Una storia de I Fumetti della gleba attraverso le copertine

I Fumetti della Gleba di Dr. Pira è stato tra i progetti che hanno segnato la storia delle autoproduzioni a fumetti negli anni Duemila. Perché? Come ha scritto Evil Monkey in un profilo dell’autore pubblicato da Fumettologica, c’è il fatto che nei suoi lavori «Tutto può succedere, nulla richiede spiegazioni. Quasi che fare fumetto sia un atto liberatorio, mentre il resto del mondo pare essere sempre più in cerca dell’effetto a ogni costo». Una sfrenata libertà creativa che il critico d’arte Achille Bonito Oliva, nell’imminente raccolta L’Almanacco dei Fumetti della Gleba curata da NERO, ritiene affondi le sue radici nel fatto che «l’opera del Dr. Pira sembra aver assorbito, anche solo involontariamente o per via visiva, la lezione delle avanguardie a cavallo tra il Ventesimo e il Ventunesimo secolo».

Ma fra le ragioni per cui vale la pena ritornare su questo progetto, a pochi giorni dalla scadenza della campagna di crowdfunding ‘Prima o Mai’ per finanziarne l’edizione completa (in un enorme volume da quasi 900 pagine), c’è anche la sua longevità. Sia cartacea che digitale. Le pubblicazioni stampate, nella forma di piccoli albi formato A5 fotocopiati e spillati, iniziarono infatti nell’ormai lontano 1997 e sono proseguite – dopo l’ultimo albo del 2006 – fino ad oggi con dei minicomics (ancora più piccoli, il cui più recente, “Iodosan Pattuglia Spaziale”, è uscito nel 2015). Proprio sul finire del 1997, inoltre, Pira iniziò a riversare alcuni fumetti anche in un omonimo sito, che dopo Lo Sciacallo Elettronico (nato nel ’95) è dunque oggi il più ‘antico’ sito fumettistico italiano.

Se il sito è ancora attivo, con un look che appare sempre più ‘archeologico’ rispetto all’evoluzione recente delle piattaforme webfumettistiche, le pubblicazioni autoprodotte fanno invece del tutto parte del passato. Proprio per questo ci sembrava interessante riportare alla luce qualche frammento del loro aspetto ‘povero’ e DIY, presentando una raccolta di tutte le copertine degli albi della ‘serie regolare’ (più alcuni mini-comics), dal primo del 1997 – numerato n.2 – fino all’ultimo del 2006. Ciascuna copertina è inoltre accompagnata a un breve testo del Dr. Pira, estratto dalle bozze de L’Almanacco dei Fumetti della Gleba, che inquadra brevemente le caratteristiche di ciascun albo.

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1997 – Speciale Karma

pira karma 1997

Secondo un piano editoriale ben preciso, questo Numero 7 è stata la prima uscita ufficiale dei Fumetti della Gleba. Datato 1997, è uscito in concomitanza con il passaggio della cometa Hale-Bopp: il progetto iniziale (subito abbandonato) era di far coincidere ogni uscita con un evento astronomico. L’albo si apriva con il primo fumetto di questo genere mai realizzato: “Il fantastico mondo dei Sassi”. L’originale è stato seppellito dall’Autore nel 1999 e non è mai più stato ritrovato.

1998 – Speciale Righe [fuori serie]

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Questo numero (il più raro in assoluto, con una tiratura di sole venti copie) è stato concepito in un periodo di selvaggia sperimentazione artistica. Le avanguardie fumettistiche erano in fermento, e mentre tanti tornavano ai vecchi canoni bonelliani legati al realismo, il Dr. Pira ha teorizzato un fumetto libero da interpreti umanoidi e dal linguaggio, fatto solo di pure sensazioni, espresse attraverso semplici righe e onomatopee.

1999 (gennaio) – Speciale Robotz

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Uscito in ordine cronologico come secondo numero della ‘serie regolare’ nel 1999, questo Speciale è stato concepito nell’epoca di entusiasmo tecnologico che segnò le soglie del Duemila. La prospettiva era quella di accaparrarsi un sacco di pubblico futuro, che si pensava sarebbe stato costituito principalmente di Robot. La Storia e gli Smartphone avrebbero poi smentito queste previsioni.

