Focus Interviste Fenomeno Labadessa, tra ansia e 'il lato strano delle cose'

Fenomeno Labadessa, tra ansia e ‘il lato strano delle cose’

Fumettista ‘fenomeno virale‘ del momento, uscito allo scoperto da meno di un anno, Labadessa è riuscito in poco tempo a conquistare una fanbase di seguaci davvero invidiabile su Facebook (al momento di pubblicare questo articolo, siamo intorno ai 224.500) e ad ottenere una notorietà che lo ha posto al centro dell’attenzione del mondo del fumetto italiano.

Entrato a far parte della scuderia di Shockdom, editore fra gli altri dei fumetti di Sio e del chiacchierato Quando c’era LVI, Labadessa sta preparando il suo primo progetto editoriale, che metterà al centro l’inconfondibile “uccello rosso” con cui si è affermato.

Incuriositi dal suo lavoro, dalla quasi totale oscurità sul suo background fumettistico e grafico, e mossi dal desiderio di conoscere qualcosa in più sul suo primo libro, lo abbiamo incontrato per chiacchierare e capire meglio: chi è e cosa fa Labadessa?

Il primo disegno del personaggio uccello pubblicato sulla pagina Facebook di Labadessa
Il primo disegno del personaggio uccello pubblicato sulla pagina Facebook di Labadessa

Partiamo dal fumetto. Anzi, dai fumetti: quali sono quelli che più leggi e apprezzi, o che ti hanno formato?

Devo dirti in verità che non sono un grande appassionato di fumetti. Se devo parlarti delle mie influenze, più che autori di comics o graphic novel mi hanno influenzato vari illustratori. Primo tra tutti Riccardo Guasco: è uno degli illustratori che amo maggiormente e una delle mie principali fonti d’ispirazione. Gli unici fumetti che ho letto in vita mia sono stati alcuni numeri sparsi di Rat-Man. L’ironia di Ortolani mi piace molto: è sottile, intelligente, e credo anche molto autoironico. Per certi aspetti mi vedo simile a lui, forse abbiamo lo stesso modo di “vedere” la vita.”

In effetti nelle tue vignette cerchi di strappare sempre un sorriso. Spesso però, i lettori ti hanno etichettato in modo diverso…

Sì, è vero. Ho questa etichetta dell’ansioso. Come se il mio tema principale, quasi unico, fosse quello: l’ansia di vivere. Forse questa nomea è dovuta alla vignetta con cui la pagina ha avuto una crescita esponenziale: il tema era proprio l’ansia.

Venendo ai disegni, sul tuo sito ho notato diversi progetti in stile totalmente diverso da quello che utilizzi principalmente. Si vede un approccio più complesso, evocativo. Come mai hai scelto di essere così minimale, invece, con i tuoi uccelli?

Si tratta più che altro di un portfolio online, ma devo dirti che amo sperimentare. Ho sempre cambiato supporto: prima lavoravo su carta, poi su iPad, e tutto dipende molto dall’applicazione che utilizzi. Ogni applicazione ti fa approcciare diversamente all’illustrazione: io uso molto un’app di casa Adobe, “Adobe Draw”, che ti permette di lavorare in vettoriale, e in questo caso, avendo a disposizione tratti ben definiti, devi “adattarti” e tirar fuori lavori pulitissimi, sia sull’aspetto del colore che del segno. Nel tempo ho sviluppato 3 “stili” differenti, ma sicuramente quello che più mi appartiene è proprio lo stile “Labadessa”.

labadessa

Leggendo alcune tue vignette, mi hai fatto ripensare al classicissimo The Yellow Kid di Outcault. E non solo per il colore giallo… L’idea di Outcault era quella di raccontare punzecchiando, ironicamente, la situazione sociale dell’America d’inizio ‘900, attraverso strisce e slogan molto forti e diretti. Tu lavori invece sulla società odierna, quella dei nativi digitali eccetera, e metti in scena tematiche nati (e vissuti) sui social.

È vero, io in primis non parlo di politica o di sociale, magari porto fuori solo i lati più intimi e imbarazzanti di queste tematiche. Parlo dei pensieri che tutti noi facciamo ogni giorno, ma mi piace andare a toccare quel lato “nascosto”, imbarazzante, che non tutti riescono ad esprimere con tanta facilità, soprattutto nel contesto social, su piattaforme come Facebook e simili, dove siamo sotto i riflettori continuamente. Per esempio le mie vignette potrebbero raccontare la reazione di un uomo normale di fronte ad un terremoto che pensa “Oddio, che faccio ora? Scendo senza scarpe?”; situazioni normali che tutti viviamo ma che non esprimiamo mai. Amo trattare il lato strano delle cose, ma parto sempre da temi che sento miei, vicini.

Come ti fa sentire il fatto che così tanti lettori si ritrovino nelle tue brevi narrazioni, facendole proprie?

