Quando Alan Moore scrisse Star Wars

Forse non tutti sanno che Alan Moore ha scritto alcuni fumetti di Star Wars. È successo all’inizio degli anni Ottanta, qualche tempo prima che diventasse un autore di culto grazie a opere come Watchmen e V for Vendetta. In quel periodo Moore aveva da poco cominciato a lavorare nell’industria del fumetto. Tra le sue prime esperienze ci fu quella alla Marvel UK, filiale britannica di Marvel Comics, per cui realizzò alcune storie di Star Wars. Queste uscirono su The Empire Strikes Back Monthly e Star Wars Monthly, rispettivamente terza e quarta incarnazione della testata Star Wars, pubblicata in Gran Bretagna da Marvel UK e dedita a ristampare le storie americane più qualche sparuta produzione originale.

Moore sceneggiò cinque storie brevi tra il novembre del 1981 e il giugno del 1982. I fumetti furono scritti appena prima della distribuzione nelle sale de L’impero colpisce ancora, ma la loro continuità narrativa è apparentemente del tutto slegata sia dalla saga cinematografica che da altri adattamenti.

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Alan Moore

Moore aveva una scarsa conoscenza di Star Wars e per compensare le sue lacune inserì nelle storie alcuni temi a lui cari, tra cui demoni lovecraftiani, culti religiosi e misticismi di vario tipo; argomenti che ritorneranno ciclicamente nei lavori successivi. In seguito, ha ammesso di non avere mai avuto particolare interesse per Guerre Stellari che, peraltro, ha sempre trovato noioso. Tuttavia, in quel periodo, era in ristrettezza economica e aveva bisogno di soldi, quindi accettava di buon grado qualsiasi lavoro che gli permettesse di sbarcare il lunario. «Cercavo di divertirmi il più possibile con personaggi che non mi attraevano affatto, ma a quei tempi era una strategia assai comune», commentò Moore in un’intervista pubblicata sul volume Le straordinarie opere di Alan Moore (Black Velvet, 2011). «Non rifiutare niente. Se si tratta di qualcosa che non è di tuo interesse, allora usalo per creare qualcosa di intelligente che possa diventarlo». Per questo creò personaggi nuovi di zecca, spesso mai più utilizzati in nessun’altra storia della saga, e trame piene di situazioni bizzarre.

Queste cinque storie di Alan Moore per Star Wars sono inedite in Italia, ma sono disponibili in un paio di riedizioni americane: Classic Star Wars: Devilworlds #1 e #2Star Wars Omnibus – Wild Space Vol. 1. Vediamole nel dettaglio:

The Pandora Effect (The Empire Strikes Back Monthly #151, 1981)

La prima storia di Moore per Star Wars è disegnata da Alfonso Buylla e, con le sue 15 pagine, è anche la più lunga di tutte. Han Solo, la Principessa Leia e Chewbacca incontrato lo spietato Vor Childermoss, capitano di una nave pirata che insegue il Millennium Falcon fino nell’Hellhoop, una zona dello spazio apparentemente maledetta, in cui le navi scompaiono per sempre.

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A questo punto tutti i protagonisti vengono catturati dai Cinque, una setta religiosa che vive nell’Hellhoop torturando e sacrificando persone a oscuri dèi con nomi come il Verme-Anima e la Signora con il cuore di Locusta. Vor Childermoss viene ucciso insieme a tutto il suo equipaggio. Han Solo e Leila finiscono in cella, mentre Chewbacca viene incatenato. Questi, dopo essersi liberato, scatena l’ira di Wutzek, un demone dalla forza incalcolabile imprigionato dai Cinque molti secoli prima. Wutzek uccide la setta, permettendo ad Han Solo e compari di scappare a bordo del Millennium Falcon.

Tilotny Throws a Shape (The Empire Strikes Back Monthly #154, 1982)

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Dopo essere stata costretta ad atterrare su un pianeta sconosciuto, la Principessa Leia cerca di scappare da tre soldati imperiali che la inseguono. Mentre è in fuga incontra quattro spiriti, esseri astratti e onnipotenti, che stavano discutendo sulla forma corporea che avevano assunto. Tra questi c’è Tilotny, che essendo il primo di loro ad aver assunto una forma crede di aver anche creato il mondo circostante, così come Leila e i tre soldati imperiali arrivati all’improvviso. Dopo una serie di discussioni, tre degli spiriti decidono di uccidere i mortali, mentre il quarto, Splendid Ap, li riporta in vita. Non avendo ben chiaro il concetto dello spazio e del tempo, però, Splendid Ap spedisce per sbaglio i tre soldati imperiali ottomila anni nel passato.