1999 (settembre) – Speciale Dinosauri

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Uscito in ordine cronologico come terzo numero nel 1999, anche questo Speciale è stato concepito nell’epoca di entusiasmo paleontologico che segnò l’inizio del Nuovo Millennio. La prospettiva era quella di conquistare una grossa fetta di pubblico emergente, che si pensava sarebbe stato costituito principalmente da Dinosauri. Il darwinismo avrebbe poi smentito queste previsioni.

1999 (novembre) – Speciale Tristezza

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La politica aziendale dei Fumetti della Gleba è sempre stata quella di andare contro i gusti del pubblico per poter vendere di meno. Nel periodo tra il 1998 e il 1999 la rivista stava riscuotendo un certo successo perché faceva ridere. Proprio per questo è stato realizzato un intero Numero Speciale di fumetti tristi.

2000 (febbraio) – Speciale Gatto con sfondo di pizza

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Sebbene il primo numero dei Fumetti della Gleba sia stato (per questioni di marketing) il Numero 2, questo Numero 23 è propriamente da considerarsi il vero Numero 1. Inizialmente non è nato come Speciale: era già molto speciale il fatto che fosse il primo numero. Ma in seguito è rimasto noto per la sua copertina: nel 2000, quando è uscito, i gatti erano una specie rara (Internet si doveva ancora diffondere) ed era difficile vederne in fotografia.

2000 (maggio) – Speciale Moda

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Questo è da considerarsi il numero della maturità editoriale dei Fumetti della Gleba. L’equilibrio classico dei contenuti fa da contrappunto all’avanguardistica sperimentazione tecnica: per la prima volta nella Storia, appare un intero fumetto realizzato al computer. Era il 2000, si respirava l’aria del Nuovo Millennio. Il titolo si deve all’idea che prima o poi tutte le riviste fanno uno “Speciale Moda”.

2001 (giugno) – Speciale Turbo Merda

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Erano gli anni di massima espansione per il Direttivo Editoriale dei Fumetti della Gleba: il suo organico complessivo variava da uno a tre addetti. Ci furono riunioni animate in preparazione di questo Speciale: una fazione voleva aumentare il numero dei fumetti a discapito della qualità, l’altra voleva aumentare le pagine pubblicitarie a discapito dei fumetti. Fu obiettato a questi ultimi che non c’erano inserzionisti disposti a pagare: loro sostenevano che si potevano prendere comunque delle pubblicità da altre riviste, sarebbe aumentata la “percezione di successo”. L’argomentazione non resse, e vinse il partito che si batteva per l’aumento dei fumetti a discapito della qualità. Importante per la politica aziendale, nessuno si batté per aumentare la qualità dei fumetti.

2003 – Speciale Serramenti in Alluminio

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Questo Speciale, uscito nel 2003, è tuttora considerato il maggior successo editoriale della Testata. Il Dr. Pira, nella doppia veste di Autore e Direttore, si interroga qui sul destino del fumetto e della narrativa di genere.

2005 – Speciale I Lidi del Futuro

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Considerato generalmente il “numero della maturità”, in questo Speciale le influenze multietniche raccolte nel corso di numerosi viaggi prendono forma in un mix equilibrato e mai eccessivo. Ad oggi, è l’ultimo Speciale uscito. In seguito l’Autore si è concentrato sulla normalità, in  un periodo che descrive nei suoi diari come “il ritorno al villaggio”.

2006 – Treno con Faccia di Scimmia

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Nella realtà storica dei fatti, questo numero non è uno Speciale. Il Consiglio Direttivo aveva pensato di pubblicare un numero normale. In seguito è diventato noto per il soggetto ritratto in copertina, anche se i veri punti salienti sono un impianto grafico completamente rinnovato e una storia lunga che ha ingiustamente scatenato le ire della nota scrittrice J.K. Rowling. Precede di poco un periodo di silenzio dell’Autore, che probabilmente sentiva di aver detto abbastanza.

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