È bello. A volte mi stupisco di come tante persone vivano i miei stessi disagi, ma la cosa mi piace molto.

Ti definisci fumettista o grafico?

In realtà mi definisco illustratore.

Come mai hai scelto due colori principali per rappresentarti, il rosso e il giallo? Sono entrambi molto forti, d’impatto, a volte persino fastidiosi.

Posso dirti tranquillamente che la mia è una scelta casuale, ma non è propriamente così: c’è comunque uno studio dietro, perché va bene affidarsi al caso, ma devi sapere dove mettere le mani, devi avere una minima conoscenza del colore. Però se dovessi dirti che ho scelto quei colori per un motivo ben preciso (anche a livello concettuale) non potrei farlo.

Parli della loro capacità di attrarre l’attenzione quando scorri la home di Facebook?

Non sono stati scelti per uno scopo “commerciale”, non volevo attirare l’attenzione di nessuno quando ho scelto quello sfondo giallo e quel rosso, ma sicuramente è una cosa che funziona, e con il tempo si sta rivelando utile per la riconoscibilità.

Labadessa

Come è avvenuta la nascita dell’idea per questi disegni? Perché poi utilizzare questo protagonista, che immagino essere il tuo alter-ego?

Non c’è stata un’idea in assoluto, all’inizio non volevo nemmeno disegnare un uccello. Stavo disegnando un personaggio strano che aveva un naso a forma di becco, a punta, e da lì sviluppandolo è nato l’uomo uccello. Per quanto riguarda il disegno in sé e per sé, anche quello è nato per caso. Ero a casa mia, avevo voglia di disegnare, ascoltavo i Nobraino e buttai giù qualche prima tavolozza. La pagina è stata una conseguenza naturale…

Utilizzi anche altre piattaforme? Pinterest? Instagram? Deviantart?

Con i social ho un rapporto orribile, sono molto pigro e non riesco a gestirne più di uno alla volta. Ho cominciato con Instagram, poi ho abbandonato la piattaforma per passare a Facebook ed ora sono abbastanza fossilizzato qui. Anche perché in questo momento è la più conveniente e adatta a diffondere i miei lavori in modo virale.

Parliamo del tuo prossimo e primo lavoro editoriale: è noto che la casa editrice Shockdom è molto abile a cogliere i talenti – o fenomeni – del momento e a farli fruttare. La scelta di pubblicare con loro è stata tua o sono loro che ti hanno “raggiunto”?

Da quanto ho aperto la pagina, sicuramente per via dei numeri alti che ho ottenuto fin da subito, sono arrivate richieste da molte case editrici…

Ad esempio?

001 Edizioni, Editoriale Cosmo, Becco Giallo. Ma tra le varie richieste Shockdom mi attirava in modo particolare per la presenza di due autori nella loro scuderia: Rincione e Sio. Inoltre Shockdom è l’unica casa editrice che rispecchiava pienamente ciò che cercavo.

labadessa

Il libro che uscirà sarà una storia inedita o una raccolta delle tue vignette già esistenti? Utilizzerai il modus operandi di Zerocalcare ne L’elenco telefonico degli accolli, cioè porzioni già circolati online, collegate però da un (nuovo) filo conduttore?

L’idea inizialmente era quella di realizzare solo una raccolta di vignette. Ma in corso d’opera ho cambiato idea, puntando a realizzare anche molti inediti. Questi inediti faranno da intermezzo tra le varie vignette, racconteranno qualcosa, sarà un “dialogo” con chi sta leggendo, come se fossi seduto sul letto di chi ha comprato il libro, e gli raccontassi cose.

Faranno quindi da collegamento?

Non proprio, diciamo in parte. Sarà tutto molto bilanciato, voglio far ridere, ma anche far riflettere, emozionare. Sarà un “disordine ordinato”, in cui nessun elemento prevaricherà sull’altro, in cui racconterò tante cose, senza il bisogno di seguire una storia ben precisa.

Quando dovrebbe essere pubblicato il volume?

Uscirà quasi sicuramente in tempo per il prossimo Romics.

Ultima domanda: conosci Chiara Bautista? Utilizza, un po’ come fai tu, personaggi particolari realizzati in modo abbastanza surreale unendo, nella loro composizione, oggetti, figure animali e umane. La sua protagonista è una donna-coniglio attorno la quale girano numerosi altri personaggi. Pensi di utilizzare altri animali, oltre all’uccello, all’interno delle tue illustrazioni?

Non conosco Chiara Bautista, ma devo dire che ho pensato molto alla tua domanda. Ma credo che non sia il momento di cambiare. La pagina Facebook è nata da sei mesi, e per ora piace l’uomo uccello, inserire un nuovo personaggio sarebbe solo un azzardo. Magari tra sei mesi, quando vorrò rinnovarmi, inserirò qualcosa di nuovo.

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