Recensioni Novità La vocazione del viaggio, e del fumettista: ‘Marco Polo’ di Tabilio

La vocazione del viaggio, e del fumettista: ‘Marco Polo’ di Tabilio

Marco Polo. La via della seta è il primo romanzo a fumetti di Marco Tabilio, un giovane autore emergente – classe 1987 – formatosi presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna (vera fucina di talenti degli ultimi anni, per quanto riguarda il fumetto “d’autore”) che, con questa interessante opera prima, inizia a farsi notare ‘sul serio’, dopo avere partecipato a numerosi progetti indipendenti, fra i quali una mostra al Comicfestival 2014 di Amburgo e alcune autoproduzioni.

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Come noteranno i lettori ‘abituali’ delle produzioni BeccoGiallo, il volume si discosta notevolmente da alcune consuetudini editoriali della casa editrice. In primis il progetto grafico, che non presenta in copertina il solito “box” dedicato a titolo e autori, bensì lascia spazio all’illustrazione di un mappamondo medievale a cui si accompagna il titolo. Anche il formato è diverso dal solito, ovvero più grande (17×24 cm). Due aspetti che ne fanno un prodotto editoriale elegante e raffinato, pur nella sua semplicità. Un’altra differenza dal catalogo BeccoGiallo è che il volume non presenta il solito ampio apparato di testi a supporto della narrazione – approfondimenti giornalistici, analisi storiche, testimonianze, cronologie – ma si limita a una breve biografia di Marco Polo e ad alcuni stringati riferimenti bibliografici.

Se cito quest’ultimo elemento è perché un limite che ho riscontrato, talvolta, nel catalogo dell’editore padovano, risiede nel fatto che le storie a fumetti, che dovrebbero essere la parte importante – fondamentale – del libro, finiscono per essere poco più che il contraltare grafico alla parte redazionale, indebolendo così la visione autoriale: l’interpretazione dei fatti narrati (siano essi di cronaca o biografici) rischia perciò di rimanere assoggettata a una mera riproposizione degli eventi, rinunciando a dare centralità assoluta alla pura trasfigurazione narrativa. È un’opinione puramente personale, ma non credo che questo approccio faccia un gran bene al fumetto, inteso come linguaggio in grado di fornire una lettura autonoma e olistica della realtà.

Se sottolineo questo aspetto, tuttavia, è anche perché trovo che il Marco Polo di Tabilio, al contrario, riesca pienamente in quest’ultimo intento. È un’opera che non necessita di “stampelle” informative per essere pienamente compresa e goduta: è un’opera autosufficiente, che fornisce una propria interpretazione (giusta o sbagliata che sia) e, in definitiva, è quello che un fumetto – anche un cosiddetto “fumetto di realtà” – deve essere.

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Le avventure di Marco Polo, originariamente raccontate ne Il Milione, potrebbero riempire decine di volumi a fumetti, quindi occorre fare delle scelte: l’autore decide di evitare la riproposizione cronologica della vita del mercante veneziano e di optare per una narrazione che alterna costantemente i piani temporali, permettendogli di sottolineare tutti gli snodi cruciali nelle vicende del protagonista.

Il presente della narrazione coincide con l’incontro tra Rustichello da Pisa e Marco Polo nelle prigioni genovesi, dopo la battaglia di Curzola dell’8 settembre 1298, in cui i veneziani subiscono una sanguinosa sconfitta. Rustichello sarà colui che convincerà Marco Polo a trascrivere le proprie gesta, e che darà loro una prima forma scritta. A partire da lì è un continuo passaggio tra il presente, ossia l’evoluzione del rapporto tra Marco e Rustichello (che rappresenta anche il lato più comico del fumetto, oltre che una riflessione su cosa significhi raccontare, e sui confini non sempre chiari e definiti tra realtà e finzione), e il racconto in senso cronologico delle principali tappe del viaggio di Marco Polo, che parte con un Marco adolescente a Venezia, e giunge fino alla Cina del Kubilai Khan, di cui Marco, ormai uomo, diventerà ambasciatore, consigliere e amico. Viaggio che è inevitabilmente anche un percorso di formazione, come chiosano a un certo punto nella storia due draghi parlanti, rivolgendosi extradiegeticamente al lettore:

– “Mi piace che il personaggio principale cambi.”
– “Il personaggio principale?”
– “Saresti tu. L’evoluzione del protagonista è bene. Volge il tutto verso il romanzo di formazione.”
– “Verso cosa?”
– “Romanzo di formazione.”
– “Non ho mai capito se il romanzo di formazione forma chi legge o chi viene letto.”

C’è spazio anche per il non detto, per ciò che si sceglie di non raccontare ma solo di suggerire tra le righe (o meglio tra una vignetta e l’altra, nello spazio bianco). Forse perché è anche più importante di quanto può essere tramandato, e quindi deve essere preservato, tenuto segreto: cioè l’impossibile storia d’amore tra Marco Polo e la bella Kökechin, promessa sposa dell’Ilkhan della Persia, parente e vassallo del Grande Khan.

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Tabilio racconta le vicende di Marco Polo attraverso un segno minimale, una linea chiara ed estremamente sintetica che richiama un’idea astratta di illustrazione medievale, più che l’illustrazione medievale vera e propria, e che permette di rappresentare in un universo visivo coerente luoghi e personaggi e alternarli con mappe, simboli, bestiari e iconografie propri del periodo storico. Anche il ritmo della narrazione è costruito con intelligenza, alternando tavole impostate con una griglia regolare e serrata a splash page che fanno respirare la lettura, sospendendo il tempo e sottolineando alcuni momenti significativi.

In generale, la difficoltà del protagonista di ricondurre a parole comprensibili a Rustichello le meraviglie vissute in anni di viaggi è anche la difficoltà dell’autore di fumetti nello scegliere cosa mostrare, cosa omettere, e come farlo. Il racconto stesso per immagini può essere considerato un viaggio (nel tempo quanto nello spazio) e come dice Niccolò Polo al figlio Marco: «È come una malattia. Se hai provato una volta ti monta una febbre dentro. Non puoi fermarti. Devi ripartire.» Il che mi sembra, in fin dei conti, un buon modo per descrivere anche la vocazione del fumettista.

Marco Polo. La via della seta
di Marco Tabilio
BeccoGiallo, 2015
208 pagine, 18,00 €

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