Il mercato del fumetto in Francia: i dati 2015

Come ogni anno, l’avvicinarsi di gennaio e del festival di Angoulême coincidono con la diffusione di alcuni dati sull’andamento del mercato fumettistico nell’Europa francofona (che significa Francia in primis, ma anche Belgio e Svizzera). E al solito, i primi a comunicare le cifre sono i giornalisti dell’associazione ACBD (Association des Critiques et journalistes de Bande Dessinée), coordinati dal segretario Gilles Ratier.

acbd

Il Rapporto ACBD evidenzia come il 2015 sia stato un anno di intensa riflessione – anche in seguito ai fatti di Charlie Hebdo – e abbia consolidato una tendenza alla ‘razionalizzazione’ del mercato (il Rapporto porta proprio il titolo “l’anno della razionalizzazione”). Il tasso di produzione, infatti, ha subito una flessione, e i produttori sono parsi impegnati in una politica editoriale più attenta ai “valori sicuri”: qualche novità in meno, numerosi progetti di modernizzazione di ‘classici’ e lanci di nuove serie ‘referenziate’. Secondo Ratier ciò ha mostrato una particolare attenzione per i progetti destinati al più ampio consenso da parte del pubblico, talvolta a discapito della creatività e dell’innovazione.

Il rapporto completo lo trovate qui, e una sintesi delle principali cifre – prima di fare qualche commento – è questa:

Produzione – 5.255 titoli, ovvero -2,9% sul 2014 (di cui 3.924 inediti)

Players e concentrazione editoriale – 368 sono stati gli editori attivi nel settore. In tre gruppi (Média-Participations, Delcourt, Glénat) si concentra il 35,2% della produzione totale, e allargando lo spettro a 12 editori (con Hachette, Panini, Madrigall [Gallimard + Flammarion], Kazé manga, Bamboo, Ki-oon, Éditis, Steinkis, Les Humanoïdes Associés, Paquet, Taïfu e Komikku) si arriva al 68,6% dei titoli prodotti

Tirature – 88 titoli hanno tirato oltre 50.000 copie (erano stati 98 nel 2014), con in testa Astérix #36 e Titeuf #14

Traduzioni – 2.305 titoli inediti sono traduzioni di prodotti stranieri (1.501 solo dall’Asia e 524 dagli Stati Uniti; in forte aumento i secondi, in lieve ritirata i primi): il che significa l’87,6% sul totale delle novità dell’anno. 83 i titoli tradotti dall’italiano (erano 93 nel 2014)

Riedizioni – 960 nuove edizioni di opere già apparse in passato, in diminuzione rispetto al 2014 (98 titoli in meno)

Edicola – 71 periodici, tra riviste e albi seriali

Autori – 1.602 autori (inclusi sceneggiatori, disegnatori, coloristi) pubblicati. 58 fra questi sono italiani, ovvero il gruppo più consistente di stranieri (nel 2014 erano stati 64)

Vendite – i primi 9 mesi del 2015 hanno registrato un +3,5%. Mancano ancora i dati dell’ultimo trimestre, però, che potrebbero persino migliorare il dato (il nuovo Astérix pare avere già ampiamente superato, infatti, i 2 milioni di copie vendute)

Informazione – 14 testate di informazione/approfondimento cartacee (di cui 4 in edicola), affiancate da 10 supplementi ‘speciali’ di varie testate non-fumettistiche (da LesInrocks a L’Express a LeMonde) e da 43 siti internet (esclusi blog e siti specializzati in manga o comics)

Audiovisivi – 3 film, 1 serie tv e 24 serie in animazione sono state adattate o ispirate da fumetti francobelgi

Qualche dettaglio in più sulle maggiori tirature: sono 23 i titoli con tiratura superiore alle 100mila copie.

