Il Dottor Strange secondo Aaron e Bachalo [recensione]

Pare che ormai la strategia di casa Marvel sia chiara. Da una parte ci sono le pubblicazioni che risultano subordinate a una sorta di grossa macrolinea editoriale, diventando parte integrante di un enorme blob indistinguibile per chiunque non sia un esperto conoscitore della materia. Dall’atra ci sono titoli su cui si scommette puntando unicamente sulla qualità del team creativo. Così è stato, ad esempio, per i recenti cicli di storie di Daredevil, Occhio di Falco e Silver Surfer. E ora la storia sembra ripetersi con il Visione di Tom King – per quello che è durato – la Vedova Nera di Mark Waid e il Dr. Strange di Jason Aaron e Chris Bachalo.

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Proprio quest’ultimo titolo è un perfetto esempio della strategia Marvel. Il fatto che due autori così diversi, e così importanti, siano stati messi a lavorare su una testata nuova, fa capire come la dirigenza si aspetti qualcosa di assolutamente atipico dalla prima serie regolare dedicata allo Stregone Supremo da molti anni a questa parte.

Aaron è praticamente una macchina da guerra. È un grafomane compulsivo in grado di conquistare i lettori più difficili con i noir lerci e durissimi – Scalped e Southern Bastards – e contemporaneamente capace di portare avanti campioni di vendite come Star Wars e le varie diramazioni di Thor. Questo senza dimenticare le lunghissime gestioni di personaggi iconici come il Punitore, succedendo direttamente a Ennis, e Wolverine. Una penna versatile, ma sempre caratterizzata da una certa concretezza di fondo. Lo scrittore adatto per essere accompagnato da un tratto realistico e diversissimo da quello per cui Chris Bachalo è diventato famoso nel corso degli anni.

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E l’essere sempre sopra le righe del disegnatore, che si contraddistingue per la densità di particolari e la gestione dei volumi della tavola, parrebbe l’ingrediente perfetto per restituire a Strange quell’alone di stranezza che da sempre lo caratterizza. Si veda per esempio il design delle creature, visionario e sorprendente quanto basta, e le soluzioni con cui viene inserito nella pagina.

A dirla tutta qualche dubbio lo si potrebbe avere. In particolare sulla gestione vera e propria del protagonista. Se i vari X-Men, Wolverine o Uomo Ragno ben si prestano a reinterpretazioni dal forte taglio grafico – le strepitose cover realizzate da Bachalo per le serie appena citate parlano da sole – un attore astratto e impalpabile come Stephen Strange potrebbe uscirne danneggiato.

E qui arriva la grossa svolta della serie: il nuovo Dr. Strange è una sorta di commedia soprannaturale. Quindi sembra quasi ovvio reinventarsi il personaggio anche dal punto di vista del disegnatore, arrivando addirittura a disegnarlo in boxer sulla copertina (quella che dovrebbe essere la cover del secondo numero italiano).

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Sia chiaro, non si parla di un fumetto smaccatamente comico, ma una di quelle commistioni tra classicismo colto e brillantezza tutta post-moderna che pare stiano facendo la fortuna di un sacco di serie basate su personaggi dimenticati dal grande pubblico – Howard the Duck e Squirrel Girl su tutti.

Sebbene la trama in questi primi due numeri paia un po’ sfilacciata – nei titoli Marvel citati nel primo paragrafo ci eravamo abituati a un ritmo quasi da antologico – il potenziale sembrerebbe enorme. Tra dialoghi brillanti e la solita tracotanza grafica di Bachalo pare proprio che il Dottore sia in buone mani. A questi punti a favore va aggiunta la sicurezza con cui Aaron solitamente sa gestire le grandi distanze rispetto ai piccoli segmenti. Anche perché il pericolo più grosso potrebbe essere quello di avere tra le mani una serie semplicemente divertente, quando tutti i grandi successi di critica incassati da Marvel negli scorsi anni hanno sempre garantito, sebbene ammantati da una straordinaria e ossigenante leggerezza, un’ampia di dose di maturità e consapevolezza.

Doctor Strange #1
di Jason Aaron e Chris Bachalo
Panini Comics, 2016
64 pagine, 3.30 €

  • Sergio Caci

    Oddio, perché “per quello che è durato” Visione? È stato cancellato? È diventato un “normale” fumetto di supereroi? È in cima alla mia lista dei desideri americana, non farmi spaventare così.

  • Fumettologica

    Il fumetto di Visione scritto da King si concluderà questo ottobre con il numero 12. King ha firmato in esclusiva con DC Comics e al momento sta scrivendo Batman.