Nello studio di Alice Milani

Alice Milani è una illustratrice e fumettista pisana membro del collettivo La Trama (di cui fanno parte anche Silvia Rocchi, Viola Niccolai e Francesca Lanzarini). Questo autunno esce con un graphic novel per Becco Giallo di cui ci parlerà nella intervista, mentre sta per concludersi il crowdfunding dedicato al nuovo progetto di La Trama, all’interno del quale l’autrice pisana ha realizzato un fumetto a quattro mani con Tuono Pettinato (a QUESTO LINK la campagna e QUI una anteprima).

Leggi anche: Il crowdfunding di La Trama per Coppie Miste #3, intervista ai 10 autori

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A che progetto stai lavorando attualmente?

Ho appena finito un libro a fumetti per Beccogiallo, si intitolato Wislawa SzymborskaSi dà il caso che io sia qui, dedicato alla figura dell poetessa polacca Wislawa Szymborska, vincitrice del Premio Nobel nel 1996. Uscirà tra pochissimo, il 22 ottobre.

In questi giorni invece c’è grande fermento in studio perché con La Trama stiamo chiudendo il progetto collettivo Coppie Miste #3. È una collana di cinque libri scritti e disegnati da cinque coppie di autori durante una residenza svoltasi in questa casa nel mese di agosto. I libri saranno stampati grazie ad una campagna di crowdfunding che terminerà proprio in questi giorni. Come ogni anno noi della Trama, che siamo tutte grandi appassionate di incisione, stampiamo a mano le sovracoperte dei libri a partire da matrici di linoleum. In cinque giorni riusciamo a stampare 1000 copertine a due colori: grossissimo sforzo fisico ma anche motivo di grande vanto.

Inoltre ho cominciato a lavorare ad un fumetto a quattro mani con Silvia Rocchi ispirato ad un viaggio fatto insieme, che dovrebbe uscire nel 2016.

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Che strumenti e tecniche usi per disegnare?

Uso tempere, matite morbide, grafite e gessetti. Ritocco al computer il minimo indispensabile. Nell’ultimo libro ho sperimentato la tecnica del collage, perché la poetessa di cui disegnavo la biografia amava comporre cartoline con ritagli di giornali e riviste, così ho pensato di rendere omaggio alla sua vena surrealista.

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Hai delle abitudini da rispettare prima di metterti al lavoro?

Nessuna in particolare. Faccio orari d’ufficio, cerco di mantenere un ritmo di vita regolare (salvo quando vado ad un festival con La Trama). L’importante è concentrarmi: nel mio studio non prende internet, così nessuno mi distrae. Fuori dallo studio ho bisogno di mangiare cibi molto calorici e praticare sport estremi.

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Xilografie appese


Quali sono per te gli autori e le opere di riferimento?

Ho letto tanto Gipi quand’ero ragazzina. Veneravo Daniel Clowes per il suo sarcasmo, Adrian Tomine per le sue atmosfere inquietanti, Chris Ware per le sue tavole a lettura complessa, piene di quadratini e di personaggi malinconici. Sono una grande fan di Giacomo Nanni e Alessandro Tota, compravo sempre Canicola.


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Quella camicia sembra disegnata da te, è così?

Sì. In una scena di otto tavole in collage, nel fumetto sulla Szymborska, volevo che lei diventasse un personaggio di uno dei collage che stava componendo. Avrebbe dovuto dare indicazioni ad una troupe cinematografica come se fosse una regista. In fondo quando si crea un collage è quello che si fa: si mettono in scena dei personaggi di carta. Non disponendo di foto della poetessa da giovane nelle posizioni che mi servivano ho dovuto usare me stessa come controfigura. Avevo bisogno però di portare la stessa camicia che avrebbe portato Wisława nella scena successiva, quindi ho dovuto dipingere una camicia di scena grazie alla quale il lettore mi avrebbe identificato con lei.

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Un torchio calcografico