  1. 2 250 000 ex. Astérix 36, Didier Conrad, Jean-Yves Ferri (Albert-René)
  2. 550 000 ex. Titeuf 14, Zep (Glénat)
  3. 310 000 ex. Le Chat 20, Philippe Geluck (Casterman)
  4. 300 000 ex. Corto Maltese 13, Rubén Pellejero, Juan Díaz Canales (Casterman)
  5. 300 000 ex. Largo Winch 20, Philippe Francq, Jean Van Hamme (Dupuis)
  6. 230 000 ex. L’Arabe du futur 2, Riad Sattouf (Allary éditions)
  7. 210 000 ex. Les Vieux Fourneaux 3, Paul Cauuet, Wilfrid Lupano (Dargaud Benelux)
  8. 180 000 ex. Les Légendaires, 18 Patrick Sobral (Delcourt)
  9. 170 000 ex. Les Nombrils 7 Delaf, Maryse Dubuc (Dupuis)
  10. 161 000 ex. Les Minions 1, Renaud Collin, Didier Ah-Koon (Dupuis)
  11. 150 000 ex. Les Légendaires Origines 4, Nadou, Patrick Sobral (Delcourt)
  12. 140 000 ex. Boule & Bill 36, Laurent Verron, Cric, Pierre Veys (Dargaud)
  13. 140 000 ex. Le Petit Spirou, 17 Janry, Dan Tome (Dupuis)
  14. 130 000 ex. Les Blagues de Toto 12, Thierry Coppée (Delcourt)
  15. 130 000 ex. Seuls 9 Bruno Gazzotti, Fabien Vehlmann (Dupuis)
  16. 128 000 ex. Les Minions 2, Renaud Collin, Stéphane Lapuss’ (Dupuis)
  17. 120 000 ex. Game Over 13, Midam, Adam Midam, Patelin (Glénat-Mad Fabrik)
  18. 120 000 ex. Les Profs 17 Pica, Simon Léturgie, Erroc (Bamboo)
  19. 120 000 ex. Les Sisters 10, William, Christophe Cazenove (Bamboo)
  20. 120 000 ex. Les Tuniques bleues 59, Willy Lambil, Raoul Cauvin (Dupuis)
  21. 115 000 ex. The Lapins crétins 7, Romain Pujol, Thitaume (Les Deux Royaumes-Ubisoft)
  22. 105 000 ex. Cédric 29, Laudec, Raoul Cauvin (Dupuis)
  23. 105 000 ex. Les Schtroumpfs 33, Jeroen De Coninck, Miguel Diaz, Alain Jost, Thierry Culliford (Lombard)
  24. 100 000 ex. La BD est Charlie, Collectif (Glénat)
  25. 100 000 ex. La Femme parfaite est une connasse!, Margaux Motin, Anne-Sophie Girard, Marie-Aldine Girard (Fluide Glacial/J’ai lu)
  26. 100 000 ex. Lanfeust Odyssey 7, Didier Tarquin, Christophe Arleston (Soleil)
  27. 100 000 ex. Le Chat du rabbin 6, Joann Sfar (Dargaud)
  28. 100 000 ex. Les Rugbymen, 13 Poupard Béka (Bamboo)
  29. 100 000 ex. XIII Mystery 8, Colin Wilson, Frank Giroud Dargaud (Benelux)
  30. 100 000 ex. Yoko Tsuno 27, Roger Leloup (Dupuis)
  31. 99 360 ex. XIII Mystery 9, Christian Rossi, Matz Dargaud (Benelux)

Gli elementi che spiccano sono, ci sembra di poter dire, essenzialmente cinque:

1. E’ sempre più evidente una tendenza che sta attraversando i prodotti seriali, al confine fra produzioni inedite e riprese di vecchi classici: il proseguimento/modernizzazione di serie vintage (fra sequel, reboot, restyling e altre forme di “ringiovanimento editoriale”). In particolare, sono ben 49 le serie che nel 2015 hanno proposto nuovi episodi, dunque ri-alimentando le properties al di là della morte o dell’abbandono dei loro creatori originali. Basti citare due casi su tutti: Astérix o Corto Maltese.

2. La presenza di donne tra gli autori – un dato niente affatto secondario, viste le implicazioni (anche all’estero) che ha sulle trasformazioni nei contenuti, nella circolazione sui media, nei pubblici – è ormai stabile (+3 sul 2014). Soprattutto, dopo il raddoppio avvenuto nella prima metà degli anni Duemila, il fatto interessante è che si tratta di un dato pressoché costante, che conferma come si tratti di una tendenza ancora poco scontata ma tutt’altro che passeggera. Per fortuna.

