Il coming-out dell’Uomo Ghiaccio, e quelle parole importanti difficili da dire

«Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono quelle di cui ci si vergogna, perché le parole le immiseriscono, le parole rimpiccioliscono cose che finché erano nella vostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori».

Con questa frase Stephen King apre il racconto Il corpo, tratto dalla raccolta Stagioni Diverse. Un concetto profondo, che definisce perfettamente l’atmosfera che traspare dalle pagine del numero 600 di Uncanny X-Men, pubblicato la scorsa settimana negli Stati Uniti. Un albo che si attendeva ormai da sei mesi, in cui l’Uomo Ghiaccio teenager ammette davanti al suo sé stesso adulto di essere gay, facendo fare di conseguenza un involontario coming-out anche all’altro sé stesso.

Ecco allora che le parole nascoste di tanti lettori di fumetti sono improvvisamente uscite fuori. Alcuni addetti ai lavori, giornalisti e lettori della comunità gay hanno vissuto molto personalmente questo evento, scrivendo decine di articoli e centinaia di commenti, ricordando il loro coming-out e la resa dei conti con loro stessi.

Il faccia a faccia tra Bobby Drake e il suo alter-ego, con l’ammissione definitiva della propria omosessualità, era un qualcosa che i lettori Marvel e la comunità gay ormai aspettavano da tempo. La confessione arriva in un punto della storia in cui la formazione iniziale degli X-Men degli anni Sessanta (Bestia, Jean Gray, Uomo ghiaccio, Angel e Ciclope) si ritrova nel futuro faccia a faccia con i propri alter-ego adulti. I giovani X-Men sentono la necessità di supportare le loro controparti e aiutarli a migliorare ciò che di loro si è perso nel corso degli anni.

La prima ammissione di omosessualità dell’Uomo Ghiaccio era avvenuta lo scorso aprile in All New X-men #40 quando l’X-Man teenager si era ritrovato faccia a faccia con Jean Gray.

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«Bob su dai dillo..» lo sprona Jean.

«Cosa?»

«Tu sei Gay!»

«Come?? Perché lo stai dicendo?»

«Perché posso leggerti nel pensiero».

Bob allora inizia a chiedersi come possa essere gay se il suo corrispettivo adulto non lo è. Jean Gray semplicemente gli risponde: «Chiediglielo».

Nasce da qui la lunga attesa che si è conclusa la settimana scorsa con l’uscita di Uncanny X-Men #600 e con la pubblicazione delle tre pagine più intense dell’albo, sicuramente tra quelle di maggior impatto nella storia degli X-Men, e forse dei supereroi tutti. Lo sceneggiatore Brian Michael Bendis e il disegnatore Mahmud Asras hanno dato essenzialità ai dialoghi, profondità negli sguardi dei protagonisti e un realismo così intenso da colpire i lettori di tutti gli Stati Uniti.

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«Ciao vecchio Uomo Ghiaccio» dice il giovane Bobby Drake al suo alter-ego.

«Cosa ci fai qui? E cosa ci fa la giovane Jean Gray assieme a te?»

«É qui per supportarmi perché devo parlarti».

«Supportarti? Ma cosa stai dicendo? Siamo la stessa identica persona. Mi hai scambiato per un assassino che vuole farti fuori? Credo che a volte il desiderio di fare qualcosa diventi troppo schiacciante per te…».

«Sono gay!» taglia corto il giovane Bob. «Questo significa che lo sei pure tu… Posso capire il fatto che tu lo abbia nascosto in passato, ma non riesco a capire perché stai continuando a nasconderlo anche adesso».

Segue una sequenza di due vignette: la prima inquadra il pavimento e le scarpe dell’Uomo Ghiaccio adulto, la seconda inserisce nella stessa inquadratura una lacrima ghiacciata che cade e rimbalza sul pavimento.

«Perciò sei mutante e gay – dice il Bob adulto asciugandosi le lacrime – come ti senti a riuscire a tenere le due cose insieme meglio di me?»

Bendis, parlando del coming-out del giovane Uomo Ghiaccio in All New X-men #40, aveva dichiarato: «In questa storia ci sono dentro poteri psichici e viaggi nel tempo, perciò non è un coming-out normale, ma c’è qualcosa in cui un po’ tutti quelli che hanno vissuto quest’esperienza possono rispecchiarsi. […] Ma ora c’è da capire perché il giovane uomo ghiaccio ha fatto coming-out e quello adulto no. In Uncanny X-Men #600 cercheremo di dare una risposta a questa domanda, e di far capire che peso rappresenta per il vecchio Bobby». E la risposta, la scorsa settimana, è arrivata. In tutta la sua potenza emotiva.

«Le cose più importanti giacciono troppo vicine al punto dov’è sepolto il vostro cuore segreto. E potreste fare rivelazioni che vi costano per poi scoprire che la gente vi guarda strano, senza capire perchè vi sembrava tanto importante da piangere quasi mentre lo dicevate. Questa è la cosa peggiore secondo me, quando il segreto rimane chiuso dentro non per mancanza di uno che lo racconti, ma per mancanza di un orecchio che sappia ascoltare». – Stephen King