Il Pasolini prima di Pasolini, secondo Stamboulis e Costantini [Recensione]

Il volto di Pasolini come un atlante, segnato dalle tappe delle sue peregrinazioni giovanili: Bologna, Casarsa, Belluno, Conegliano, Sacile… La definirà così, quella faccia scolpita, l’amica Giovanna Bemporad: «il suo volto ha una cartografia unica». Pasolini come un nomade, al seguito di un padre ufficiale che c’è e non c’è, che dovrebbe essere come un albero e invece è come una foglia al vento. Pasolini come un «barbaro indecifrabile» che usa le parole come talismani; e che l’unica lingua con cui si trova a suo agio è il friulano che si parla a Casarsa, di qua dal Tagliamento, perché dall’altra riva del fiume già se ne parla un altro, diverso. Pasolini che, a tre anni, un pomeriggio è turbato dalla vista dell’incavo delle ginocchia dei ragazzini che giocano a pallone – un turbamento non confessabile che già allude alla sfera di una sessualità diversa e che il poeta chiamerà con il suggestivo termine di Teta Veleta – . In quella «parte convessa interna al ginocchio dove piegandosi correndo si tendono i nervi con un gesto elegante e violento – scriverà più tardi il poeta – vedevo… un simbolo della vita che dovevo ancora raggiungere: mi rappresentavano l’essere grande in quel gesto di giovanetto corrente. Ora so che era un sentimento acutamente sensuale. Se lo riprovo sento con esattezza dentro le viscere l’intenerimento, l’accoratezza e la violenza del desiderio».

Sono, queste, soltanto alcune delle suggestioni innescate dalla lettura di Diario segreto di Pasolini di Elettra Stamboulis e Gianluca Costantini, edito da BeccoGiallo (QUI un’anteprima).

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Suggestioni che si accumulano pagina dopo pagina, foglio dopo foglio di questo diario segreto, insistente quanto vero, abilmente costruito da Elettra Stamboulis con frammenti di lettere private, interviste, film, scritti di Pier Paolo Pasolini. E suggestioni grafiche che Gianluca Costantini impila e lega con il suo pennarello sguisciante oltre il bordo dei fogli, quasi a rilegarli con il nero della china.

E di suggestioni ce ne sono tante. Come la scala infinita e impossibile, come «la scala di Penrose», un’illusione ottica realizzata dai matematici Lionel e Roger Penrose nel 1958 e ripresa da Escher in alcune sue celebre incisioni. Dove non si capisce se si sale o se si scende e in cima alla quale, come la ridisegna Costantini, sta – irraggiungibile – la madre di Pasolini. Una presenza inaggirabile nella sua vita e nelle sue opere: «lei è il mio Socrate». Oppure, come la tigre della locandina di un film che Pasolini vide da ragazzo, nella quale il felino si mangia un uomo; e lo scrittore che, ancora una volta, è sfiorato da un brivido che è come un abbandono e che gli farà più volte ricordare e scrivere che avrebbe voluto essere lui «tra le fauci di quella tigre». Un episodio più volte raccontato anche a fumetti, nei due precedenti graphic novel dedicati a Pasolini: Il delitto Pasolini di Gianluca Maconi (Becco Giallo) e il Pasolini di Davide Toffolo (RCS Libri). Fino al Pasolini ritratto con una testa di corvo (un altro animale simbolo ricorrente nelle sue opere), bocciato in quinta elementare perché il suo componimento era troppo poetico. O al ragazzino, quasi mistico, che vede tutto come sacro; che ama Salgari e Carducci ma che, quando arriva un nuovo insegnante che legge in classe Rimbaud, gli cambia la vita.

È un Pasolini prima di Pasolini, questo raccontato da Stamboulis-Costantini. «A me interessava più la sua infanzia – spiega Elettra Stamboulis – la sua crescita: un romanzo di formazione quando Pasolini non è ancora lui. Attraverso il suo continuo ritornare là dove era da bambino, tra psicanalisi e nostalgia. È un Pasolini – continua – completamente distante dalla politica, che viveva la sua giovinezza felice». Che quasi non avverte quello che gli sta succedendo intorno «Sono nato nell’era fascista, in un mondo fascista. E non mi sono accorto del fascismo, come un pesce non si accorge di trovarsi nell’acqua». «Il suo – precisa Elettra Stamboulis – è un antifascismo culturale. Lui sceglie la strada dell’educazione e della cultura». «Qualcosa – annota Pasolini in questo diario – sta succedendo nel mondo di importante, ma noi siamo come assorbiti dalla poesia e dalla letteratura».

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Però, con l’orrore del fascismo e della guerra civile, Pasolini dovrà farci i conti, passando attraverso una dura e drammatica vicenda personale: l’uccisione del fratello Guido, nel febbraio del 1945, nell’eccidio di Porzûs, quando diciassette partigiani della Brigata Osoppo (cattolici e laico-socialisti) furono uccisi da altri partigiani, comunisti. Un oscuro episodio le cui responsabilità e i cui mandanti non sono stati del tutto chiariti nonostante numerosi processi e inchieste. «Una morte ancora più oscura – commenta Stamboulis – di quella che subirà Pier Paolo».

Il Diario Segreto di Pasolini è un altro tassello della personale e originalissima serie di «vite illustri di uomini illustri» creata da Stamboulis e Costantini: Gramsci, Belinguer, Pertini (tutte edite da Becco Giallo). Abbiamo già sottolineato, quando recensimmo Pertini fra le nuvole il valore di questa operazione.

In questo caso la forma del diario che simula le pagine rigate, vergate a mano e costellate di collage non è soltanto un consueto artificio grafico ma è una sorta di palinsesto virtuale nel quale Costantini sovrappone la sua cifra stilistica e il suo metodo di conoscenza e d’interpretazione della realtà attraverso il disegno. Dal canto suo, Elettra Stamboulis scandisce questa nuova bio-graphic novel attraverso il suo personale sguardo e la sua sensibilità. «Ma ora – rivendica – non voglio più fare storie di uomini, anche se non è semplice. Ho provato a mettere delle donne nelle vite di Gramsci, Pertini e Pasolini ma fanno soltanto delle brevi comparse. Tra le donne che mi piacerebbe raccontare c’è Maria Montessori, una grande educatrice, pedagogista e creatrice di un celebre metodo didattico-educativo; l’unica donna che ha avuto perfino  l’onore di finire effigiata sulle banconote italiane (le vecchie mille lire) e che, logicamente, è stata dimenticata nella riforma cosiddetta della Buona Scuola».

Diario segreto di Pasolini
di Elettra Stamboulis e Gianluca Costantini
BeccoGiallo, 2015
208 pagine, 17,50 €