3. Il settore, inoltre, è sempre più orientato alle traduzioni dall’estero che alla produzione originale: oltre 2.300 titoli provenienti da ben 35 paesi. Ovvero 6 su 10 fra i titoli inediti (58,9% dell’offerta). Sebbene i manga soffrano una complessiva contrazione delle vendite, sono ancora una fetta determinante dell’offerta (38,3% delle novità, in lieve crescita sul 2014); i fumetti nordamericani, invece, proseguono la curva positiva al traino di The Walking Dead, anche in Francia tra i titoli più venduti (oltre 100.000 copie di tiratura), davanti ai fumetti dedicati ai Simpson e a Garfield. Ma se le pubblicazioni basate sull’acquisizione di diritti sono certamente figlie di un mercato francofono sempre meno ‘eccezione’ e più globalizzato, sono anche frutto di politiche editoriali volte al contenimento dei costi: una traduzione è generalmente (molto) meno costosa di una produzione originale.

4. Un aspetto piuttosto critico, che si riallaccia alla discussione che abbiamo seguito riguardo la più ampia condizione di precariato dei ‘creativi’ in Francia, è che non tutti e 1600 gli autori riescono a guadagnare dai soli proventi del loro lavoro nel settore dei fumetti. Anzi. L’EGBD (États généraux de la bande dessinée) ha promosso un’indagine per appurare lo stato della loro condizione economica e conoscere in maniera accurata la natura dei loro redditi. Un’indagine i cui risultati sembrano essere in forte ritardo, ma da cui l’ACBD pare attendersi segnali alquanto preoccupanti.

5. L’interesse generale verso la realtà degli autori di bande dessinée suscitato dagli avvenimenti che hanno visto protagonisti (tragicamente) i redattori della rivista Charlie Hebdo, non sembra aver prodotto una più ampia partecipazione verso le realtà “impegnate” del fumetto francese, che continuano a vivere ai margini del grande mercato. La stessa Charlie Hebdo pare impantanata –  sebbene fuori dal pericolo di un fallimento, dietro l’angolo un anno fa – a causa anche di una linea culturale ‘oltranzista’: dopo il vivo cordoglio iniziale è nuovamente caduta nel dimenticatoio, dimostrando quanto l’emozione abbia generato effetti di breve termine.

Il rapporto si conclude con un’interessante selezione di 50 titoli ‘promossi’ dai membri della stessa ACBD. Oltre alle opere di nomi noti come Brecht Evens con Panthére, Riad Sattouf con il secondo tomo de L’Arabe du futur, Manu Larcenet con il primo volume del nuovo Le Rapport de Brodeck: L’Autre e la seconda parte dell’opera di Tardi dedicata alla memorie del padre René, le tre menzioni più importanti (i “Premi della Critica” assegnati dalla ACBD) vanno a:

  • Jimmy Beaulieu per il suo Les Aventures, edito da Les Impressions Nouvelles (Premio della critica ACBD per la Migliore opera a fumetti del Quebec);
  • Tetsuya Tsutsui per il primo tomo di Poison City, pubblicato da Ki-oon;
  • Zaï zaï zaï zaï di Fabcaro, pubblicato in edizione tascabile dall’editore 6 Pieds sous Terre.

In sostanza, un’annata in linea con le precedenti, ovvero meno titoli, riduzione dei costi, crescita economica. Il Rapporto ACBD 2015 offre quindi il ritratto di un mercato solido, che però rafforza – probabilmente a discapito di una propensione all’innovazione – l’immagine di un ribaltamento di scenario rispetto a 15 anni fa: i piccoli editori faticano, mentre i grandi puntano ai valori sicuri.

* Articolo a cura di Tonio Troiani e Matteo Stefanelli

  • Gianpiero

    Mi piacerebbe vedere i dati di vendita Italiani, in special modo quelli della Bonelli che sono dati da molti addetti ai lavori in caduta libera su quasi tutte le testate, sarebbe un’opera di trasparenza giusta e adeguata, sarà anche vero che l’Editore in questione ha sede a Milano, ma è proprio necessario trasferire la nebbia cittadina anche su dati che si dovrebbero pubblicare senza problemi, o qualcuno non vuole si sappia la verità?

  • Alessandra Cavalieri

    I dati di vendita Bonelli sono reperibili, anche se parziali, proprio su Fumettologica se ricordo bene. Sono gli altri editori Italiani che non pubblicano mai nessun dato di vendita, motivo per cui è sempre difficile fare una stima della salute del mercato Italiano.

  • ivano pozzoli

    Ma in che film i dati Bonelli sono reperibili? Se si trovano sono dati vecchissimi e mai aggiornati. In Italia nessun sito riporta dati degli editori. Un omerta’ assoluta.