Focus La strana storia del 'Batman Arcobaleno', dal fumetto alle action figure

La strana storia del ‘Batman Arcobaleno’, dal fumetto alle action figure

Capita a volte che una storia trash della Silver Age si trasformi in una sorta di culto. È il caso di “The Rainbow Batman”, comparsa su Detective Comics #241 nel 1957, scritta da Edmond Hamilton, disegnata da Sheldon Moldoff e inchiostrata da Stan Kaye.

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La storia è una tra le più assurde mai pubblicate su Batman. Si apre con Dick Grayson protagonista delle prime vignette. Mentre è in giro per le strade di Gotham, il giovane sente un grido d’aiuto e si precipita immediatamente a salvare una ragazza che sta per essere travolta dall’auto di un gruppo di ladri in fuga. Nel salvare la giovane, Dick si ferisce a un braccio. I criminali hanno rubato un’importante telecamera usata per le riprese televisive, ma il perché di questo furto è inspiegabile.

Dick torna alla villa di Bruce Wayne e cerca nel database della Bat-caverna i profili dei ladri. Pur ricordandone perfettamente i volti, non riesce però a individuarli. Intanto, in televisione non si parla d’altro che dell’atto eroico di Dick Grayson e della ferita riportata al braccio sinistro. Bruce e Dick intuiscono che, se hanno rubato una telecamera da riprese televisive, i criminali sono forse intenzionati a usarla durante un evento speciale, ma quale? Batman e Robin decidono perciò di presentarsi ai più importanti eventi pubblici trasmessi in tv nei giorni seguenti. E qui arriva il bello.

A ogni evento, parata o sfilata di Gotham trasmessa in televisione, Batman si presenta con un costume di colore sempre diverso (passando dal blu al bianco, con tanto di tiro a segno piazzato sul petto). Neanche Robin sa perché Batman stia cambiando continuamente il colore del proprio costume. Nel frattempo, in un palazzo di Gotham, si sta allestendo «la più grande mostra di monete e pezzi di valore», nella quale saranno esposti oggetti per il valore di ben un milione di dollari. E Batman e Robin ovviamente saranno presenti.

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Questa volta Batman si presenta con un coloratissimo costume arcobaleno, capace di sbalordire ancora una volta la folla e i canali tv presenti. Durante la mostra, Robin riconosce uno dei criminali, e Batman gli si avventa addosso, scoprendo che nasconde una maschera anti-gas. Robin trova la telecamera rubata e capisce che i ladri l’avevano manipolata per trasformarla in una bomba lacrimogena. L’obiettivo dei criminali era dunque quello di lanciare il gas sulla folla e rubare i soldi.

Il crimine è sventato, ma rimane da capire il perché del continuo cambio di costume da parte di Batman. A fine storia, il Cavaliere Oscuro (pur se coloratissimo in questo caso) rivela che i costumi colorati erano un modo per attirare l’attenzione delle telecamere su di sé, evitando che qualcuno facesse caso al braccio ferito di Robin e potesse ricollegarlo all’incidente di Dick Grayson, mettendo così in pericolo l’identità segreta del Dinamico Duo. Batman assicura che questa è l’ultima volta che indossa costumi colorati. E così in effetti è stato (per fortuna).

Ma un’idea tanto stramba quanto originale non può rimanere sepolta per sempre nel cassetto. Lo scorso anno, DC Comics ha lanciato un sondaggio tra i fan, chiedendo quale merchandising avrebbero voluto tra diverse idee indicate e, tra queste, i lettori hanno scelto proprio una serie di action figure basata su questa storia. Ogni pezzo rappresenta sei versioni differenti del Cavaliere Oscuro, ognuna con un costume di colore diverso (dal blu al rosso, ci sono tutti i colori dell’arcobaleno). Le action figure sono state messe in vendita a gennaio 2016, al prezzo di circa ottanta dollari (per il set completo).

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Prima, però, il “Rainbow Batman” si era già fatto rivedere, in particolare nella seconda stagione della serie animata Batman: The Brave and the Bold – per l’esattezza nell’episodio intitolato “Emperor Joker” del 22 ottobre 2010 –, in cui il Cavaliere Oscuro torna a indossare il costume arcobaleno per combattere un improbabile mostro colorato, capace con i suoi raggi laser di disintegrare un essere umano. Ma Batman, proprio grazie al particolare costume, riesce a far riflettere l’energia laser del mostro arcobaleno sul proprio costume e a sconfiggerlo. E la versione “arcobaleno” del Cavaliere Oscuro era finita anche per essere uno dei personaggi utilizzabili nel videogame Lego Batman 3: Gotham e oltre, distribuito nel novembre 2014.

Come dire, non c’è limite allo strambo, anche se questo prodotto della Silver Age pare aver battuto tutto, nel suo anticipare di diversi decenni la sfrenata tendenza di creare versioni alternative dei personaggi a scopo di marketing. Ma questa è anche la storia di come un numero dimenticato di Detective Comics degli anni Cinquanta possa far nascere un piccolo cult che, siamo sicuri, non risparmierà qualche altra sorpresa.

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