La quarta di copertina del nuovo Linus dedicata a Umberto Eco

Il prossimo numero di Linus, in uscita a marzo, avrà in quarta di copertina un’illustrazione di Daniel Cuello e un’intestazione in omaggio a Umberto Eco. La rivista era molto legata all’intellettuale e scrittore italiano morto il 19 febbraio scorso. Eco aveva contribuito attivamente alla pubblicazione di Linus, sin dal primo numero del 1965 su cui venne pubblicata la sua storica intervista a Vittorini e Del Buono.

ecolinus

  • Francesco Lorenzet

    opinione impopolare. secondo me questa copertina rappresenta perfettamente l’idea che ho di Umberto, l’appropriazione culturale portata ai massimi livelli, vantarsi di conoscere ogni anfratto della cultura, ma solo DOPO che è è stata legittimata da un grande lavoro di autori e appassionati, i quali vengono esclusi del processo nel quale trasforma un idea o un concetto in un prodotto predigerito per masse di menefreghisti, un gigante nel delegittimare, insomma.

  • GianfrancoGoria

    Opinione da valutare, ma non riesco a capire sulla base di quali elementi… Eco si occupava di fumetto nei primi anni sessanta del secolo scorso (citando solo Apocalittici e Integrati, per dire, è del 1964), quando qui il fumetto era visto come robetta per bambini stupidi. Sono del 1954, c’ero, me lo ricordo, ero un bambino stupido. E leggevo il Corriere dei Piccoli, Topolino e poi Linus (1965). 🙂 Ma, allora, quel “dopo” a quali anni si riferisce esattamente? Mi servirebbe qualche elemento concreto di dettaglio, per collocare il ragionamento. Grazie. 🙂

  • Andrea

    Fra l’altro apocalittici e integrati si muoveva nella direzione di un ricollocamento della cultura di massa nel novero della produzione culturale generale, senza troppe semplificazioni entusiastiche. Non che prima di Eco non fossero stati scritti libri “seri” sul fumetto (penso a Carlo Della Corte) ma quell’intervento, in cui non si parlava solo di fumetto, rappresentò una cesura – criticabile quanto si vuole – ma vista da oggi imprescindibile per quasi tutto quello che è venuto poco e, soprattutto, per la crescita dei futuri “fumettologi” francesi

  • Francesco, te lo dico con affetto perché la legittimazione ex-post è una cosa che irrita non solo te (io! io!) da sempre. Però non posso non aggiungermi alla lista dei “ma stai scherzando?”.
    Eco è stato ritratto, in questi giorni, con un classico “santino” che ha messo in sordina i suoi limiti – anche teorici. Ma non per questo non gli va riconosciuto un ruolo incredibilmente superiore a chiunque altro (o quasi: forse più di lui Gilbert Seldes in USA, ma di certo meno di lui Roland Barthes in Francia e gli stessi Elio Vittorini o Federico Zeri) nel ‘legittimare’ il fumetto, con tempismo da autentico pioniere.

  • Andrea

    A Seldes va riconosciuto per lo meno – ma sicuramente non solo – il larghissimo anticipo. Io citerei anche il quasi contemporaneo saggio di Rey

  • Francesco Lorenzet

    certo ricordo bene quando ha fatto la prefazione del primo libro Di Charlie Brown, tuttavia anche in quell’occasione lo trovavo fin troppo auto compiaciuto. ne è una dimostrazione la pubblicazione in rivista di molte strisce, e la delegittimazione continua di quelle pubblicate in altri mezzi . la cosa grave, è che ha mantenuto questa aura di superiorità anche nel momento in cui il fumetto è diventato più popolare, mi ha sempre dato l’impressione di voler avere il controllo sulla distribuzione.

  • Francesco Lorenzet

    effettivamente mi sono lasciato prendere dal commento facile, queste risposte mi fanno riconsiderare (in parte) l’opinione che avevo di Eco, il che è una cosa positiva, credo. tuttavia non credo di poter passare sopra a ceri commenti (quello sui social e la “troppa libertà di parola”, tanto per citarne uno). immagino poi, che il voler a tutti i costi denigrare un determinato retaggio per “farsi belli” possa irritare alquanto

  • GianfrancoGoria

    Ah, quindi si tratta di una “impressione”. Ho capito.

  • Gianpiero

    Ho scoperto che esisteva uno “scrittore” con quel nome solo quando uscì l’unico film tratto da un suo, peraltro illeggibile, libro che da quanto seppi dopo molti lo compravano ma solo per mostrare agli ospiti di averlo, così scoprì che praticamente nessuno lo leggeva nè quello nè altri; nel corso degli anni l’ho visto sproloquiare su ogni cosa senza il minimo rispetto per se stesso e gli altri, la parola decenza non era nel suo vocabolario, quindi perchè stupirsi che dal suo pomposo scranno pontificasse anche di fumetti? Non credo la cultura, quella vera abbia perso granchè, semmai c’è da chiedersi da dove gli venisse tutto quel credito tributatogli

  • Francesco Lorenzet

    è quello che dico anch’io da settimane, il fatto è che nel suo semplificare e comandare a bacchetta, gli ignoranti avevano qualcosa da dire, e dopo un po si è fatto la fama e quindi “o mio dio, i gigante della cultura, se non ti piace quel che dice vuol dire che sei stupido”. pensiero unico, insomma!!!

  • Andrea

    Mi sembrano posizioni, come dire, un pochino poco argomentate

  • Andrea

    Si fa un po’ confusione, inoltre, fra Eco romanziere e Eco saggista e accademico, due figure non certo sovrapponibili

  • Francesco Lorenzet

    beh, non è che potevamo scrivere dei papiri, anche io credo che Giampiero abbia esagerato, ma alla fine abbiamo solo espresso il nostro parere, che può piacere o meno.

  • Francesco Lorenzet

    di fatto Sono la stessa persona,