con le città dai confini stretti presto confusi con la campagna, a rendere il ricordo dell’infanzia così spesso percepito come delimitato da contorni distorti, incerti. Quando un momento di libertà ed evasione giovanile come l’estate rappresenta un ideale incontro tra cemento e natura, in un continuo valicare quotidiano del limite tra città e periferia, il passato ritorna come memoria di vecchie lotte quotidiane, segnate da dettagli rimasti in mente spesso senza particolare ragione, ma ormai indelebili.

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Paolo Cattaneo in L’estate scorsa racconta proprio questa sensazione di disagio primo-adolescenziale, vista dagli occhi di chi quel momento lo ha passato, da non troppo tempo da averlo dimenticato o idealizzato, ma da abbastanza tempo da averlo assimilato ed elaborato.

Un gruppo di ragazzini viene ritratto in quel brufoloso periodo di scoperta, in cui le vacanze estive sono occasione di fuga e scoperta individuale o di gruppo. Allontanarsi dal paese o dalla città, verso la campagna, è momento di iniziazione alla vita, lontano dagli sguardi di genitori, insegnanti e adulti.

Daniele, Ale, Benny, Christian e Titti hanno quindici anni nel 1997, abitano a Genova, ma questo è un dettaglio tutto sommato di poco conto, lo si intuisce semplicemente dal paesaggio; delimitata da tutta una serie di dettagli, la storia è ambientata semplicemente in Italia, e avrebbe potuto aver luogo ovunque. I cinque fanno quello che fanno tutti i ragazzi d’estate i ragazzini della loro età, e quando stanno in casa o escono con i parenti si annoiano a morte; quando sono con gli amici se ne vanno in giro, con quel leggero sollievo che da una fuga a breve distanza dalla realtà e da quelle oppressioni che si comincia a non essere più tanto giovani da poter evitare.

Nei loro pomeriggi estivi i ragazzi trovano un camion abbandonato e distrutto, lo esplorano, vi fantasticano un po’ intorno, con ingenuità, timore e fascinazione per il pericolo. Si ha sin dall’inizio la sensazione che qualcosa intorno a quella scoperta nasconda del pericolo, ma non ci sono mai abbastanza indizi per capire quanto il pericolo sia grave. Mentre il racconto mostra frammenti di vita quotidiana dei ragazzi, c’è altrettanta attenzione nel descrivere sia un contesto familiare condiviso, che, il passato di uno dei personaggi, Daniele, tramite flashback. Il suo passato apre la storia, e la chiude; fa da filo conduttore, come una presenza ignota nel contemporaneo, ma sempre viva, rappresentata metaforicamente da una cometa e dal suo passaggio, ma materialmente dal camion caduto.

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Per quanto l’avventura fulcro del racconto sia emozionante, emotivamente complessa e ben architettata nel suo rivelarsi senza prevedibilità in ogni risvolto (tanto che più di una lettura è quasi d’obbligo), ad appassionare e richiedere altrettanta attenzione e trasporto è quel contesto che Cattaneo crea con minuzia quasi morbosa, ma di certo sincera. In L’estate scorsa l’ambientazione è protagonista. Il racconto corale non è tale solo perché i protagonisti sono un gruppo, ma anche perché tutti i dettagli – che appaiono in vignette piccole con inquadrature strette – sono talmente parte di uno scenario sfaccettato e realistico da narrare anch’essi. Il focus sui dettagli narra un periodo (sia della crescita che sociale) e un ambiente, ma anche una classe sociale (popolare, comune).

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Chiunque abbia vissuto negli anni ’90 può riconoscere qualunque elemento presente intorno ai personaggi, e Cattaneo a questo ci tiene, lo si capisce dalla minuzia con cui rappresenta ogni sfondo. Che sia un’auto o uno zaino o un bicchiere di quelli della Nutella, tutti gli oggetti paiono inspessiti nelle forme da una identità propria. Questa sorta di continuo memorabilia non è mai compiaciuto, proprio perché tutto è al suo posto, dove lo avevi lasciato anche tu, adolescente negli anni ’90. Io e l’autore siamo quasi coetanei, ne deduco; e ciò mi fa quindi pensare che questo livello di lettura “storico-pop” possa invecchiare facilmente o non essere apprezzato da lettori di età particolarmente diversa dalla nostra. Ma quel racconto principale su cui si sviluppa il libro è talmente ben orchestrato, che sono convinto che anche cogliendo non tutti i riferimenti la storia scorra con raffinata naturalezza, forte dell’efficacia del suo crudo realismo.

L’estate scorsa
di Paolo Cattaneo
Canicola edizioni, 2015
208 pagine, 17 €

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