Dark Lord’s Conscience (The Empire Strikes Back Monthly #155, 1982)

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L’ultima pagina della storia “Dark Lord’s Conscience”, che non fu stampata per errore

Questa è l’unica storia di Star Wars scritta da Alan Moore in cui compare Darth Vader. Il Signore Oscuro dei Sith è invitato a giocare una partita di Firepath (una specie di scacchi mortali con pedine di dimensioni giganti) sul pianeta Cheelit dalla sovrana Lady Dhol, un’aliena dall’aspetto di polpo. Durante la partita Vader scopre di essere caduto in un tranello teso dalla Guild of Vindicators, una setta schierata contro l’Impero, che vuole ucciderlo. Per farlo, invia Clat the Shamer, un assassino dai poteri empatici. Clat entra nella sala in cui Vader e Dhol stanno giocando, intenzionato a far fuori il Signore Oscuro costringendolo a uccidersi tramite i suoi poteri. Invece di suicidarsi, però, Vader sfrutta le pericolosissime trappole del gioco, generando una colonna di fuoco che incenerisce l’assassino. Dopodiché, uccide anche Lady Dhol, complice del piano della Guild of Vindicators. Per un errore tipografico questa storia fu stampata senza l’ultima pagina, che si può leggere solo nelle riedizioni più recenti.

Rust Never Sleeps (The Empire Strikes Back Monthly #156, 1982)

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Questa storia è disegnata da Alan Davis ed è la prima collaborazione tra i due autori, che in seguito lavoreranno assieme su Captain Britain, Miracleman e Future Shocks. Il racconto si apre con i droidi C-3PO e R2-D2 che vengono trasportati sul pianeta Ronyards, essenzialmente un cimitero per droidi. Durante il viaggio, incontrano Fivelines, una specie di droide santone con molti discepoli al seguito che crede che il pianeta Ronyards sia un dio da venerare. C-3PO avverte Fivelines che l’Impero sta progettando di rimuovere il metallo depositato sul pianeta e di usarlo per i suoi scopi. Fivelines non si dispera e annuncia che difenderà il pianeta con tutte le sue forze. Subito dopo, però, viene ucciso da una navicella imperiale. A questo punto il pianeta Ronyards si rivela essere davvero una sorta di dio, ribellandosi e distruggendo gli assalitori.

Blind Fury (Star Wars Monthly #159, 1982)

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L’ultima storia di Moore su Star Wars ha come protagonista Luke Skywalker, che si sta allenando con un droide telecomandato. Mentre combatte bendato (!), all’Inferno (!!), contro un’orda composta da alieni e bestie di tutti i tipi (!!!), riceve una chiamata d’emergenza da quella che sembra una donna. Intenzionato a salvarla, segue le sue indicazioni e arriva su Garn, un pianeta dal paesaggio desolato, composto di rocce e alberi morti, su cui aleggia una foschia gialla. La voce femminile lo indirizza verso una torre. Una volta dentro, la porta si chiude dietro di lui e la voce di un uomo lo accoglie nelle “sale della dannazione”. Luke deve vedersela con Rur, un essere potentissimo sopravvissuto a una dura guerra contro gli Jedi combattuta molti anni fa. Ora il suo unico scopo è quello di imprigionare le anime dei guerrieri Jedi dentro misteriose pietre di cristallo. Riesce a scovarli risalendo alle vibrazioni delle loro spade laser. Capendo il pericolo a cui sta andando incontro, Luke prova a mentire, raccontandogli che tutti gli Jedi sono stati uccisi e che la sua spada laser gli è stata donata dall’ultimo di essi poco prima di morire. La notizia getta Rur in uno stato di disperazione. Conscio che con la scomparsa degli Jedi la sua vita non ha più senso, Rur attiva una sorta di meccanismo di autodistruzione, facendo esplodere la torre, mentre Luke Skywalker riesce a scappare in tempo.

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