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Le citazioni e i rimandi di Dylan Dog n. 4 – Il fantasma di Anna Never

*Questo articolo fa parte dello speciale Verso #DylanDog30. Fonti e citazioni del DyD delle “origini”, che una volta al mese propone un’analisi delle fonti e delle citazioni dei primi 12 numeri di Dylan Dog, in attesa del trentesimo anniversario della serie che si festeggerà a settembre 2016.

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Copertina di ‘Dylan Dog’ n.4, disegno di Claudio Villa | © Sergio Bonelli Editore

Dopo zombi, Jack lo squartatore e licantropi, ecco una storia incentrata su un altro dei topos dell’horror: il fantasma. Argomento questo, della cui sterminata letteratura viene dato un esaustivo assaggio nel redazionale in apertura del volume.

L’opera di riferimento usata da Sclavi per Il fantasma di Anna Never è il romanzo Io sono Helen Driscoll, di Richard Matheson, esplicitamente citato da Dylan quando, a pagina 89 dice a Guy Rogers: «Ricordi quel romanzo che ti prestai? Quello dell’ipnosi e dei fantasmi?». Naturalmente, essendo questa storia incentrata su un attore, i riferimenti cinematografici abbondano. La prima scena in cui vediamo recitare – o forse si tratta di un sogno? – Guy Rogers, con sullo sfondo un castello illuminato dai fulmini e in primo piano una carrozza condotta da cavalli neri, rimanda ai tanti film sul tema dei vampiri. I Pinewood Studios, dove lavorano Guy Rogers e Anna Never, sono i famosi studi di produzione cinematografica situati nei pressi di Londra. Aperti nel 1936 e ancora in attività, hanno ospitato molte importanti produzioni, britanniche e internazionali.

La scena della facciata della casa da set che cade addosso a Dylan, lasciandolo illeso è una classica gag del cinema muto, ripetuta fino allo sfinimento anche in molti cortometraggi animati. Uno dei prototipi è quello della pellicola Steamboat Bill Jr., film muto del 1918 diretto da Charles Reisner (1887-1962) e Buster Keaton (1895-1966, non accreditato), in cui l’intera facciata di una casa cade addosso al protagonista, interpretato dallo stesso Keaton.

La scena della facciata della casa che cade, da 'Steamboat Bill Jr.'
La scena della facciata della casa che cade, da ‘Steamboat Bill Jr.’

Groucho, all’uscita degli studios, indossa una maschera di Yoda, uno degli Jedi dell’allora trilogia di Guerre Stellari. Un umano vestito da Yoda, inoltre, va in giro per la città durante la festa di halloween anche nell’Et – L’extraterrestre di Steven Spielberg (1946).

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Da ‘Dylan Dog’ n. 4, disegni di Corrado Roi | © Sergio Bonelli Editore

Andiamo avanti. L’incontro fra Rogers e il pipistrello sembra rimandare, nel montaggio delle vignette e nella scelta delle inquadrature – e soprattutto nell’utilizzo del ralenty cinematografico – a Il ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller (1957), anche se, guardando bene le date di pubblicazione delle due opere, potrebbe trattarsi di una semplice coincidenza.

Nel suo ufficio Dylan sta ascoltando la canzone Bye Bye Life, dalla colonna sonora del musical cinematografico di Bob Fosse (1927-1987) All That Jazz – Lo spettacolo continua. Il film di Fosse potrebbe anche aver ispirato il personaggio di Anna Never, attraverso quello di Angelica, interpretata sullo schermo a Jessica Lange (1949). In occasione del loro primo incontro Anna scambia il proprio partner Guy rogers per Roger Moore (1927), attore britannico divenuto famoso per il suo ruolo da protagonista nella serie televisiva Il Santo e successivamente consacrato come terzo interprete del serial cinematografico di James Bond.

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Da ‘Dylan Dog’ n. 4, disegni di Corrado Roi © Sergio Bonelli Editore

La moneta che l’investigatore dell’incubo lancia in aria per decidere se andare o meno a caccia di fantasmi e che resta in piedi, in equilibrio sul tavolo, offre la possibilità di esplorare più fonti d’ispirazione. Il primo esempio che viene in mente è quello di Harvey Dent, alias Due Facce, villain fumettistico antagonista di Batman, che delega le proprie scelte al lancio di una moneta con una delle due facce sfregiate. Ma il lancio della moneta divenne anche un leit-motiv dei film di gangster, a partire dal personaggio di Guido Rinaldo del film Scarface del 1932. Nel finale del film In viaggio con la zia tratto dall’omonimo romanzo di Graham Green (1904-1991), Henry Pulling lancia in aria una moneta per decidere della propria sorta, ma il film si chiude su un freeze frame della moneta sospesa in aria. Nella sequenza successiva Dylan cita lo scrittore britannico Charles Dickens (1812-1870), in merito alle sue molte descrizioni dei sobborghi degradati della Londra del XIX secolo.

© Sergio Bonelli Editore
Da ‘Dylan Dog’ n. 4, disegni di Corrado Roi | © Sergio Bonelli Editore

Molto, troppo, ci sarebbe da dire sia sulla figura del gatto nero che fa da guida a Dylan – figura che nella mitologia popolare è indicata come portatrice di sfortuna – sia sul ‘L’uomo nero’ per cui Anna scambia Dylan, figura dall’incerta origine spesso usata per spaventare i bambini.

Nelle scene successive i Ghostbusters di Ivan Reitman (1946) vengono citati due volte. Anna Never comparirà anche negli albi L’ultimo uomo sulla Terra (n°77), Polvere di stelle (n° 147) e nell’Albo Speciale n°19, La peste. Viene inoltre citata sulla locandina di un film nel n° 55 della serie regolare, La mummia. Never è, inoltre, il cognome di un altro personaggio seriale bonelliano, Nathan, la cui omonima testata fantascientifica esordirà nel 1991.

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