Ripensare l’eroe: Inuyashiki di Hiroya Oku [Recensione]

Un uomo di mezza età vive il suo fallimento quotidiano. Disprezzato al lavoro e dai suoi stessi familiari scopre, tra il disinteresse generale, di stare per morire di cancro. Almeno fino a quando, una sera, assiste allo schianto di quello che parrebbe essere un UFO. Da quel momento in poi, la sua vita subirà una netta svolta.

Dopo la lunga e disturbante serie Gantz, conclusasi con il trentasettesimo volume, il mangaka Hiroya Oku torna con un nuovo manga pubblicato in Giappone sulle pagine di Young Magazine (edita da Kodansha) e in Italia da Planet Manga, che già aveva serializzato integralmente l’opera precedente.

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Proprio da Gantz Oku parte per questa nuova impresa, adottando in qualche misura una prospettiva simile in termini di impianto concettuale, modificandone però contesto e, in maniera quasi radicale, protagonisti. Inuyashiki – L’ultimo eroe è la storia di un uomo di mezza età che passa i suoi giorni soffocato dalla sua mediocrità. Inuyashiki (questo è il suo nome) ha una moglie e due figli. Per la moglie è poco più di una nullità, per la figlia un fallito che dimostra molti più anni di quelli che effettivamente ha (tanto che, spesso, lo scambiano per il nonno) e un figlio che lo considera un perdente vigliacco. Ecco il primo aspetto veramente interessante: per una metà abbondante Oku sceglie un tono dimesso, il suo diviene occhio con cui osservare la desolazione di una società malata, deforme, insensibile. Il protagonista, almeno finora, incarna quanto di più antieroistico si possa pensare: riprendendo certe logiche tipiche del fumetto supereoistico americano (lo sfigato che si ritrova tra le mani un potere enorme) ne esaspera certe componenti. Inuyashiki non è un Peter Parker orientale, è la fotografia triste di un assetto societario in cui tutto è influenzato dalla classica dinamica del più forte. Da questo punto di vista ho notato più di un punto in comune con un altro manga di recente interesse, Il cane che guarda le stelle (J-Pop), ennesima prova di un disagio sociale che, inevitabilmente, sfocia nello sfogo artistico.

Il Giappone messo in scena in Inuyashiki – L’ultimo eroe sembra dunque fare eco all’ambientazione di kubrickiana/burgessiana memoria di Arancia meccanica: un contesto sociale in cui la sensibilità è distrutta in nome di un materialismo spietato e amorale. Le umiliazioni quotidiane vissute dal nostro eroe sono la vera nemesi di questo primo volume e donano una solidità narrativa che è subito la forza reale di questo manga. Dopo questa lunga ma fondamentale introduzione, Oku apre le porte al genere prediletto, creando quindi una storia fantascientifica in cui, esattamente come in Gantz, i riferimenti culturali e cinefili ad opere altre offrono un ragionevole ammiccamento per invogliare a continuare la lettura.

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La dimensione mecha di Inuyashiki è sicuramente un elemento chiave, un fattore che assume immediatamente un ruolo centrale per due specifici motivi. Uno: è lo strumento che permette all’autore di esplodere nel suo virtuosismo estetico/grafico. Due: è il mezzo con cui Oku mette le basi per un discorso sul rapporto corpo-macchina/carne-metallo che è in realtà il centro nevralgico dell’assunto concettuale di Inuyashiki – L’ultimo eroe. Quasi come un cyborg uscito da Ghost in the Shell, il dubbio che immediatamente si pone il protagonista è se considerarsi ancora uomo o qualcosa di più… asettico.

Oku dimostra ancora una volta di essere innanzitutto un mangaka popolare dalle doti stilistiche eccezionali e, in secondo luogo, un narratore capace di gestire tempi e ritmo narrativo con notevole dimestichezza. Si tratta solamente del primo episodio e, a quanto dichiarato dallo stesso Oku, Inuyashiki – L’ultimo eroe dovrebbe concludersi con il decimo volume. Non aspettiamoci perciò un’operazione di world building pari a Gantz, con i suoi 13 anni di run e svariati spin-off. Ma se queste sono le premesse, la possibilità di trovarsi di fronte a un notevole manga seriale è davvero concreta.

Inuyashiki – L’ultimo eroe n. 1
di Hiroya Oku
Planet Manga, 2015
208 pagine, 4,50 €

  • Alex Citton

    Personalmente Gantz mi ha deluso sotto ogni aspetto, la trovo un opera estremamente sopravvalutata, con intere sottotrame che finiscono nel nulla e una vagonata di violenza e fanservice per tentare di mascherare i molti difetti. Questo d’altro canto sembra di tutt’ altra caratura, non ho letto che qualche capitolo ma almeno graficamente gli sfondi fotografati o renderizzati sono sempre presenti, riuscendo ad essere coerenti e non un pastone come appunto in gantz…. gli darò una possibilità, anche se non ripongo queste grandissime speranze nell autore